Recensione Detention, l'horror mancante nei libri di storia

Detention - Nintendo Switch

 

Detention è un'avventura horror bidimensionale che vuole raccontare un dramma che ha coinvolto un Paese e le sue famiglie. Ci sono mostri e fantasmi anche qui, ma si riveleranno molto diversi rispetto ai classici giochi survival horror.

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Il genere dei giochi horror, in particolare i survival horror, non ha subito particolari variazioni negli ultimi anni, dopo aver proposto tematiche e meccaniche di ogni tipo. Eppure, ogni tanto qualche piccolo studio di sviluppo riesce a tirar fuori qualcosa di unico nel suo genere, pur senza sfruttare le milionarie risorse di altri titoli tripla A. È proprio il caso di Detention che vuole raccontarci una storia spaventosa. Una storia che, purtroppo, non è tutto frutto della fantasia dei suoi ideatori.

Detention è un'avventura horror, quasi un punta-e-clicca per la natura bidimensionale e la presenza di enigmi, sviluppata da Coffee Yao, uno sviluppatore che da sempre ha il desiderio di raccontare il dramma vissuto dalla sua nazione: Taiwan.

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A volte, alcuni degli orrori più grandi della Storia, vengono celati o minimizzati da altri eventi solo perché non riguardano da vicino il passato del proprio Paese. Taiwan ha un passato davvero molto buio a causa del Kuomintang, il Partito Nazionalista Cinese, che ha governato il Paese sotto corte marziale dal 1949 al 1987, giustiziando più di quattromila oppositori del regime.

In questo contesto, negli anni '60, si svolge l'intreccio narrativo di Detention, una storia che ospita moltissimi elementi della cultura taiwanese e orientale (moltissimi i riferimenti al Taoismo e Buddismo), l'avventura di due ragazzi, Kay e Wei, inizia con una strana catastrofe naturale che colpisce la loro cittadina e subito si ritrovano intrappolati nella loro scuola. L'istituto sembra deserto, ma potete ben immaginare che non è così...

L'orrore più grande è dentro al nostro cuore

Il dramma di un Paese, i diritti negati, una famiglia distrutta. Sono cose che scopriremo man mano che la nostra storia viene spiegata dai ritagli di giornale che appuntiamo sul nostro diario, ma soprattutto dopo che Kay inizia a ricordare tutto ciò che le è accaduto.

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La scuola è invasa da strani rumori, sospiri a fior di pelle, sono i fantasmi e le creature che appartengono un po' alla cultura taiwanese, ma alcuni di essi nascono dal subconscio della nostra protagonista. Queste mostruosità popolano una visione distorta della scuola - proprio come avveniva in Silent Hill - ma l'origine di questa versione distopica è ben diversa.

Presto quei fantasmi che inizialmente vi provocavano qualche 'jump scare', non vi faranno così paura, ma non perché questi diventano prevedibili o meno mostruosi, ma perché comprenderete la loro natura e le loro origini e li tratterete con rispetto, affrontandoli senza timore, semplicemente facendo chiudere gli occhi a Kay oppure girandovi dall'altra parte. Come farebbe un bambino nel cuore della notte, spaventato da un brutto sogno.

L'elemento horror cardine di Detention dunque non sono i soliti mostri, ma gli eventi drammatici che hanno coinvolto i nostri protagonisti, una storia che, purtroppo si rifà ai veri orrori subiti dal loro Paese.

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Lo stile di Detention è molto semplicistico, ma funzionale. L'abbiamo definito un'avventura punta-e-clicca, anche se in realtà è un'autentica avventura bidimensionale, con qualche richiamo survival con dei nemici che vorranno eliminarvi e nessun mezzo per difendervi (cosa fare lo abbiamo suggerito poco sopra). Gli unici vostri alleati saranno la luce di una candela e quella di alcune stanze, lasciandovi intuire anche la soluzione di alcuni enigmi.

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Proprio gli enigmi sono una delle cose che più abbiamo apprezzato in Detention, grazie alla semplicità dell'inventario e con una risoluzione che segue un perfetto filo logico degli eventi. Raramente rimarrete bloccati in uno di essi, complice anche il forte coinvolgimento della trama.

I veri incubi sono elementari

Elementare come lo è lo stile di Detention. Un'avventura bidimensionale, una palette cromatica ridotta all'osso, controlli che si adattano tanto bene su PC (stiamo pur sempre parlando di un'avventura punta-e-clicca) che su Nintendo Switch. La console Nintendo non crea alcuna differenza di fruizione tra lo schermo integrato e la TV, rendendo godibile l'avventura in ogni momento.

Le musiche originali di Weifan Chang riescono a creare un'atmosfera ovattata, con effetti e temi che vi sapranno isolare dal vostro contesto quotidiano per immergervi nella scuola di Kay e Wei - inutile dirvi che vi consigliamo caldamente l'uso delle cuffie. Il gioco è completamente in lingua inglese, ma possiamo assicurarvi che la sua comprensione è alla portata di chiunque conosca un minimo della lingua anglosassone.

Abbiamo portato a termine Detention su Nintendo Switch dopo circa 5 ore di gioco, una durata più che sufficiente per divertire e dipanare gli eventi immaginati dal creatore Coffee Yao, ma grazie ad alcune scelte multiple potrete regalarvi qualche altra sorpresa che non vogliamo svelarvi. Se vi piace il genere vi consigliamo di non farvelo scappare.

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