Occhiali a riconoscimento facciale per la polizia cinese

I criminali non hanno più scampo, almeno quelli che si troveranno a passare per l'aeroporto o la stazione ferroviaria di Pechino, in Cina. Il personale di Polizia che opera in queste zone infatti è stato dotato di particolari occhiali con riconoscimento facciale, capaci di individuare i sospetti in mezzo alla folla. In questo modo, anche chi ha utilizzato un nome falso sarà riconosciuto e assicurato alla giustizia.

A riportare la notizia è il Wall Street Journal, che aggiunge anche alcuni dettagli sugli occhiali. Questi ultimi sarebbero realizzati dalla cinese LLVision Technology Co. che produce videocamere indossabili per il mercato consumer e, appunto speciali occhiali con tecnologia di riconoscimento facciale, che invece non sono commercializzati.

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Stando a quanto riportato dalla prestigiosa testata giornalistica, questi occhiali sarebbero in grado di identificare un volto in appena 100 millisecondi, confrontandolo con un database di 10mila volti, che a differenza dei normali dispositivi consumer che utilizzano tecnologie simili come ad esempio gli smartphone, non è ospitato nel cloud ma è contenuto in dispositivi mobili in dotazione ai poliziotti. Il CEO dell'azienda ha comunque chiarito al Wall Street Journal che la velocità di identificazione di un volto potrebbe essere minore nel mondo reale "a causa della presenza di rumore ambientale".

La tecnologia di per sé è sempre neutra, tutto dipende quindi dall'impiego che se ne fa, che può essere più o meno etico, ma il confine tra sicurezza e controllo a volte può diventare assai labile. Secondo William Nee di Amnesty International ad esempio, questa nuova tecnologia renderebbe di fatto la Cina la nazione con i più diffusi sistemi di sorveglianza di massa.

Secondo alcuni report emersi lo scorso mese infatti il Governo starebbe già utilizzando videocamere sempre dotate di riconoscimento facciale per monitorare attivamente alcune minoranze etniche come ad esempio quella musulmana di Xinjiang, avvisando anche le autorità se qualche individuo supera i confini di una determinata "area sicura". Inoltre a quanto pare la Cina starebbe anche realizzando un enorme database con informazioni su tutti i suoi cittadini, ossia 1,3miliardi di persone.

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