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L'intercettazione su Skype è possibile dal 2011

L'intercettazione VoIP non è più un tabù: secondo una nota testata russa dal 2011 Microsoft ha attivato un servizio speciale per gli inquirenti. Ormai si possono ascoltare le conversazioni, leggere i messaggi e individuare gli utenti.

L'intercettazione su Skype è possibile dal 2011

Le comunicazioni via Skype possono essere intercettate senza problemi: crolla il mito dell'inviolabilità. La conferma giunge dal quotidiano russo Vedomosti, che ha intervistato due riconosciuti esperti di sicurezza.

"I servizi segreti sono capaci da anni non solo d'intercettare ma anche localizzare gli utenti Skype. Questo è il motivo per cui, ad esempio, ai dipendenti della nostra azienda è vietato di discutere argomenti business su Skype", ha dichiarato Ilya Sachkov, direttore generale della società specialista in cyber-security Group-IB.

Skype 1984

"Dopo che Microsoft ha acquisito Skype nel maggio 2011 ha aggiornato il software con una tecnologia che consente la legittima intercettazione", ha aggiunto Maksim Emm, direttore di Peak Systems. E infatti come dimenticare quel suo brevetto registrato nel giugno 2011?

FSB (Federal'naja služba bezopasnosti), praticamente l'ex KGB, e il Ministero degli Affari Interni russo hanno preferito non commentare, ma secondo le fonti ormai il VoIP non preoccupa più. È sufficiente che Microsoft acconsenta il login di un account in modalità speciale per abilitare controlli di ogni tipo sulle comunicazioni via smartphone, tablet e PC. In pratica la crittazione viene aggirata perché viene attivata una backdoor sui server Skype. E da lì in poi si possono leggere messaggi, chat e ascoltare le chiamate.

La testata RT per altro ha sottolineato che le cose in Russia potrebbero ulteriormente peggiorare se Skype dovesse accettare d'iscriversi al registro degli operatori TLC. La prima conseguenza sarebbe quella di avere l'obbligo di archiviare tutti i dati che riguardano un utente per almeno tre anni. Dopodiché ogni informazione sarebbe a libera disposizione degli inquirenti, che già oggi si fanno vedere raramente dai giudici per domandare gli ordini di intercettazione.

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