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La verità sull'autonomia dei notebook fra test e marketing

L'autonomia del vostro notebook è inferiore alle vostre aspettative? Ecco alcune delle possibili spiegazioni.

La verità sull'autonomia dei notebook fra test e marketing

Introduzione

Vi piace l'idea di passare tutto il giorno attaccati alla presa elettrica? Probabilmente no, ma purtroppo c'è un certo numero di produttori di PC secondo cui tutto sommato non vi creerebbe troppi problemi. Siamo perfettamente consci del fatto che i valori di autonomia dichiarati dai produttori, dall'alba dei tempi, sono quasi sempre esagerati.

Di recente tuttavia abbiamo notato che stanno esagerando ancora di più: negli ultimi mesi abbiamo provato una serie di notebook di fascia alta e di soluzioni 2-in-1 con un'autonomia pietosa, nonostante nelle note ufficiali i produttori promettessero ben altro. Per questo abbiamo voluto fare un simpatico esperimento e mettere a confronto i risultati dei nostri test indipendenti con i valori ufficiali dichiarati.

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Il punto è che sul mercato c'è un tale affollamento di prodotti, e un tale bisogno di venderli, che è in qualche modo di moda promettere un'autonomia "di un intero giorno lavorativo" pur di fare colpo. Non è una giustificazione, e da parte nostra abbiamo il dovere di mettere in discussione questi numeri e di combattere per il vostro diritto a un'autonomia decente.

Leggi anche: I notebook con la maggiore autonomia della batteria

 

Marketing contro realtà

Tirando il bilancio dei test che abbiamo condotto di recente abbiamo notato che le soluzioni ibride 2-in-1 sono quelle che alla prova dei fatti rispettano meno le dichiarazioni ufficiali sulla durata della batteria. Ma come vedremo non sono le uniche.

Iniziamo con il ricordare che il nostro test convenzionale di autonomia prevede la navigazione web ininterrotta via Wi-Fi con luminosità dello schermo impostata a 100 candele. Lo schermo non deve mai spegnersi per tutta la durata del test, il sistema non deve mai andare in standby, non deve subentrare il salvaschermo e la prova deve proseguire fino a quando la batteria non sia prosciugata al 100 percento. Un benchmark apre e chiude in automatico una lunga serie di pagine web passando dalla ricerca alla lettura di articoli, alla gestione della mail alla visualizzazione di slideshow e video, simulando una intensa attività di fruizione di contenuti web.

In queste condizioni - per esempio - Surface Pro 4 ha fatto registrare un'autonomia di 6 ore e 5 minuti, l'HP Spectre x2 si è spento dopo 6 ore e 31 minuti e il nuovo Dell XPS 12 ha gettato la spugna trascorse 5 ore e 17 minuti. Microsoft dichiara per Surface Pro 4 un'autonomia "fino a 9 ore" di riproduzione video, HP garantisce che lo Spectre x2 starà acceso "fino a 10 ore" e Dell si limita a far notare che l'XPS 12 vi permetterà di "non avere bisogno della presa di corrente ancora più a lungo".

Ancora, l'Envy 13t di HP, un notebook a conchiglia senza schermo girevole o staccabile, è venduto come capace di sopportare "10 ore di instancabile produttività". Ebbene nel nostro test è morto dopo 5 ore e 48 minuti di navigazione web.

A prima vista, anche se la durata della batteria non è pari a quella pubblicizzata, 5 o 6 ore di autonomia possono non sembrare orribili, ma è importante ricordare due cose. In primo luogo l'autonomia media della categoria degli ultraportatili con il nostro test è di 8 ore e 20 minuti, e alcuni prodotti durano molto più a lungo. Per esempio il MacBook Air da 13 pollici è stato acceso per 14 ore, 2 ore più del valore dichiarato da Apple; però si avvantaggiava di un display a bassa risoluzione che consuma meno di quelli ad alta risoluzione. Il Dell XPS 13 con display Full HD "nontouch" è stato acceso per 11 ore e 54 minuti (Dell afferma "fino a 18 ore"), mentre la versione con schermo touch quad-HD si è spenta dopo 8 ore e 8 minuti.

I test della batteria non raccontano tutta la storia

Il secondo punto da ricordare, nonché il nocciolo della questione, è che il nostro test di autonomia è più esigente di quelli usati dai produttori. Nella maggior parte dei casi, i test di autonomia dei produttori sono basati su un carico di lavoro non realistico. Il test più popolare tra i produttori di PC è MobileMark 2014, un benchmark sintetico che esegue una serie di applicazioni in locale, senza mai sfruttare la connessione web. Inoltre il test prevede lo spegnimento dello schermo durante "i periodi di inattività".

Altri produttori, come Microsoft, utilizzano un test che comporta la riproduzione di un video - di solito una clip salvata localmente sul notebook - in ciclo continuo fino a quando la batteria non si esaurisce. Il problema in questo caso è che la maggior parte delle CPU moderne è progettata per utilizzare molta meno energia durante la riproduzione di video rispetto a quella impiegata per l'esecuzione di altri compiti. Inoltre, se il video è un file locale il dispositivo non ha bisogno di collegarsi a Internet.

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Leggendo la nota nella parte inferiore della pagina prodotto di Surface Pro 4, Microsoft spiega che il test di autonomia "consiste nella scarica completa della batteria durante la riproduzione video con tutte le impostazioni di default, fatta eccezione per il Wi-Fi associato ad una rete". Non è spiegato se il prodotto durante i test eseguiva lo streaming video da Internet o lo riproduceva dal disco fisso locale, e quali erano le impostazioni esatte di luminosità dello schermo.

Insomma non è che i risultati vengono inventati, però è come dichiarare che un'automobile fa i 20 km con un litro, testandola a una velocità costante bassa e in totale assenza di traffico.

Oltre tutto, per quanto il nostro test sia severo, nell'uso reale gli utenti potrebbero stressare di più il sistema. Per esempio non trascorrerete tutto il vostro tempo a navigare su Internet. Se usate altre applicazioni, magari in multitasking, e tenete aperte decine di schede del browser probabilmente consumerete molta più corrente di quella prevista dal nostro test. Per esempio, se usate applicazioni di produttività una soluzione 2-in-1 che nei nostri test è stata accesa 6 ore, potrebbe spegnersi dopo 4 ore o meno.

L'abbiamo visto più volte misurando l'autonomia con il benchmark PC Mark 8. Per esempio l'Acer Aspire S7 ha totalizzato un'autonomia di 10 ore e 16 minuti con il test di navigazione web, mentre con PC Mark 8 è "morto" dopo 4 ore e 59 minuti. L'Asus Tansformer Book Flip TP500LA ha proseguito la navigazione web per 6 ore e 12 minuti, per cedere in PC Mark dopo 3 ore e 19 minuti.

In sostanza, oltre alle impostazioni base di risparmio energetico ci sono decine di elementi che concorrono a influenzare la durata della batteria, quindi il valore dichiarato non si può considerare un parametro standard come spesso viene fatto passare.

Perché l'autonomia è così scarsa

Uno dei motivi per i quali la durata della batteria è bassa, nonostante le numerose soluzioni a basso consumo sviluppate dai produttori di componenti (vedi per esempio Intel), è che i produttori sono focalizzati sulla corsa senza fine per realizzare il prodotto più sottile sulla piazza. E un notebook sottile non può alloggiare una batteria gigantesca.

Questa tendenza spopola anche in ambito aziendale perché i clienti chiedono a gran voce soluzioni più sottili. Per questo al CES Lenovo ha annunciato i nuovi ThinkPad T460, che sono più sottili e più leggeri dei predecessori, però hanno una batteria non rimovibile che fornisce un'autonomia di 10 ore, contro quella hot swap del T450 che durava 15,5 ore.

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A questo bisogna aggiungere il successo di soluzioni molto dispendiose dal punto di vista dei consumi, come per esempio gli schermi touch e quelli con risoluzioni fino a 4K. Due elementi che alzano sensibilmente i consumi rispetto alle soluzioni nontouch a 1080p. Questo emerge in maniera chiarissima guardando la recensione dell'XPS 13: il delta tra le versioni con e senza schermo touch 4K era oltre 3,5 ore.

Perché avete bisogno di un'autonomia prolungata

Troppi consumatori non riescono a capire il valore di un'autonomia prolungata perché pensano che sia necessaria solo quando si è in viaggio. Tuttavia anche quando siete a casa e ci sono prese di corrente in tutte le stanze è comodo non dover stare legati al cavo.

Pensateci un momento: onestamente comprereste uno smartphone che deve restare tutto il giorno attaccato alla presa? La risposta ovviamente è "no", quindi perché dovreste pensarla diversamente per il vostro notebook?

In casa mia se ho bisogno di tenere il notebook collegato alla corrente devo stare seduto scomodo su un angolino del divano, e devo evitare di lavorare sul tavolo della sala da pranzo perché il mio bambino inciamperebbe sul cavo. Per fortuna uso un notebook che ha un'autonomia di 14 ore (con il nostro test) e resta acceso per tutte le 8 ore della mia giornata lavorativa. Inoltre, se voglio usare il notebook per un paio d'ore prima di andare a dormire posso lasciarlo sul comodino senza preoccuparmi che la sera successiva la batteria sia esaurita. Ogni proprietario di un notebook dovrebbe avere la stessa esperienza d'uso.

In qualità di consumatori dovreste optare per la scelta migliore in funzione del vostro budget. Parlando di autonomia, dovreste puntare a modelli che, con test oggettivi, abbiano un'autonomia che superi di almeno il 50 percento quella di cui pensate di avere bisogno in un giorno. In parole povere, se stimate di voler utilizzare il portatile lontano dalla presa di corrente per 5 ore al giorno, compratene uno con un'autonomia oggettiva di 8 o 10 ore. Probabilmente finirete per comprare un notebook con un spessore maggiore delle sottilette tanto di moda, ma non vi troverete incatenati al muro.

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