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iPhone Made in USA, Foxconn Technology vaglia la possibilità

Apple ha chiesto a Foxconn Technology di studiare la possibilità di spostare la produzione degli iPhone negli Stati Uniti. Trump potrebbe dar seguito alle sue promesse di dazio per la Cina.

iPhone Made in USA, Foxconn Technology vaglia la possibilità

Il Trump-pensiero deve aver costretto Apple a sondare il terreno della produzione su suolo statunitense.Una fonte autorevole ha confermato al Nikkei Asian Review che Foxconn Technology starebbe vagliando la possibilità di spostare la produzione dell'iPhone negli Stati Uniti.

"Apple a giugno ha chiesto a Foxconn e Pegatron, i due assemblatori dell'iPhone, di valutare la produzione degli iPhone negli Stati Uniti", ha dichiarato la gola profonda. "Foxconn ha accettato, mentre Pegatron ha declinato il piano in relazione a preoccupazioni sui costi. Che per un iPhone Made in USA potrebbero raddoppiare".

iphoneusa

"Persuaderemo Apple a costruire i suoi dannati computer in questo Paese invece che negli altri", disse Donald Trump dal podio della sala conferenze della Liberty University a gennaio. Adesso che non è più solo un candidato ma il Presidente, la questione si fa calda.

Ai tempi Apple rispose che il problema non era solo di costi - un operaio cinese ha uno stipendio medio molto basso - ma anche di carenza di manodopera specializzata statunitense ed elasticità organizzativa per far fronte ai cambiamenti produttivi.

Oggi IHS Markit stima che il costo di un iPhone 7 - escludendo sviluppo, progettazione, quindi solo componenti e manodopera - è di 225 dollari, a fronte di un prezzo di listino di 649. Un iPhone 7 Made in USA potrebbe rischiare di superare la soglia dei 500 dollari.

Un altro aspetto di grande importanza è che tutti i più importanti fornitori risiedono in Oriente. Apple sarebbe comunque costretta a organizzare un sistema di approvvigionamento non indifferente.

A Trump interessano i posti di lavoro e anche se Apple si vanta di avrei creato o contribuito a favorire la creazione di 2 milioni di posti, il think tank Economic Policy stima che tra il 2000 e il 2014, in ambito specializzato, se ne sono persi 5 milioni.

Già, ma come competere con una Foxconn che impiega 690mila lavoratori in Cina, quando questo numero equivale all'intera popolazione residente di una grande città statunitense?

E infine il tema delle infrastrutture. Gli Stati Uniti non hanno più una rete organica per far fronte alle richieste di un'azienda hi-tech che opera nel mass market. "Anche se Trump dovesse imporre un dazio del 45%, è possibile che i produttori decidano di continuare a lavorare oltreconfine dato che la somma dei costi sarebbe inferiore a quella che bisognerebbe spendere per costruire e avviare linee negli Stati Uniti", ha spiegato un addetto ai lavori.

Una possibilità potrebbe essere quella di favorire a livello fiscale le aziende statunitensi che decidono di produrre localmente. Ma comunque rimarrebbe il problema dei dazi. La Cina certamente reagirebbe sfavorendo le aziende statunitensi. 

iPhone, designed by Apple in California, Made in USA. Chissà.

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