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Iliad pericolosissima per le telco italiane, parola di Fitch

L'operatore francese Iliad darà filo da torcere a quelli italiani, secondo l'agenzia Fitch. Nei prossimi tre anni i ricavi dei servizi potrebbero crollare del 5%.

Iliad pericolosissima per le telco italiane, parola di Fitch

Fitch, la nota agenzia internazionale di valutazione del credito e cosiddetto rating, prospetta tempi durissimi per il mercato mobile italiano a causa dell'avvento di Iliad. Cattive notizie per gli operatori, ma ottime per i consumatori.

L'agenzia stima che nei prossimi tre anni - a partire dal 2018 - i ricavi generati dai servizi mobili possano contrarsi del 5%. Insomma, i principali operatori nazionali saranno costretti a ridurre le tariffe per rispondere alle offerte dei francesi e comunque dovranno entrare nell'ottica di perdere clienti.

Logo iliad

Fitch sostiene che l'obiettivo di Iliad di conquistare il 10% del mercato sia fattibile, quindi è evidente che TIM, Wind-Tre e Vodafone dovranno giocarsi bene ogni carta per non diventare vittime predestinate. Al momento gli unici antidoti individuati sembrano essere legati alla creazione di nuovi operatori virtuali: Kena di Tim e un ipotetico MVNO firmato Vodafone di cui si parla da mesi.

Il report "Italian Telecoms: a changing competitive landscape" ovviamente non convince tutti gli addetti ai lavori, anche perché lo scenario francese mobile che accolse Iliad nel 2011 è completamente diverso da quello attuale italiano. L'operatore però ha dalla sua qualche arma in più, per altro fornita dagli stessi concorrenti italiani: la possibilità di giocare su trasparenza e correttezza.

Xavier Niel
Xavier Niel

"Nel vostro Paese il consumatore è maltrattato, poco rispettato. Con mille offerte che cambiano continuamente e tanti piccoli inganni, tanti trucchi, tante trappole", ha dichiarato il patron di Iliad, Xavier Niel a marzo. "Ecco perché sono sicuro che la nostra proposta, che certo non posso anticipare e che comunque avrà il vantaggio di essere semplice e certa, sarà attrattiva".

Insomma, fino a prova contraria, chi potrebbe resistere a un pacchetto low-cost senza sorprese? L'unico nodo rimane quello della copertura del territorio, che almeno inizialmente sarà basato sulle infrastrutture e frequenze acquisite da Wind-Tre.

Sul fronte residenziale invece c'è la possibilità di un accordo con Open Fiber per fornire servizi di connettività in fibra... ma per questa ulteriore spallata al mercato c'è tempo.

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