Musk: su Marte colonie da 1 milione di persone in 100 anni

"That's what we want", e una ricostruzione grafica mozzafiato con una donna davanti al punto di osservazione di un'astronave, che contempla il panorama di Marte dallo Spazio.

Questa immagine, più di ogni altra, sintetizza il contenuto dell'attesissimo keynote di Elon Musk all'International Astronautical Congress di Guadalajara, in Messico.

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L'argomento di discussione non era certo un segreto: i piani di SpaceX per la colonizzazione umana di Marte, o meglio per "rendere gli esseri umani una specie multi-planetaria". Perché dovremmo? Perché, per dirla con le parole di Musk, "la storia suggerisce che prima o poi ci sarà un evento drammatico, e mi auguro che si accetti il fatto che diventare una specie multi-planetaria sarebbe la strada giusta da percorrere" [per salvarci].

Questo non significa che i primi coloni non avranno problemi, anzi. Come aveva già fatto in passato, Musk ha riconosciuto che "i primi viaggi su Marte saranno rischiosi e che [i primi coloni] correranno la possibilità di morire".

Ma alla fine si arriverà ad avere una civiltà completamente autosufficiente su Marte, in cui vivrà 1 milione di persone entro 40-100 anni dal primo sbarco dell'uomo. A questo punto Musk ha mostrato un video (sotto) che era già stato pubblicato e che rappresenta la visione di come potrebbe essere lo stanziamento umano su Marte in futuro. Se ci fate caso, si conclude con pianeta in apparenza terraformato.

Il suo piano non è un racconto di fantascienza, anche se a sentire alcuni passaggi il dubbio potrebbe venire. Per esempio quando l'istrionico miliardario spiega che "non sarà possibile creare una civiltà auto sostenibile su Marte se i biglietti del viaggio costeranno 10 miliardi di dollari a persona", per questo "l'obiettivo di SpaceX è di migliorare il costo del viaggio per Marte, per tonnellata, di 5 milioni percento".

In particolare, secondo Musk una volta che tutto sarà pronto il costo stimato per trasferirsi su Marte potrebbe scendere sotto ai 200.000 dollari e - quando l'economia marziana sarà avviata - sotto ai 100.000 dollari.

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Ma andiamo per ordine. Musk ha discusso "le sfide a lungo termine necessarie per creare e favorire la creazione di una presenza umana su Marte permanente e auto-sostenibile". Oltre al discorso generale, Musk non ha mancato di dare qualche dettaglio tecnico.

I tempi sono confermati: una prima missione della navicella spaziale senza equipaggio nel 2018, poi una missione ogni due anni sfruttando ogni finestra disponibile per accumulare su Marte materiali e rifornimenti ("sarà come un treno che parte dalla stazione"), infine la prima missione umana nel 2024.

Se vi sembra assurdo creare una connessione continua ed efficiente fra la Terra e Marte, Musk ha una risposta anche per voi: "stabilire un legame tra la Terra e Marte è paragonabile alla costruzione della prima ferrovia in California. Sembrava sciocco in un primo momento, perché c'erano così poche persone sulla costa occidentale, ma si è rivelato un anello importante e, ovviamente, ha spinto molte persone a spostarsi verso la California".

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Confermato anche che le missioni partiranno dal Pad 39A al Kennedy Space Center, una piattaforma di lancio storica da cui un tempo decollavano gli Space Shuttle, e che attualmente è affittata proprio da SpaceX.

Musk si è poi riallacciato alle immagini dei test sul Raptor Interplanetary Transport Engine che ha pubblicato nei giorni scorsi per dare qualche informazione di più sul razzo che porterà l'uomo su Marte. I dati sono impressionanti: il razzo avrà 42 motori Raptor capaci di 128 meganewton di spinta. In altre parole, parliamo di una potenza tre o quattro volte maggiore di quella di un Saturn V nell'era delle missioni Apollo.

Anche la massa del razzo di cui ha parlato Musk è enorme: tre volte maggiore di quella dei Saturn V che hanno portato l'uomo sulla Luna. Sarà costruito quasi interamente in fibra di carbonio e avrà un'altezza di 120 metri. Quanto ci vorrà per arrivare su Marte? Secondo Musk inizialmente tra i 90 e i 150 giorni, ma nel tempo si potrebbe scendere a un mese.

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Musk è passato poi a una questione pratica di grande importanza: come disporre del carburante necessario per arrivare e tornare da Marte, e non solo. La risposta è semplice: costruendo un impianto di rifornimento di propellente su Marte, in modo da riciclare i razzi come SpaceX sta già sperimentando con i Falcon 9. Quanto al tipo di propellente, Musk ha confermato quanto già era noto: utilizzerà metano liquido invece di kerosene.

Quando invece andremo oltre il Pianeta Rosso saranno necessari rifornimenti strada facendo. In particolare Musk ha parlato della creazione di depositi di carburante per le navi spaziali che esploreranno il Sistema Solare. E ha suggerito la costruzione di possibili stazioni di rifornimento su Encelado, Titano, Plutone, nella fascia di Kuiper. Ovviamente parliamo di un capitolo a parte, "Beyond Mars", che non ha una timeline ben precisa, ma che dimostra come l'ambizione e la visione di Musk vadano ben oltre il Pianeta Rosso.

Comunque gli unici obiettivi con una tempistica fissata al momento riguardano Marte e sono chiari: "se le cose andranno super bene" arriveremo su Marte entro circa 10 anni o giù di lì (non prendetela come una tempistica tassativa: Musk ha precisato di non essere sicuro di farcela, ma ha promesso che "faremo del nostro meglio"). E quella che abbiamo davanti adesso è l'affascinante fase di sviluppo di tutto quello che serve per "stabilire voli in partenza per Marte a cadenza regolare".

L'altra questione - nell'ottica della colonizzazione - è come portare su Marte abbastanza persone da popolare un'intera città. Musk l'aveva già detto: servono astronavi capaci di trasportare 100 persone per ogni viaggio (questo l'obiettivo da perseguire al momento) e di arrivare fino a 200 persone successivamente, per tagliare i costi.

Per farlo servirà il Mars Colonial Transporter (o Interplanetary Transport System come di recente ha ipotizzato di battezzarlo), un'astronave enorme. Le ricostruzioni grafiche sembrano realmente uscite da un film di fantascienza. Che ne dite?

Chiudiamo con due domande iconiche a cui ha risposto Musk e che forse vi sarete posti anche voi.

La prima è semplice: "perché Marte?" Musk ha risposto con una battuta: "meglio che il bagno acido caldo di Venere, e di Mercurio [che] è troppo, troppo caldo. Il resto è troppo lontano, tranne la Luna. Marte è più adatto rispetto alla Luna per dimensioni, risorse e ambiente".

Infine, perché dovremmo iniziare anche noi a pensare a un possibile futuro su Marte? La risposta di Musk è che "la vita deve essere più di un semplice risolvere i problemi di ogni giorno. Avete bisogno di essere eccitati per il futuro, di essere ispirati e di volerlo vivere".

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