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Prendere video di altri su YouTube rispettando la legge

Si possono prendere video altrui per farne qualcos'altro? Cosa dice la legge in Italia? L'applicazione del Fair Use nel nostro paese, in accordo alle normative europee.

Prendere video di altri su YouTube rispettando la legge

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Prendere video di altri su YouTube rispettando la legge

Sarà capitato a molti lettori, specie chi usa Youtube, di aver sentito nominare il termine fair use.  Tale locuzione lascia chiaramente intuire l'origine anglosassone di questo istituto e in molti non sono a conoscenza di quale sia la sua effettiva portata e soprattutto come sia disciplinato nel nostro Paese. Abbiamo chiesto una spiegazione al Dott. Giuseppe Laganà dello Studio Legale Fioriglio Croari.

Cos'è il fair use

Per comprendere appieno il significato di tale termine occorre fare un breve cenno al diritto d'autore a cui è strettamente connesso. Il diritto d'autore, com'è noto, conferisce a chi detiene la paternità di una qualsiasi opera dell'ingegno alcuni importanti diritti, tra cui

quello esclusivo di poterla sfruttare economicamente e di impedirne, senza il proprio consenso, l'utilizzo da parte di soggetti terzi.

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Il fair use si inserisce in questo contesto come deroga, costituendo la possibilità per i soggetti terzi di utilizzare l'opera altrui anche senza il preventivo consenso del titolare. Al fine di rientrare nell'utilizzo lecito di un'opera altrui senza il preventivo consenso del titolare è però necessaria la sussistenza di una causa di giustificazione, tendenzialmente rivolta ad escludere lo scopo di lucro.

Le principali problematiche che ruotano attorno all'istituto sono per lo più connesse all'assenza di una normativa comune per tutti gli Stati che ne permetta un'applicazione omogenea, traducendosi in connotazioni differenti a seconda del sistema legislativo preso in considerazione.

Lo Stato nel quale il fair use è maggiormente tutelato sono gli USA, dove è presente una disciplina specifica, contenuta nello United States Code, che elenca i quattro fattori che consentono di utilizzare lecitamente il materiale protetto da copyright.

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Si tratta, per l'appunto, dello scopo, il quale non deve avere finalità di natura commerciale ma bensì scopi didattici e non lucrativi, della natura dell'opera, della quantità o porzione dell'opera utilizzata e delle conseguenze dell'utilizzo in relazione al valore dell'opera protetta. La dottrina del fair use tutela principalmente l'utilizzo privato dell'opera, affinché soggetti terzi possano trarre dalla diffusione della stessa benefici sociali, culturali e didattici.

Come si può facilmente evincere, l'assenza dello scopo commerciale costituisce l'elemento più importante e maggiormente tenuto in considerazione da parte dell'organo giudicante in sede di valutazione.

Esiste in Italia?

Esiste in Italia?

Nel nostro Paese una disposizione per certi versi analoga a quella contenuta nello United States Code può essere individuata nell'articolo 70 della legge sul diritto d'autore, il quale prevede che "Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali".

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Risulta chiaro come il legislatore, attraverso questa disposizione, abbia voluto tutelare l'interesse pubblico all'informazione, alla libera manifestazione del pensiero ed alla diffusione della cultura, a condizione, però, che tale attività non comporti un pregiudizio nei confronti del titolare, dovendo sussistere necessariamente la non concorrenza con l'utilizzazione economica dell'opera (si pensi, ad esempio, al caso in cui l'attività appena descritta determini una lesione dei diritti patrimoniali dell'autore).  

Questa formulazione è stata introdotta nel 2003 per recepire la Direttiva UE sul diritto d'autore nella Società dell'Informazione, andando a estendere la portata della disposizione in senso maggiormente aderente alla disposizione contenuta nello United States Code.

La conferma si è avuta nel 2007 a seguito di un'interrogazione parlamentare mediante la quale veniva chiesto al Governo di pronunciarsi in merito alla possibilità di adottare una normativa al fine di estendere nel nostro paese il concetto del fair use. 

Il governo ha sostenuto l'assenza di necessità di intervenire in tale materia, in quanto, a seguito dell'attuazione della direttiva 2001/29/CE "sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione", che ha riformulato l'art. 70 della Legge sul diritto d'autore, tale ultima disposizione deve essere interpretata in senso conforme al concetto di fair use  Statunitense tutelato dallo United States Code.

Il fair use su Youtube

Una delle ipotesi di criticità più frequenti connesse al fair use sul web è determinata dalla pubblicazione di materiale coperto da diritto d'autore sul noto portale di video YouTube. Infatti, come dichiara la stessa società, ogni giorno YouTube riceve numerose segnalazioni relative a richieste di rimozione di video per violazione del copyright.

Molti Vlogger e Youtuber, tuttavia, non tengono in considerazione il concetto di fair use, nell'errata convinzione che si tratti di un istituto non operante in Italia, mentre, come abbiamo visto, non è così.

Occorre, quindi, prima di effettuare una segnalazione, verificare la sussistenza di una delle cause di giustificazione descritte nella disposizione della legge sul diritto d'autore, che poi si traducono nelle stesse indicazioni fornite dal portale alla voce "fair use".

Conclusioni 

Da quanto esposto emerge l'importanza che assume il fair use, specie nel mondo dei video online, caratterizzato dall'estrema facilità di reperimento di contenuti tra i più vari, che spesso vengono poi riutilizzati. È bene, tuttavia, tenere a mente che il titolare del diritto d'autore rimane in ogni caso l'unico soggetto detentore dei diritti di sfruttamento economico dell'opera e che, salve le ipotesi tassativamente indicate dalla normativa, il preventivo consenso dello stesso è necessario al fine di non incorrere in problematiche legali derivanti dalla violazione del diritto d'autore, con conseguenti ripercussioni sotto il profilo risarcitorio e sanzionatorio.

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