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Mine antiuomo, il drone etico le scova e le fa detonare

Quella delle mine antiuomo è un'emergenza umanitaria che miete centinaia di vittime civili in tutto il mondo. È anche un problema difficile da risolvere, per i costi e i rischi correlati, ma l'uso di un drone realizzato appositamente potrebbe cambiare la situazione.

Mine antiuomo, il drone etico le scova e le fa detonare

Un drone che può individuare e detonare mine antiuomo senza finire distrutto nel processo. È quanto propongono su Kickstarter i creatori del Mine Kafon Drone (MKK), un progetto che per una volta non ci farà arrivare a casa un nuovo gadget, ma ci permetterà di prendere parte a un'iniziativa che spera di migliorare il mondo almeno un po'.

La pagina del progetto ci ricorda infatti che ogni giorno, nel mondo, 10 persone risultano uccise o ferite da mine antiuomo. La maggior parte delle vittime (79%) sono civili che attraversano zone minate non segnalate, il 18% sono militari e il 3% addetti allo sminamento. E non capita solo in zone di guerra, dove ce lo si potrebbe aspettare, ma anche in aree del mondo dove la guerra c'è stata ed è finita, lasciandosi però alle spalle questa macabra eredità. Riguarda almeno 60 paesi al mondo.

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Con questo drone, secondo i creatori del progetto, si potrebbe sperare di eliminare le mine antiuomo "avanzate" nel corso di una decina d'anni, restituendo i territori e un po' di serenità agli abitanti di queste zone. Usando gli attuali metodi ci vorrebbero 1.100 anni per rimuovere tutte le mine al mondo – nell'ipotesi che nel frattempo non ne vengano posate altre.

Il drone usa tre diversi accessori. Il primo per mappare un'area, il secondo per individuare le mine e il terzo per farle detonare in sicurezza. Dopo aver individuato una mina, il drone MKD trasporta e deposita sul luogo interessato un piccolo detonare, che sarà attivato a distanza dall'operatore umano.

Per ogni passaggio è necessario che il drone rientri alla base affinché sia possibile sostituire l'accessorio, e probabilmente ricaricare la batteria, ma anche così il processo è "20 volte più veloce rispetto alle tecniche tradizionali", oltre che più sicuro e 200 volte più economico.

Il progetto ha già riscosso l'approvazione informale di molte voci autorevoli, tra cui l'ambasciatore delle Nazioni Unite in Afghanistan, il Ministro degli Esteri Olandese e la regina Maxima dei Paesi Bassi. Tra le persone che si sono prestate a sostenere il progetto MKD c'è anche l'attore Daniel Craig.

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Il progetto è appena stato presentato su Kickstarter e punta a raccogliere fondi non per realizzare il drone, ma per sostenere le spese di utilizzo. Con 17 euro, per esempio, si sponsorizza la mappatura digitale di 7.500 metri quadrati – si riceve anche un'immagine digitale dell'area e si avrà il proprio nome sul sito del progetto. Con 950 euro si riceve invece il computer di controllo del drone MKD con le istruzioni per farsene uno a casa. Chi investe 3.000 euro invece riceverà un drone completo e pronto all'uso, pagandolo molto meno rispetto ai 12.000 euro che dovrebbe costare il prodotto finito.

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Non è necessario investire grandi cifre, il minimo è cinque euro. Non molto per contribuire a un'iniziativa simile.

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