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L'Italia dei disconnessi: 452mila adolescenti non possono permettersi Internet

Save The Children lancia l'allarme sulla povertà educativa di 452mila adolescenti italiani: non hanno mai avuto accesso a Internet, non leggono e non svolgono attività culturali. È il digital divide della generazione 2.0 causata per lo più dalla povertà.

L'Italia dei disconnessi: 452mila adolescenti non possono permettersi Internet

Si fa tanto parlare di nativi digitali, di ragazzi sempre connessi ed esposti ai pericoli della Rete, in realtà non è sempre così. Anzi, in Italia 452mila ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 17 anni non hanno mai avuto accesso a Internet (11,5%).  Il dato è contenuto nella relazione "Minori e Internet: Save the Children, on-line e disconnessi, i due volti dei nativi digitali" redatto da IPSOS per Save the Children, da cui l'Italia esce come un Paese spaccato in due. Da una parte i giovanissimi quasi sempre connessi con gli smartphone, che si danno appuntamento con persone conosciute solo sul web (35%) o su gruppi di WhatsApp e app simili (33%), dall'altra i "disconnessi".

Adolescenti internet

Lo spartiacque è la condizione economica in cui versano tante famiglie: la presenza di adolescenti disconnessi è maggiore nei nuclei famigliari che dichiarano di vivere in condizioni economiche "assolutamente insufficienti" (22,7%) o con "risorse scarse" (14,2%). Ne conseguono abitudini agli antipodi: da una parte un eccesso di digitalizzazione, con il 39% dei minori che si è iscritto a Facebook a 12 anni e con solo la metà dei ragazzi che conosce le regole sulla privacy (51%), ma non se ne preoccupa (57%).

L'altra faccia della medaglia, quella meno conosciuta, di cui fa male ammettere l'esistenza, è la disconnessione da Internet. Si associa spesso con l'assenza delle altre opportunità culturali che configurano una vera condizione di "povertà educativa". 269.000 adolescenti non solo non si collegano a Internet, ma non hanno mai letto un libro nell'ultimo anno, non hanno visitato un museo o assistito a un evento sportivo nello stesso periodo. E 187.000 non sono neppure mai andati al cinema o a teatro.

Per contro il 57,3% degli adolescenti connessi hanno letto almeno un libro nell'ultimo anno, il 48,2% ha visitato un museo, e/o una mostra e/o un monumento o un sito archeologico nel corso degli ultimi 12 mesi.  Insomma se un eccesso di Internet può penalizzare altre attività culturali, c'è chi non si può permettere né l'uno né le altre.

bambini ombre

Anche il dato geografico è significativo: al Sud e nelle Isole la percentuale dei "disconnessi" sul totale dei ragazzi della loro età è del 17,4%, pari a 270.000, mentre al Centro si abbassa all’8,2% (60.000) e al Nord si assottiglia al 7,4% (122.000).

"L'accesso a Internet e alle tecnologie digitali dovrebbe essere un diritto per tutti i ragazzi, al pari dell'istruzione" spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children. "Questi dati ci fanno scoprire che il digital divide non è un problema che riguarda solo gli adulti e gli anziani, ma investe anche la generazione 2.0. Sono dati allarmanti, perché sono un segnale di un vero e proprio nuovo analfabetismo. Oggi un ragazzo che non si è mai connesso ad Internet è di fatto un ragazzo disconnesso non solo dalla Rete, ma anche dalla realtà che lo circonda e difficilmente potrà recuperare negli anni questo divario educativo che si è creato durante l'adolescenza. […] Il fatto che all'assenza di opportunità di accedere alla Rete si sommi spesso anche la mancanza di altre opportunità culturali, crea di fatto una barriera insormontabile allo sviluppo delle potenzialità e dei talenti di questi ragazzi, pregiudicandone il futuro".
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