Recensione Assassin's Creed Syndicate, i guerrieri della strada

Assassin's Creed Syndicate

 

Assassin's Creed Syndicate è un gioco divertente e ricco di contenuti, anche se non si discosta molto dai precedenti capitoli della serie.

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Introduzione

L'Inghilterra vittoriana è, paradossalmente, una delle sottoculture più apprezzate su internet, ma anche è una delle più incomprese. Online gli internauti tendono ad adottare una visione estremamente romantica dell'epoca, esaltando gli eleganti lord e le affascinanti signore e celebrando i progressi tecnologici, trascurando tuttavia il vile razzismo, il vergognoso abuso dei diritti umani e la terribile povertà endemica dell'epoca. Assassin's Creed Syndicate non mette del tutto in mostra il rivoltante lato nascosto dell'era vittoriana, ma almeno tira qualche stoccata – e si dimostra un gioco divertente.

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Dopo il problematico Assassin's Creed Unity dell'anno scorso, Ubisoft doveva dimostrare che questa serie di vecchia data sarebbe riuscita a girare sulle console di questa generazione senza fastidiosi bug, aggiungendo al tempo stesso nuovi elementi per mantenere la saga al passo coi tempi. Il primo obbiettivo è stato largamente raggiunto: Syndicate è davvero molto più rifinito del suo predecessore.

L'ultimo obbiettivo viaggia su alti e bassi. Assassin's Creed Syndicate ha un gameplay rifinito, una grafica splendida e un vasto mondo da esplorare, ma a volte sembra che la storia e i nuovi elementi siano piuttosto familiari.

Gameplay

La saga di Assassin's Creed è ambientata in giro per il mondo, in un arco temporale di 700 anni di storia, e Syndicate è il primo gioco in cui si vive in un'epoca relativamente moderna. Questa volta, l'azione si concentra su Jacob ed Evie Frye, due gemelli inglesi che si avventurano in una Londra nel pieno della rivoluzione industriale per liberare la classe operaia dal pugno di ferro dell'industriale Crawford Starrick.

Se negli ultimi otto anni avete giocato a un Assassin's Creed, Syndicate vi sembrerà immediatamente familiare. Si fa un po' di parkour su edifici alti, si uccidono nemici silenziosamente senza farsi vedere e si prende parte a combattimenti con più nemici usando pugni, spade, pistole e qualsiasi cosa utile in proprio possesso.

Le sezioni platform, stealth e di combattimento non sono cambiate significativamente rispetto al primo gioco, ma dozzine di piccoli miglioramenti al sistema riescono a dare una sensazione di leggera novità. Si può passare da Jacob a Evie e viceversa per la maggior parte delle missioni, e anche se le loro abilità sono leggermente diverse (Jacob preferisce il combattimento; Evie le sessioni stealth), finirete col trascorrere circa metà del vostro tempo con ciascuno dei due gemelli.

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Nei combattimenti, per esempio, avrete bisogno di attaccare e contrattaccare una mezza dozzina di nemici in ogni lotta di strada, ma il gioco ora tiene il conto delle vostre combo, come nella serie Batman: Arkham o ne La Terra di Mezzo: l'Ombra di Mordor. Potete potenziare le vostre abilità, in modo che una combo migliore permetta di uccidere i nemici più in fretta, o d'indebolirli per farli fuori con brutali uccisioni multiple. La sensazione è che ci sia un po' troppa azione per un gioco che (in teoria) si dovrebbe concentrare sulla componente stealth, ma non c'è dubbio che i combattimenti siano più veloci e più fluidi rispetto al passato.

Anche le sezioni stealth godono di alcune rifiniture rispetto a Unity. Al posto di tenere premuto un pulsante per camminare silenziosamente, ora si entra in una modalità stealth che aiuta a sfruttare i ripari automaticamente. È molto più naturale rispetto all'uso di un pulsante per abbassarsi e uno per nascondersi, e si possono anche migliorare le proprie abilità stealth per fare meno rumore mentre si cammina, quando si atterra da altezze elevate o si uccidono nemici nelle vicinanze. È un tocco gradito che con il passare del tempo aiuta a essere più efficienti, anche per i giocatori più inclini a fare pasticci nelle missioni stealth (come me).

L'esplorazione è senza dubbio uno degli aspetti con i maggiori miglioramenti, visto che ora si può esplorare Londra con le carrozze o usare un rampino per lanciarsi quasi istantaneamente verso la cima di alti edifici. È molto più facile andare in giro per la città con queste due novità, ma nessuna delle due vi renderà i viaggi così semplici da farvi perdere gli splendidi scorci del vostro percorso, o da farvi evitare alcune difficili sezioni platform durante le missioni.

Le gang di Londra

Se c'è un elemento in cui Assassin's Creed Syndicate non riesce a dare il massimo è la guerra fra le gang. Ubisoft ha parlato di questa novità fin da quando ha annunciato il gioco, e nonostante il risultato finale sia funzionale, complessivamente non aggiunge poi così tanti elementi al gameplay. Potete reclutare i delusi lavoratori di Londra nella vostra gang e ordinargli di aiutarvi nei combattimenti. Si possono inoltre migliorare le loro abilità e l'equipaggiamento, con il passare del tempo.

Non ci sono problemi particolari con questo sistema. Funziona esattamente come promesso, e ha perfettamente senso in un contesto con una storia che tratta "la rivolta della classe operaia". Tuttavia, Jacob ed Evie sono guerrieri validi anche da soli, e nonostante avere alleati controllati dall'intelligenza artificiale sia utile (e anche necessario) per alcune delle battaglie più grosse, non cambia il fatto che passerete la maggior del tempo giocando da soli, concentrandovi su Jacob ed Evie piuttosto che sui loro compagni temporanei.

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Un vantaggio delle gang, tuttavia, è il modo in cui le missioni secondarie funzionano nel gioco. Nei titoli precedenti le uccisioni opzionali, le indagini, le missioni di combattimento e i furti servivano principalmente per ottenere soldi ed equipaggiamento. Questa volta sono collegate direttamente al controllo di ogni quartiere di Londra. Completando abbastanza missioni vi potrete confrontare con il boss della zona in una guerra fra gang. Le missioni secondarie non sono tutte legate strettamente alle missioni delle gang, ma questo dettaglio aiuta a farle sentire come parte integranti della storia, e non noiosi compiti da eseguire.

Storia

È il 1868, e l'Impero Britannico non è mai stato così potente. Londra non è solo la capitale della Gran Bretagna, ma di tutto il mondo, e quel successo ha portato alla corruzione. Crawford Starrick, un potente magnate del mondo degli affari, è anche il Gran Maestro dell'Ordine dei Templari, e il modo di fare dei Templari è schiacciare l'umanità sotto i piedi (per i propri interessi, ovviamente).

Gli Assassini, un'altra società segreta opposta ai Templari, cercano di liberare Londra dalla morsa di Starrick. Quando l'assassino inglese-indiano Henry Green scrive una lettera d'aiuto, la provvidenza si manifesta nei panni di Jacob ed Evie Frye, due gemelli ventenni che vogliono seguire le orme del padre assassino, ed aiutare Green nel momento del bisogno.

Jacob ed Evie sono giovani e inesperti, e la situazione a Londra è difficile: sciacallaggio, ingiustizia e sfruttamento sono all'ordine del giorno. Per fermare Starrick dovranno accattivarsi il popolo, reclutare alleati di ogni tipo e affinare le loro abilità per diventare Maestri Assassini.

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La saga di Assassin's Creed è riuscita, con fortune alterne, a essere piuttosto bilanciata nel raccontare una vicenda personale e una storica di più ampio respiro – ed è strano che Syndicate non lo faccia. I personaggi di Jacob ed Evie non hanno molto sviluppo al di là delle loro caratteristiche basilari (Jacob è sarcastico e sfacciato, Evie è intelligente e saggia), e questo è deludente dopo il complesso arco di Altair, Ezio, Connor, Edward e Arno nei titoli precedenti.

In modo simile, la storia centrale, lo scontro con Starrick, non ha molto peso, visto che questo personaggio è frutto di fantasia, e non un una vera figura storica, come i cattivi della saga Rashid ad-Din Sinan, Cesare Borgia e Laureano de Torres y Ayala. Avere un po' di controllo sull'ordine delle uccisioni più importanti è divertente, ma al tempo stesso toglie la sensazione di progresso dall'inizio alla fine della storia.

Dall'altro lato, l'ambientazione permette di avere una vasta varietà d'interazioni con un notevole cast di supporto che include Charles Dickens, Charles Darwin e Alexander Graham Bell, tra gli altri. Aiutare Dickens in un'indagine sovrannaturale, o sfruttare l'esperienza ingegneristica di Bell è divertente e in linea con le personalità di questi personaggi esistiti davvero.

Grafica e direzione artistica

Come Unity, Syndicate dimostra che Ubisoft sa davvero come realizzare una sconfinata città europea usando la tecnologia di questa generazione di console. Ogni quartiere di Londra, dai Whitechapel a Westminster, è fenomenale. Come ulteriore bonus, visto che Londra nel 1868 era piuttosto simile a quella attuale, troverete molteplici monumenti che assomigliano a quelli esistenti. (Una missione particolarmente  divertente vi porterà sulla cima del Big Ben per installare un cavo telegrafico).

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Ciò che è davvero impressionante, tuttavia, sono le animazioni. Nei giochi precedenti i personaggi sembrano sempre un po' goffi nei combattimenti, mentre ora ogni colpo e contrattacco è incredibilmente fluido, e varia notevolmente a seconda dell'arma usata. Sia Jacob che Evie hanno animazioni uniche che evidenziano le loro differenze: Jacob tende a sembrare un guerriero di strada, mentre Evie è più agile. Per la prima volta, guardare i combattimenti è divertente quasi quanto farli.

Musica e sonoro

La colonna sonora della saga di Assassin's Creed si è sempre distinta, nel suo accompagnare l'azione con brani in sottofondo (fatta eccezione per le canzoni delle taverne e i canti in Black Flag). Syndicate compie un ulteriore passo avanti abbinando le canzoni ai luoghi. Nei quartieri poveri aspettatevi di ascoltare archi e percussioni, mentre nei quartieri benestanti è la faranno da padrone pezzi orchestrali più raffinati. Un dettaglio che collega magnificamente le dinamiche del gioco e la storia.

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Il doppiaggio è sugli standard della serie, anche se non ci sono prestazioni che si distinguono dal mucchio. La voce di Darwin sembra un po' fuori luogo, anche se forse è soltanto una mia impressione. Me la sono sempre immaginata più cupa.

Conclusioni

Sotto molti aspetti Syndicate è solamente un altro Assassin's Creed, ma questa sembra la critica peggiore che potrei fare al gioco. La storia non è molto entusiasmante, l'ambientazione è un po' seria e le innovazioni del gameplay deboli. Al tempo stesso, Londra è una città immensa e fantastica da esplorare, ci sono innumerevoli missioni da compiere e i due protagonisti sono accattivanti, anche se non particolarmente profondi.

I fan di vecchia data possono acquistarlo senza esitazioni, mentre chi cerca qualcosa d'incredibilmente nuovo probabilmente può passare il giro e vedere cosa riserva il futuro della saga.

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