Questa testata è partner di La Repubblica e contribuisce alla sua audience
Hot topics:
15 minuti

La Scienza è da apprezzare senza chiedere quanto costa

Leggete questa interessante intervista con il fisico del CERN Dario Menasce in cui spiega i prossimi obiettivi della ricerca, di cosa hanno bisogno i giovani che vogliono fare i ricercatori e cosa dovrebbero sapere le persone comuni per dimostrarsi meno a digiuno quando si parla di Fisica.

La Scienza è da apprezzare senza chiedere quanto costa

Con il libro Diavolo di una particella! Dario Menasce ha aperto le porte del CERN e ha raccontato curiosi retroscena e interessanti informazioni sugli acceleratori di particelle e sul lavoro che svolgono i ricercatori nella cittadella della Scienza. Un libro accessibile a tutti e consigliato sia ai curiosi sia a chi ha nozioni di Fisica, perché come ricorda l'autore c'è sempre da imparare.

Dario Menasce
Dario Menasce

Per saperne di più ho fatto una intrigante chiacchierata con l'autore, che ho scoperto essere una persona umile, pungente, critica e schietta. Mi ha raccontato quali sono i prossimi obiettivi della ricerca, di cosa hanno bisogno i giovani che vogliono fare i ricercatori e cosa dovrebbero sapere le persone comuni per dimostrarsi meno a digiuno quando si parla di Fisica.

Vi consiglio di leggerla fino in fondo: ci sono consigli e indicazioni per tutti, anche per i lettori di Tom's Hardware meno appassionati di Scienza.

Questa voglia di fare divulgazione scientifica da dove nasce?

"È nata tanti anni fa con mio fratello quando lui era al liceo e io all'università. Era in difficoltà con la Fisica e, quando ho iniziato a spiegargli ciò che avevo imparato fino al quel momento, era contento perché capiva. Questa cosa mi è rimasta negli anni, e anche se non ho l'obbligo di didattica, faccio molto volentieri corsi universitari, anche per il dottorato, oltre a seminari e convegni nelle scuole e nelle biblioteche.

La considero un'attività fondamentale innanzi tutto per quello che ho ricevuto io. A mia volta reputo un obbligo dare a chi viene dopo di me. Secondo perché c'è molta curiosità scientifica, ma mi sono reso conto che spesso viene frustrata. Un cattivo insegnante può fare infinitamente peggio rispetto a decidere di non mandare una persona a scuola. L'ho visto con tantissime persone, che magari sarebbero state brave in una certa materia, ma che con un docente "criminale" hanno irrimediabilmente perso la passione per quella determinata disciplina".

Quali sono le domande che la gente le rivolge più spesso?

"La domanda più ricorrente è: a cosa serve il CERN, perché spendiamo i nostri soldi negli acceleratori di particelle?"

È anche una domanda che ricorre nei commenti alle nostre notizie, e auspichiamo che una risposta da parte di un ricercatore possa avere un peso maggiore delle nostre.

diavolo di una particella 77064a4226b849bb357c289a53d5f3024

"Ha un peso ambivalente. Sicuramente ci interessa perché porta con sé qualcosa che per la società ha un valore pratico. Dal WWW alla PET a tutto ciò che abbiamo di tecnologico, il CERN ha avuto un ruolo in una certa percentuale. Poi non va mai dimenticato è che il sapere è bello di per sé. Tutti paghiamo per andare al museo a vedere un'opera d'arte e non ci poniamo il problema di chi l'abbia pagata, quanto sia costata o a cosa serva. Ci piace, stimola la fantasia, ci accultura. La Scienza è una forma d'arte di per sé perché capire ci soddisfa".

L'essere umano è curioso di per sé, si vede dai bambini che fanno molte domande. Il problema è che se non ottengono risposte poi smettono di chiedere.

"Sono andato di recente a fare dei seminari in una scuola elementare, e temevo che dopo un po' i bambini si sarebbero distratti, anche se cercavo di dare un taglio molto semplice adatto a quel tipo di pubblico. Nei licei per esempio c'è sempre qualcuno che a un certo punto si mette a giocare con il telefonino. Invece mi ha colpito che tutti questi bambini (cinque classi) erano non solo attenti, ma entusiasti. Alla fine dell'intervento mi hanno posto un'ora di domande, e si accavallavano per chiedere. Quelli per me sono i momenti più belli".

Giusto per spiegare ai lettori che sono meno informati, il CERN è nato con uno scopo poi si è evoluto. Qual è il futuro?

"Fabiola Gianotti proprio ieri ha presentato il nuovo organigramma e i nuovi piani per il CERN. Di sicuro andremo avanti a fare la ricerca che stiamo facendo perché abbiamo appena intravisto il bosone di Higgs, adesso dobbiamo capire bene le proprietà che ha, se ci sono altre particelle come lo Higgs, perché il modello teorico è un po' vago su questo.

Poi bisogna lasciare aperta la porta a scoperte nuove. Con il rinnovamento dell'acceleratore si sono aperte nuove soglie dell'energia, quindi territori mai esplorati prima perché non avevamo l'energia sufficiente per farlo. In questi territori, dato che aumenteremo anche l'intensità (ossia il numero di collisioni al secondo), magari emergeranno fenomeni molto rari – forse solo perché il numero di particelle che abbiamo fatto collidere finora era troppo basso.

2f6dcd5400000578 3362895 the large hadron collider may have found a groundbreaking new pa a 119 1450 867670aef9cd8d36305cb06696d695a27

C'è quindi un primo obiettivo di fissare punti che abbiamo già capito, migliorandone la comprensione, e in seconda battuta aprire la porta a nuove scoperte. Il CERN ha dimostrato a tutt'oggi di essere l'unico organismo internazionale che veramente funziona e produce qualcosa, l'idea è di espandere le sue funzioni fino a diventare un modello per altre discipline. Se siamo riusciti a ottenere questi risultati nel campo della Fisica non oso immaginare cosa si potrebbe acquisire nel mondo della medicina, della biologia o della genetica se venisse creato l'equivalente di un CERN. In nessuna di queste discipline esiste qualcosa di analogo; ogni Paese e addirittura ogni istituzione vanno per conto proprio, ma è solo dalla sinergia che si ottiene quello che si è ottenuto al CERN".

Com'è lavorare al CERN?

"Ho un punto di vista ambivalente. Da un lato il CERN è migliorato, dall'altro è peggiorato. Negli anni passati quando c'era un acceleratore nuovo, prima di farlo funzionare e cominciare a ottenere risultati passavano letteralmente anni. Il CERN è ormai talmente progredito dal punto di vista culturale, di conoscenze e di apparecchiature che l'LHC ha prodotto dati comprensibili fin dal primo giorno. È una cosa che non riesco a descrivere, è come costruire per la prima volta l'oggetto più complesso della storia dell'uomo, e appena acceso scoprire che funziona. Neanche un'automobile quando esce dalla fabbrica è così. Questo è l'aspetto positivo.

flags

Quello negativo è l'altra faccia della medaglia. Siamo riusciti a fare questa cosa e a farla funzionare così perché siamo più di 30mila persone che ci lavorano in tutto il mondo. È un po' diventata una fabbrica, nel senso che un tempo la creatività del singolo era molto visibile e molto premiata, era facile fare una gara e mettersi in luce. Oggi mettersi in luce, e avere una visione un po' meno che microscopica di quello che accade è molto difficile.

Per i meeting generali non basterebbe uno stadio quindi non si fanno mai; i meeting del sotto sotto sotto sotto gruppo richiedono un teatro.

Quand'ero al Fermilab per gli esperimenti studiavamo la Fisica, ci veniva l'idea, facevamo il progetto, cominciavamo a fare il prototipo, poi si iniziavano a tirare cavi e avvitare bulloni nella polvere, poi si faceva la calibrazione… si faceva tutto. Adesso non è più possibile, un ricercatore si specializza nel fare una cosa e la fa più o meno per tutta la vita, e questo non è bellissimo soprattutto per i giovani".

Continua a pagina 2
AREE TEMATICHE
Vuoi ricevere aggiornamenti su #Libri?
Iscriviti alla newsletter!