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Motori nucleari per le astronavi russe di domani

L'energia nucelare potrebbe spingere le future missioni spaziali russe verso lo Spazio profondo.

Motori nucleari per le astronavi russe di domani

La Russia intende usare motori ad energia nucleare per le future missioni di esplorazione spaziale. L'informazione emerge dal piano di sviluppo decennale presentato dall'Agenzia Spaziale Federale Russa (Roscosmos), in cui si parla della realizzazione di un prototipo di motore che utilizza un reattore nucleare in grado di spingere un veicolo spaziale nello Spazio profondo.

spacecraft highres
Voyager

Andrey Ivanov, portavoce di Rosatom, la State Atomic Energy Corporation russa, ha confermato che "sono in corso i lavori per la costruzione del motore, in accordo con scadenze programmate. Possiamo dire con grande certezza che il lavoro sarà completato nei tempi previsti".

Il progetto fa parte del programma spaziale federale 2016-2025, che Roscosmos ha presentato al governo russo per l'approvazione. Andrey Ionin della Tsiolkovskiy Cosmonautical Academy ha dichirato a Izvestiya che il programma prevede un piano più ampio per l'esplorazione dello Spazio, dato che "chiaramente un motore atomico è necessario solo per l'esplorazione dello Spazio profondo".

Qualche giorno fa Rosatom aveva rivelato che "due punti importanti del progetto sono stati recentemente portati a termine […], i test di rivestimento del reattore sono stati completati con successo". La prova consiste nel sottoporlo ad una pressione elevatissima per mettere alla prova materiali e saldature. Inoltre stando alle fonti sarebbe già stato costruito un componente che "consente al motore di lavorare ad alte temperature e ad alte dosi di radiazioni".

Ricordiamo che quello russo non sarebbe il primo veicolo spaziale alimentato con energia nucleare. Sonde spaziali statunitensi come la Voyager e la Pioneer usano RTG, ossia generatori termoelettrici a radioisotopi per convertire il calore prodotto dal plutonio-238 in energia elettrica. Si tratta di soluzioni utilizzate dal 1960 per alimentare missioni a lungo termine senza equipaggio dirette in zone distanti del Sistema Solare.

Sempre a proposito di energia nucleare, The Telegraph riferisce che fra il 2012 e il 2015 la Russia ha studiato soluzioni con armi nucleari per deviare asteroidi potenzialmente dannosi per la Terra. La Central Scientific Research Institute of Machine Building, una costola di Roscosmos, avrebbe lavorato a questo progetto insieme ad altri Paesi (compresi gli Stati Uniti) nell'ambito di un programma soprannominato NEOShield (dove NEO sta per Near-Earth Object), finanziato anche dalla Commissione Europea.

Stando alle fonti la Russia avrebbe ricevuto incarico di vagliare le opzioni nucleari di difesa dalla minaccia degli asteroidi, e i suoi scienziati avrebbero concluso che il modo più sicuro per deviare un asteroide con una bomba atomica sarebbe quello di effettuare la detonazione nello Spazio. Non per colpire direttamente l'asteroide, ma perché l'esplosione creerebbe un'onda d'urto capace di deviare il percorso della roccia spaziale lontano dalla Terra.

La notizia sta suscitando ampia eco perché ricordiamo che un trattato internazionale del 1967 vieta l'uso di armi nucleari nello Spazio. Stando al Telegraph i ricercatori russi reputano che le norme verrebbero cambiate qualora un asteroide dovesse davvero costituire una minaccia imminente per il Pianeta. A questo si aggiunga che sia la NASA sia la National Nuclear Security Administration statunitense hanno vagliato l'opzione di impiegare armi nucleari difensive nello Spazio.

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