Missione Luna 27, Europa e Russia alla conquista della Luna

Alla conquista della Luna

Alla conquista della Luna

La Russia sbarcherà presto sulla Luna, in una missione esplorativa volta a sondare in modo approfondito la presenza di ghiaccio d'acqua ai poli. Si chiama Luna 27 ed è stata pensata prima dell'annuncio NASA che ha confermato oltre ogni dubbio la presenza di acqua ghiacciata in superficie nelle regioni polari della Luna.

Fra gli elementi per noi di grande interesse verso Luna 27 c'è la componente europea. Infatti l'ESA darà supporto al progetto russo tramite l'esperimento PROSPECT (Package for Resource Observation and in-Situ Prospecting for Exploration, Commercial exploitation and Transportation), ideato per accedere alle possibili risorse lunari e valutarne la natura e potenzialità.

Ghiaccio ai poli della Luna. Crediti: NASA

La collaborazione fra Roscosmos ed ESA capita in un buon momento, politicamente parlando: gli Stati Uniti stanno spingendo l'acceleratore sui progetti relativi al ritorno nello Spazio e in particolare sulla Luna, ma nel progetto dell'amministrazione Trump non si parla di un'Europa con cui gli USA al momento sono impantanati in una guerra dei dazi. Il risultato è che se ai tempi dell'annuncio di Luna 27 tanti si chiedevano se quest'alleanza avrebbe raffreddato i rapporti con gli Stati Uniti, oggi quest'alleanza appare come un'occasione per l'Europa fare qualcosa di importante nello Spazio, anche se a metterci il "marchio di fabbrica" sarà la Russia - a tutti gli effetti regista della missione.

Lunar South Pole volatiles 625
Sostanze volatili al polo lunare

Concentriamoci sulla parte pratica della questione. PROSPECT entrerà nella "fase C" di progettazione all'inizio del 2019 e l'obiettivo è che operi sulla superficie della Luna nel 2022-2023, probabilmente al Polo Sud, in un'area inesplorata sul lato più lontano della Luna rispetto alla Terra. Il progetto è tornato di recente alla ribalta perché proprio questo mese ESA ha pubblicato un annuncio aperto agli scienziati che lavorano negli stati membri dell'ESA, per sondare chi fosse a entrare nel team scientifico di PROSPECT. Un chiaro segnale che si è entrati nella parte clou del lavoro.


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PROSPECT

PROSPECT è uno strumento per accedere e valutare le potenziali risorse sulla Luna. I risultati dei suoi esperimenti serviranno a preparare le tecnologie che potrebbero essere utilizzate in futuro per estrarre queste risorse. Il principio di partenza, infatti, è che i  materiali presenti sulla superficie della Luna potrebbero costituire risorse preziose a supporto del future missioni esplorative, e per quello che sappiamo oggi questo dovrebbe essere particolarmente vero nei pressi dei poli lunari.

PERSPECT trapano Crediti Leonardo
PERSPECT ProSEED. Crediti: Leonardo

Lo strumento principale di PROSPECT è il trapano ProSEED (PROSPECT Sample Excavation and Extraction Device), che ha il compito di perforare la superficie a una profondità di almeno un metro ed estrarre campioni. Quello che ci si aspetta è che estragga acqua ghiacciata e altre sostanze chimiche che potrebbero essere rimaste intrappolate alle temperature estremamente basse di quella zona: mediamente -150 ° C sotto la superficie, in alcune aree  anche  sotto ai -200 ° C. Da notare che PROSPECT è in grado di catturare particelle del vento solare presenti nella regolite, insieme ad altri eventuali materiali.

Un motivo di orgoglio per noi italiani è che il trapano di PROSPECT è realizzato dall'italiana Leonardo.

Laboratorio chimico 2 Crediti Open University, UK
Laboratorio chimico PERSPECT ProSPA. Crediti: Open University

Una volta prelevati, i campioni verranno trasferiti in un laboratorio chimico ProSPA (PROSPECT Sample Processing and Analysis), dove verranno riscaldati per estrarre le sostanze volatili intrappolate dal freddo e identificarne sia la natura, sia la quantità in cui sono disponibili. I processi termochimici, a temperature fino a 1000° C, possono essere impiegati anche per estrarre ulteriori sostanze, compreso l'ossigeno. Il laboratorio chimico ProSPA è opera dell'inglese Open University.

È bene ricordare che una sostanza volatile è una sostanza che cambia facilmente stato da solido o liquido a vapore. Da una parte sappiamo che le sostanze volatili intrappolate ai poli lunari potrebbero essere potenziali risorse per l'esplorazione umana, dall'altra non ne conosciamo le origini, la distribuzione, l'abbondanza e l'estraibilità, e questo esperimento potrebbe dissipare più d'uno di questi dubbi. Non a caso nel laboratorio chimico sono presenti anche gli strumenti necessari per caratterizzare gli isotopi e cercare di stabilirne le origini (e di conseguenza formulare ipotesi di come siano arrivati sulla Luna). Non ultimo, i processi termochimici costituiranno un test per verificare il da farsi per estrarre le risorse in futuro.

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