Mayweather-McGregor, tra farsa, pirateria e crash server

L'incontro di boxe tra Floyd Mayweather e Conor McGregor è stato uno dei più piratati della storia. "Anche se non il più piratato", ha assicurato ieri il vice presidente di Irdeto, Mark Mulready. Si parla comunque di 2,9 milioni di persone collegate a 239 stream illegali sabato scorso.

E dire che sembrava un evento blindato quello tra l'ex campione WBC (World Boxing Council) e la stella dell'MMA (Mixed Martial Arts). Per vedere l'incontro si avevano a disposizione tre opzioni. Assistere dal vivo alla T-Mobile Arena di Las Vegas spendendo per il biglietto tra i 3mila e 100mila dollari, oppure pagare circa 30 dollari per la pay-per-view di UFC TV. Oppure ancora puntare sulle TV via cavo o satellite - ma in Italia neanche Sky l'ha trasmesso.

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Negli Stati Uniti, ma in verità un po' in tutto il mondo, i telespettatori online hanno mandato in crash i server di UFC TV. Le proteste sono montate alle stelle e anche i service provider hanno avuto problemi. Niente di nuovo. Successe lo stesso con lo storico match tra Mayweather e Manny Pacquiao.

floyd mayweather conor mcgregor

Ecco quindi la strada spianata per la pirateria. Perché spendere denaro con il rischio di non avere un servizio adeguato? Non è una giustificazione che assolve l'illegalità ma lascia pensare a quanta strada i grandi network debbano ancora fare per essere inattaccabili.

L'unica consolazione è che comunque hanno acquistato il ticket streaming circa 5 milioni di persone, per un volume di affari di 495 milioni di dollari. Mayweather e McGregor si sono intascati rispettivamente 350 milioni e 100 milioni di dollari.

pirateria

Poi che il match sia stato bollato come una farsa (puntuale il commento del campione italiano di MMA Alessio Sakara) e sia stato battuto il record di vittorie di Rocky Marciano - con la vittoria di Mayweather - appare secondario.


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