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Marvin Minsky, morto il padre dell'intelligenza artificiale

Oggi è un giorno doloroso per il mondo della tecnologia: è morto infatti Marvin Minsky, tra i maggiori pionieri dell'intelligenza artificiale, nonché padre di HAL 9000, il computer assassino di 2001 Odissea nello spazio.

Marvin Minsky, morto il padre dell'intelligenza artificiale

Il suo nome, Marvin Minsky, forse non vi dirà nulla, ma la sua morte avvenuta oggi, all'età di 88 anni come comunicato dal MIT, è una grave perdita per il mondo della scienza e soprattutto per gli studi sull'intelligenza artificiale, di cui è stato un pioniere e uno dei massimi esperti mondiali.

Nato a New York il 9 agosto 1927, Minsky è stato infatti tra i fondatori dell'Artificial Intelligence Group al MIT nel 1959 e da allora ha dedicato la sua vita a comprendere come rendere una macchina capace di pensare in modo simile all'uomo.

Uno dei suoi assunti fondamentali e anche più interessanti infatti è che l'intelligenza, umana o artificiale, non è il frutto di singoli processi indipendenti tra loro quanto piuttosto dell'interazione tra essi.

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Il concetto che una macchina possa imparare partendo dalle sue capacità e acquisendo poi ulteriori conoscenze nel corso tempo può in un primo momento non sembrare importante o quantomeno rilevante all'interno delle nostre vite quotidiane, eppure se oggi possiamo contare su servizi e strumenti intelligenti, dal Web search agli assistenti digitali fino alle intelligenze artificiali dei nostri videogiochi preferiti, lo dobbiamo quasi esclusivamente al lavoro svolto negli anni da questo signore che oggi purtroppo ci ha abbandonato.

Minsky in un certo senso è stato anche il padre di HAL 9000, il terrificante computer paranoico di 2001 Odissea nello spazio. La sua invenzione letteraria si deve infatti ad Arthur C. Clarke dal cui libro il film fu tratto, ma come consulente di Kubrick Minsky ci mise molto delle sue conoscenze nel tratteggiare l'inquietante computer.

Nella domanda finale che pone all'astronauta che lo sta lentamente lobotomizzando, "sognerò?" sta forse l'essenza di ogni intelligenza artificiale che, aspirando a divenire umana, nutre anche le nostre stesse paure.

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