Intel fa i conti con AMD EPYC e vuole limitare i danni

La battaglia tra Intel e AMD non è solo quella per conquistare il cuore degli appassionati, ma a partire dall'anno scorso si è estesa anche al settore server. Dopo anni di assoluto monopolio, il ritorno di AMD sulla scena con una proposta di livello comporta per Intel, inevitabilmente, la conseguente perdita di quote di mercato.

Sorge quindi spontaneo chiedersi quale sarà l'impatto di AMD sul settore. Ebbene, nessuno è un veggente, e anche gli analisti più preparati molte volte non ci azzeccano, ma se a parlare è l'amministratore delegato di Intel allora cambia tutto.

Stando a quanto riportato da blog finanziario Barrons, che ha raccolto le confidenze dell'analista Roman Sha di Instinet, figlie di un incontro con il CEO di Intel Brian Krzanich, il dirigente è "è stato molto concreto nel dire che Intel avrebbe perso quote nei server in favore di AMD nella seconda metà dell'anno".

Come scritto poco sopra, c'è da aspettarselo, ma Sha sottolinea che "Krzanich non ha tracciato una chiara linea nella sabbia in relazione ai potenziali guadagni di AMD nei server; ha solamente detto che è compito di Intel non lasciare che AMD acquisisca una quota di mercato del 15-20%".

intel fab

Il Data Center Group di Intel ha fatturato 5,2 miliardi lo scorso trimestre, quindi perdere fino al 20% di quel fatturato potrebbe rappresentare un duro colpo per Intel. Le affermazioni di Krzanich fanno seguito alla riduzione delle stime a margine dei risultati finanziari per quanto riguarda le vendite in ambito server nella seconda metà dell'anno a causa "di una più intesa competizione".

Intel ha attualmente circa il 99% del mercato dei processori server, ma AMD si sta facendo rapidamente strada. I processori EPYC si sono dimostrati estremamente competitivi con l'offerta di Intel, ma i gestori dei datacenter sono sempre scettici nel passare da un produttore all'altro, in particolare per le spese associate alle ottimizzazioni e alla qualifica del software.

Per cui, come affermato in passato anche dall'amministratore delegato di AMD Lisa Su, l'impegno dell'azienda nel mondo server è qualcosa che va valutato come un investimento a lungo termine. Dopo il brillante avvio con i primi EPYC deve quindi dimostrare al mondo di sapersi confermare con diverse generazioni di prodotti competitivi prima di poter ottenere quote di mercato considerevoli.

amd epyc

I presupposti sembrano esserci. Al Computex l'azienda ha parlato della seconda generazione delle CPU EPYC, nome in codice Rome, prodotta a 7 nanometri. Aspetto più importante sarà il passaggio all'architettura Zen 2, che porterà miglioramenti sotto ogni aspetto. AMD ha intenzione di conferire i primi sample ai partner nella seconda metà dell'anno e di ampliare la disponibilità nella prima parte del 2019.

Particolare non da poco, questa seconda generazione rimarrà compatibile con lo stesso socket degli EPYC di prima generazione, il che renderà la transizione alle nuove CPU meno indolore. Secondo ServeTheHome i processori AMD Rome arriveranno sul mercato con un massimo di 48 core e 96 thread - e le nostre conversazioni con alcuni produttori di motherboard confermano questi dettagli.

La rapida adozione del processo produttivo a 7 nanometri da parte di AMD rappresenta un pericolo per Intel, che è ancora ferma ai 14 nanometri. L'azienda ha rimandato la produzione di chip a 10 nanometri in volumi al 2019, ma è probabile che anche l'anno prossime vedremo molte soluzioni a 14 nanometri.

AMD ha inoltre siglato diversi accordi importanti negli ultimi mesi, con partner come Lenovo, HPE, Cisco e Dell/EMC, ma anche con realtà come Baidu con grandi datacenter hyperscale. A tal proposito ci sono diverse voci sul fatto che proprio questo settore aumenterà la richiesta di CPU EPYC nella seconda metà dell'anno, ma per ora non ci sono conferme.

AMD sta chiaramente facendo progressi a ritmi molto rapidi. Intel invece ha speso l'anno passato a rendere meno rilevante il settore PC nei suoi conti, puntando sul comparto server. Una strategia che finora è andata bene, perché il Data Center Group ha totalizzato il 46% del fatturato totale di Intel nel primo trimestre.

Per cui l'ascesa di AMD potrebbe rappresentare un grande problema in futuro, dato che per Intel il mercato dei datacenter è quello con i margini più alti. Non è da escludersi che in conseguenza della concorrenza Intel sia costretta a rivedere i listini per controbattere ad AMD.

Interessante infine l'arrivo in Cina delle soluzioni Dhyana basate su architettura Zen di AMD, figlie di un accordo di licenza siglato dalla casa di Sunnyvale nel 2016 con Chengdu Haiguang IC Design Co. Si apre quindi un potenziale altro fronte di scontro con Intel.

Come noto, il governo cinese sta intensificando gli investimenti per creare un florido settore tecnologico interno, a discapito delle "potenze straniere". La Cina è il mercato in più rapida crescita in ambito server, quindi perdere terreno sulle proposte Zen in quel paese potrebbe diventare un grande problema per il colosso di Santa Clara.


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