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Mamma voglio andare sulla Luna, come mi vesto?

"Il librone delle stelle e dei pianeti" è un libro per spiegare ai bambini le meraviglie del Sistema Solare. Grandi pagine ripiegabili e immagini colorate affascinano e scatenano la fantasia.

Mamma voglio andare sulla Luna, come mi vesto?
rubrica bimbi

Con oggi inauguriamo una nuova rubrica su Tom's Hardware, identificata dal banner giocoso che vedete qui sopra e che, come suggerisce il nome, è dedicata ai più piccoli. Perché i bambini? Perché sono curiosi in maniera innata e sono interessati a capire, come spiegava lo scienziato italiano Amedeo Balbi - il problema è che non sempre le domande trovano l'interlocutore giusto.

librone delle stelle e dei pianeti

Nelle sperimentazioni che i lettori della rubrica dei libri scientifici del giovedì ben conoscono, ho coinvolto più volte i miei familiari, a volte con successo. Quello che non sapete è che una delle persone che è maggiormente interessata ai libri che ho sempre per le mani è mia figlia di 5 anni, che è una bambina come le altre, e per questo curiosa.

Memore delle parole di Balbi ho iniziato a rispondere ai numerosi "perché", a spiegarle cosa stavo leggendo, a farle vedere qualche documentario su Scienza e Spazio, e ho visto che suscitare la meraviglia nei suoi occhi è davvero semplice (almeno per il momento). Le ho comprato qualche libro, di quelli con le finestrelle che si aprono, le pagine ripiegate e le figure popup. Ha iniziato a portarli all'asilo e tutto d'un colpo la sua è diventata una classe di piccoli appassionati di Scienza, che disegna pianeti, razzi e astronauti, che fa esperimenti in cortile con i vulcani e che sogna di andare sulla Luna "per alzare facilmente" gli oggetti pesanti.

create spread

A questo punto io e i miei colleghi ci siamo chiesti se la Scienza non potesse interessare allo stesso modo anche tanti altri bambini, e da qui nasce questa rubrica, che è un racconto degli esperimenti di lettura di mia figlia, dal punto di vista di chi è alto un metro e si sente come "i grandi" quando deve alzare il naso all'insù per guardare il cielo.

Il primo libro che le ho comprato è "Il librone delle stelle e dei pianeti", un volume piuttosto grosso con grandi figure dai colori sgargianti e pochissimo testo, in vendita sia su Amazon sia su IBS per una decina di euro. Parla della Terra e di tutti gli altri pianeti del Sistema Solare, del Sole, delle stelle, delle galassie e fa qualche accenno all'esplorazione spaziale umana. Sono una trentina di pagine, e sono bastate per tenere banco un mese.

Quando l'ho portato a casa mia figlia non ha degnato la scatola di uno sguardo: era troppo piccola per contenere un gioco. Ho piazzato la scatola nella sua area di gioco e l'ho lasciata lì. Dopo tre giorni, con una buona dose di svogliatezza e dopo averci incespicato decine di volte, l'ha aperta. Ha sfogliato il librone con avidità e gli occhi che si spalancavano sempre di più, poi è corsa da me per farmelo vedere.

"Mamma vedi questa è la Terra, le macchie bianche sono le nuvole, il blu è il mare". Fin qui non era difficile. Gira pagina, apre le pagine ripiegate, pensa, poi vede qualcosa che attira la sua attenzione, i sassolini che tracciano una grande orbita attorno al Sole (la Fascia principale): "questi sono gli asteroidi che ogni tanto passano vicino alla Terra e che hanno ucciso i dinosauri"!

Per fortuna quello che sapeva finiva lì, quindi è iniziato il lungo interrogatorio a più riprese che è proseguito per giorni. "Questo pianeta così grande come si chiama? Chi ci abita? Ci possiamo andare? Perché no, c'è brutto tempo?". Se ne andava, poi tornava: "ma il Sole è davvero così grande? Perché ha i riccioli?". Ci ho messo del mio, ogni tanto calavo l'asso del bel video NASA del Sole, o quello della ricostruzione grafica del National Geographic della superficie di Venere, e l'ho conquistata.

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Dopo una settimana l'ha voluto portare all'asilo, ed è tornata a casa con le domande degli amichetti. Chi era più interessato ai razzi ("quanto sono veloci, quanto rumore fanno, come stanno seduti gli astronauti, se devono andare al bagno come fanno, e se hanno fame?"), chi alla ISS ("ma lì che cosa fanno tutto il giorno, che giubbotto devono mettere per andare fuori, fa freddo?").

Avere in mano il libro, portarselo in giro per casa e fuori casa è stato per lei uno degli elementi di successo di questo esperimento, perché ha potuto radiografarlo in ogni millimetro, farlo vedere a tutti, cercare di ricopiare i disegni e avere un'interazione concreta con concetti che potrebbero apparire astratti.

E anche se le pagine sono poche, quello che ho scoperto è che ad ogni figura può corrispondere un numero di domande tendente a infinito, e che ogni risposta è a sua volta un generatore automatico di domande. Per questo il Librone delle stelle e dei pianeti è stato il primo di una lunga serie di libri, anche su argomenti differenti perché, per esempio, a un certo punto ha voluto vederci chiaro sulle "macchie bianche" che ci sono sulla Terra, perché chiamarle nuvole a un certo punto non era più soddisfacente.

Siete disposti a replicare l'esperimento e vedere come va?

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