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Prestazioni SSD: Test TRIM e aggiornamenti firmware

Recensione - Test di un SSD per misurarne l'influenza del TRIM e degli aggiornamenti firmware.

Introduzione

Le divisioni marketing dei produttori di SSD non si tirano indietro quando devono citare i valori elevatissimi di throughput oppure di operazioni di input e output al secondo (IOPS). I valori dichiarati non sono inaccurati, ma non riflettono necessariamente le vere prestazioni. Le prestazioni riscontrabili tutti i giorni infatti non sono le stesse reclamizzate dai produttori, che fanno attenzione a raggiungere i risultati più alti possibili con i loro test. In altre parole è possibile replicare i valori dichiarati, ma solo con un attenta ottimizzazione.

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Il fatto che un nuovo SSD sia conosciuto per la sua velocità non significa quindi che il dato sia reale. Usate gli ultimi driver per l'archiviazione SATA? Avete controllato se la modalità AHCI è abilitata nel vostro BIOS? Vi siete assicurati che la funzione TRIM sia attiva? C'è una nuova versione di firmware per il vostro SSD? Un recentemente cambiamento della configurazione potrebbe ridurre le prestazioni dell'archiviazione? Se avete speso soldi per un SSD quanto alcuni fanno per un intero notebook, è legittimo investire un po' di tempo per mettere a frutto il vostro acquisto.

Abbiamo rilevato prestazioni molto alte e incredibilmente basse sugli SSD, e le ragioni di questa alternanza possono essere diverse. Prima di tutto, è importante usare un buon prodotto, ed essere consapevoli delle tante variabili che possono influenzare le prestazioni di un SSD.

La maggior parte dei prodotti consumer disponibili oggi sono basati su diversi canali di memoria NAND Flash MLC, uniti a un controller. La famiglia Intel X25 è molto veloce, ma ha specifiche debolezze quando si tratta del throughput in scrittura. Il controller Indilinx ha concorso alla scalata degli SSD massimizzando il throughput. Il RealSSD C300 di Crucial è ancora il Re per quanto riguarda il bandwidth, grazie all'interfaccia 6 Gb/s ma anche al controller SandForce SF-1200 -  che ci ha mostrato per primo che un throughput elevato e prestazioni di I/O stellari vanno a braccetto. Per quest'articolo abbiamo invece usato un SSD Samsung 470.

Per comprendere bene ogni dettaglio, abbiamo voluto controllare tutti gli aspetti che possono influenzare le prestazioni; prendiamo quindi in considerazione gli aggiornamenti firmware e il comando TRIM.

Cosa ci vuole? Un sistema adatto e aggiornato

Molte persone considerano gli SSD un'opzione per aggiornare il proprio PC, e persino nei vecchi sistemi l'impatto può essere notevole. Purtroppo però le prestazioni di questi prodotti possono anche non soddisfare le aspettative, e spesso dipendono dalle capacità del sistema in cui sono inserite, come nel caso delle operazioni I/O al secondo.

In altre parole, un SSD raggiunge le prestazioni massime possibili solo se inserito in un sistema veloce. Abbiamo riscontrato che anche un SSD di fascia alta offre il 10/20 percento in meno di prestazioni se abbinato a un sistema poco potente, per esempio un vecchio Pentium 4 o i primi sistemi Athlon 64 con CPU single-core. Perciò, vi consigliamo di spendere i vostri soldi in una piattaforma decente prima di spendere centinaia di euro per un SSD.

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Anche il controller contribuisce a determinare le prestazioni del sistema d'archiviazione. Si potrebbe pensare che la soluzione sia l'interfaccia SATA 6 Gb/s, ma esiste un solo SSD che la sfrutta, per ora. In tutti gli altri casi, l'interfaccia di riferimento è la SATA 3 Gb/s (a meno che non scegliate alcuni costosi prodotti che usano il PCIe). Bisogna quindi fare attenzione alle specifiche del controller stesso, e assicurarsi che abbia piena compatibilità con l'interfaccia AHCI (Advanced Host Controller Interface), perché solo così l'unità SSD potrà dare il massimo. Un controller vecchio invece non riesce a gestire adeguatamente i comandi più moderni, come il TRIM.

Il controllo del sistema dovrebbe anche includere la situazione dei driver. Se non siete certi di avere installato l'ultima versione disponibile, controllate. E se necessario scaricatela e installatela, perché il controller AHCI ha bisogno di software aggiornato per funzionare al meglio e supportare l'unità SSD collegata.

Qualsiasi cambiamento alla configurazione hardware potrebbe inoltre causare problemi per quanto riguarda l'archiviazione. Modificare il controller d'archiviazione o la sua impostazione, per esempio, può portare il throughput massimo a crollare. In questi casi abbiamo scoperto che fortunatamente la soluzione è semplice, basta rimuovere e installare nuovamente i driver; la difficoltà è che a volte Windows non evidenza problemi, quindi bisogna capirlo da soli.

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