Poca innovazione nei videogames? Blockchain può risvegliarla

Poca innovazione nei videogames? Blockchain può risvegliarla

Poca innovazione nei videogames? Blockchain può risvegliarla

L'industria dei videogiochi sta vivendo letteralmente una "Golden Age". I videogiocatori nel mondo si stima siano circa 2 miliardi, numero sicuramente destinato a crescere nel corso dei prossimi anni. Gli smartphone hanno dato un contributo sostanziale a tale crescita, insieme a novità come il modello freemium o la semplicità degli store digitali come Google Play, App Store o Steam. Molti sono nati "casual gamer" e sono poi diventati "hardcore gamer".

Una tale esplosione della base utenti ha dapprima notevolmente incrementato il Margine Operativo Lordo delle software house, e in seconda istanza ha reso molto più appetibile l'entrata di nuovi competitor: Rovio e King coi loro Angry Birds e Candy Crush Saga sono solo gli esempi più noti di tale fenomeno.

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L'incrociarsi di tali eventi ha allora reso la competizione decisamente più accesa scatenando una sfrenata corsa ai migliori programmatori, esperti di animazione e di graphic design sulla piazza; che naturalmente hanno iniziato a chiedere e ottenere ingaggi sempre più alti: stando ai dati Forbes, lo stipendio medio è oggi di 97mila dollari. Ed è destinato a lievitare ulteriormente negli anni a venire. Così come cresce il costo di sviluppo dei giochi stessi.

Nel 2013, quando venne pubblicato GTA 5 e venne annunciato il costo di produzione a molti cadde letteralmente la mascella. Si parlava di 265 milioni di dollari. Ma un anno dopo il record venne nuovamente aggiornato con la pubblicazione di Destiny. Mezzo miliardo di dollari circa.

I motivi, come ci spiega il prestigioso The Economist, sono da ricercarsi nella continua ricerca della migliore esperienza di gioco. Destiny ha impiegato 500 persone per realizzarne i soli aspetti grafici. Realizzare un gioco oggi costa quanto dar vita ad una produzione cinematografica californiana, e sicuramente vi contribuisce l'ingaggio - nelle vesti di doppiatori - degli stessi divi hollywoodiani che siamo soliti ammirare sul grande schermo. Senza contare la spesa in marketing su testate di settore, televisione, eccetera.

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Il grosso problema è che tale scenario sta concentrando il potere di mercato nelle mani di pochi grandi player: secondo quanto riportato da Cointelegraph l'industria oggi vale ben 100 MLD di dollari. Di questa torta, 1/3 va a dieci imprese fra cui figurano Sony, EA, Bandai Namco, Google, Apple e Microsoft, oltre alla già citata Activision Blizzard nata nel 2008 dalla fusione di due storici player. È una tendenza del tutto simile a quella del settore automobilistico.

L'oligopolio però non fa bene all'innovazione, e noi consumatori rischiamo di essere vittime della politica di prezzi e non solo di pochi noti.

Il potere dirompente della Blockchain

La Blockchain potrebbe ancora una volta giocare un ruolo cruciare nello sparigliare le carte e spezzare gli equilibri. C'è un progetto in particolare che punta proprio a questo: Sabato 18 Novembre inizierà infatti la vendita dei Token, una ICO a tutti gli effetti, di Nitro.

Nitro è una Blockchain company che dichiara di voler "tokenizzare" l'industria e renderla nuovamente democratica, facendo sì che a beneficiare della crescita poderosa che si sta vivendo non siano solo software house multinazionali ma anche gli utenti stessi, oltre agli eventuali finanziatori ed ai sviluppatori Indie. Come?

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Il Token verrà emesso sugli Exchange con il simbolo NOX, verrà venduto in cambio di BTC ed ETH e sarà basato sullo standard ERC20. Questo implica che potrete fornire comodamente il vostro indirizzo pubblico di Ethereum per ricevere, quando sarà il momento, i vostri Token.

I NOX potranno essere anche scambiati con i NOD (Nitro Dollar) i quali avranno un valore vincolato al del dollaro americano. I NOD si potranno spendere per transazioni in-game in tutti i giochi delle software house che aderiranno al network. Tale meccanismo oltre al beneficio diretto derivante dalla possibilità di poter spostare i propri fondi da gioco a gioco garantisce anche un costante aumento del valore del NOX nel tempo: questo implica capital gain non irrilevanti sul lungo periodo qualora il meccanismo dovesse funzionare come promette. I NOX diverranno infatti sempre più rari nel tempo, essendo questi scambiati in cambio dei NOD.

Ma i vantaggi non finiscono qui: di fatto fra le software house aderenti alcune verranno periodicamente selezionate dal team di Nitro per un ballottaggio dove i detentori del token potranno far valere la propria voce e votare i progetti più promettenti. Il peso del voto dato dipenderà dal quantitativo di NOX in proprio possesso e le software house vincitrici riceveranno da Nitro stessa dei finanziamenti in valuta fiat per sviluppare materialmente le proprie idee. Dopodiché, per cinque anni condivideranno il 20-30% dei propri profitti con Nitro, la quale distribuirà il 40% di quanto ricevuto ai detentori del NOX token. Di fatto sarà assimilabile allo stacco delle cedole che avviene tipicamente sui mercati azionari.

La serietà del progetto sembra essere garantita dai nomi dei finanziatori di Nitro: oltre a Venture Capitalist di Singapore e Giappone uno degli investitori è nientepopodimeno che la "Google cinese": Baidu. E voi che ne pensate? Credete che un sistema di questo tipo possa funzionare ed innescare un circolo virtuoso del quale beneficeranno gamer, finanziatori, e game development studios? Fatecelo sapere nei commenti!


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