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Il Predator va in pensione, dal 2018 solo Reaper

US Air Force ha confermato che progressivamente i droni Predator verranno sostituiti dai più potenti Reaper. La transizione avverrà entro inizio 2018.

Il Predator va in pensione, dal 2018 solo Reaper

L'MQ-1 Predator andrà in pensione a partire dall'inizio del 2018. Il drone militare che in qualche modo ha segnato la storia del settore e dell'immaginario comune verrà sostituto definitivamente in tutte le sue attuali attività dall'MQ-9 Reaper.

La US Air Force ha confermato questa settimana che almeno uno degli squadroni militari - sono una decina - smetterà di volare entro luglio, mentre gli altri progressivamente nei mesi seguenti.

MQ-1 Predator
MQ-1 Predator

La questione di fondo è che il Predator dal 1995 ha dimostrato di essere adeguato nelle operazioni di intelligence ma non all'altezza delle missioni di "close air support" che oggi sono chiave in tutti i teatri internazionali dove operano le forze statunitensi. Negli attacchi al suolo infatti ha un limite nel carico bellico di 204 kg, ha una quota massima operativa di 25.000 piedi (7600 m) e può raggiungere le 84 miglia orarie (136 km/h).

MQ-9 Reaper
MQ-9 Reaper

Il Reaper, in confronto, può volare a 50.000 piedi, raggiungere una velocità di 194 miglia orarie e sopportare un carico di 362 kg. Comprensibile considerato che questo modello è molto più grande e potente del precedente. Inoltre è più flessibile sotto il punto di vista operativo grazie al Multi-Spectral Targeting System, sensori più evoluti, capacità di streaming video di maggiore qualità, etc.

Infine si è posto un tema di grande criticità mai approfondito ufficialmente: l'accuratezza in azioni offensive dei Predator. Stampa e alcune esternazioni sporadiche di alcuni politici sembrerebbero confermare che lo storico drone militare sia stato artefice di numerosi errori di tiro. Ecco quindi spiegata la decisione di un pensionamento anticipato.

Da sottolineare che l'Italia dispone di sette ​MQ-1C PredatorA+ non armati.

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