Krugman: Bitcoin è una bolla che finirà in tragedia

"Il Bitcoin è una bolla colossale che finirà in tragedia? Sì", sostiene Paul Krugman sulle pagine del New York Times. E se lo dice un premio Nobel per l'economia forse anche il più sfegatato tifoso delle criptomonete dovrebbe farsi due domande.

Krugman lunedì scorso ha spiegato che anche gli speculatori olandesi che comprarono bulbi di tulipano nel 1635 per un po' furono parecchio contenti, finché i prezzi del tulipano non crollarono all'inizio del 1637. Lo stesso si presume avverrà per i Bitcoin. È andata alla grande per i primi acquirenti; adesso invece per chi dovesse entrare nel mercato sarebbe come navigare a vista in balia della pura speculazione.

Paul Krugman
Paul Krugman

La questione è semplice. I Bitcoin, che sono una delle tante criptovalute, appaiono come lo strumento ideale per il mercato del malaffare. Pagare un qualsiasi oggetto in questo modo è scomodo, ma sotto il profilo della privacy rappresentano la migliore soluzione.

"L'esistenza di un Bitcoin è documentata da registri distribuiti in più luoghi", ricorda l'economista. "E il vostro diritto di proprietà non viene verificato provando (e rilevando) la vostra identità: la proprietà di un Bitcoin viene verificata con il possesso di una password segreta che - usando tecniche derivate dalla crittografia - vi consente di accedere a quella moneta virtuale senza rivelare alcuna informazione che volete tenere riservata".

quotazione Bitcoin
La quotazione Bitcoin di oggi

Ora, il problema è che mentre le comuni valute correnti sono condizionate nel loro valore da una serie di norme e istituzioni, le criptvolute sono volatili e soggette a speculazione. "Nel 2013 le attività fraudolente di un singolo trader a quanto pare fecero crescere di sette volte il corso della criptovaluta", spiega Krugman.

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Non a caso poche ore fa in Asia, sulla piattaforma di Coindesk, il Bitcoin ha perso il 15% scendendo sotto la soglia dei 10.000 dollari. Il motivo? La Corea del Sud ha scoperto transazioni illegali di criptovalute per quasi 600 milioni di dollari e anche se recentemente è stato imposto l'obbligo di acquisto con ID comprovato pare che la soluzione non possa arginare il problema.

Insomma, Krugman sostiene che questa bolla potrebbe andare avanti per anni ma che finirà male e prima succederà meglio sarà. L'ulteriore problema è che non solo è una bolla "ma anche una setta i cui iniziati coltivano fantasie paranoiche su governi cattivi che rubano i loro soldi".

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Sarà per questi motivi che Facebook ha deciso di vietare ogni campagna pubblicitaria legata a prodotti e servizi finanziari "che di frequente vengono associati a pratiche promozionali false e ingannevoli"? Zuckerberg certamente non punta il dito su tutto il mercato Bitcoin, ma qualcuno sta tentando di approfittare del momento.

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