Recensione Garage, non aprite quella saracinesca!

Garage

 

tinyBuild e Zombie Dynamics ci portano nei sotterranei bui e sanguinolenti di Garage, horror con visuale dall'alto e veste grafica 2D caratterizzato da tanti buoni spunti, ma sviluppati grossolanamente.

Garage

A cavallo tra le atmosfere di un Resident Evil dello scorso millennio, e la presentazione e lo stile di un Hotline Miami lasciato a marinare nella formalina, Garage amalgama le meccaniche di un survival horror a quelle di uno sparatutto twin-stick con visuale dall'alto.

Realizzato dai ragazzi di tinyBuild e Zombie Dynamics per l'eShop di Nintendo Switch, il titolo prova a fondere diverse anime con una formula cangiante e dinamica, caratterizzata da numerosi guizzi ma incapace di trovare compimento, complice una scarsa longevità e soluzioni di design non sempre convincenti.

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Il protagonista della vicenda, Butch, si risveglia all'interno del bagagliaio di un auto in quello che sembra un parcheggio sotterraneo distrutto. Detriti e fiamme avviluppano ogni angolo e il posto brulica di cadaveri ambulanti. Senza vie d'uscita verso la superficie, Butch si infila nei meandri del centro commerciale "il Garage" nella speranza di sfuggire a questo inferno. Si sbaglia, e di brutto.

La premessa narrativa e i successivi sviluppi riportano alla mente una certa Racoon City (Umbrella compresa), tuttavia le radici di Garage affondano nell'immaginario dei film horror di serie B, tra sporadici jump scare, gore a profusione e un tono serioso che più volte sembra invitare a non dare troppo peso alla gravità degli eventi. Non a caso la storia viene letteralmente buttata in faccia al giocatore, seguendo logiche e metodiche tutte sue, scordandosi pezzi per strada e incastrandone altri in un secondo momento; non possiamo dire che non le hanno provate tutte.

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Eclettico, ma un po' disordinato, impressione che persiste anche una volta impugnati i Joy-Con. Alla base Garage resta un twin-stick dai ritmi piuttosto lenti, tra un alter ego poco incline a correre, manovre evasive ed attacchi in mischia soggetti a una barra della stamina irrisoria e tempi di ricarica delle armi infiniti (specie quando si hanno 4 non-morti alle costole), ma nel corso della (breve) avventura si reinventa di continuo, concentrandosi ora su un elemento in particolare, ora su un altro, fino ad andare completamente di palo in frasca.

Da un avvio in stile survival horror molto accattivante, merito di location tenebrose e claustrofobiche, munizioni limitate e ancora una certa "paura dell'ignoto" a tratti angosciante, si finisce inevitabilmente a scambiarsi cortesie di piombo con soldati in carne ed ossa dentro bizzarri colonnati in funzione di copertura. In queste occasioni il primitivo sistema di puntamento e l'IA meccanica si fanno sentire, rendendo l'esperienza claudicante e vagamente fuori luogo; il gioco non è stato pensato per ospitare scontri a fuoco, e si vede.

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Così come non è stato pensato per un approccio stealth, eppure ciò non ha impedito agli sviluppatori di inserire un'intera sezione in cui dovremo muoverci di soppiatto senza uno straccio di indicatore a schermo. Oh, e non dimentichiamo quella sezione su rotaie alla mitragliatrice, o quando abbiamo passato interi minuti su una pachidermica zattera nelle fogne credendo che il titolo avesse in serbo qualcosa per noi (e invece...), oppure quando sotto l'effetto di acidi ci siamo fatti strada nel terreno a colpi d'ascia in cerca di uomini talpa. E poi l'arena, la fattoria, la fabbrica di robot, tutte idee potenzialmente interessanti introdotte un po' a caso, sviscerate in malomodo e in seguito lasciate nel dimenticatoio.

La varietà è un pregio ben accetto, ma non senza uno scopo preciso. Il colmo però è la totale eliminazione del capitolo 10, sostituito da un messaggio di scuse (colpo di genio? Pigrizia? O si sono veramente persi il codice? Mah...). Più in generale Garage pare un'accozzaglia di buoni propositi che ad un certo punto dello sviluppo sono stati scartati, vuoi per una carenza di tempo o di risorse. Durante le prime fasi di gioco infatti lo scienziato pazzo di turno ci parla attraverso una tv della sua ricerca, del suo obiettivo, delle difficoltà incontrate, suggerendo un eventuale approfondimento del background narrativo e delle sue figure chiave, e invece la nostra nemesi non si farà più sentire fino al faccia a faccia conclusivo, dopo aver rastrellato un intero ecosistema sotterraneo che avrebbe potuto e dovuto meritare più attenzioni.

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Lo stesso scienziato ci parla delle infinite possibilità insite nel suo agente mutageno, tuttavia tolti zombie, ratti cannibali, mutanti simili ai licker di Resident Evil e cani a due teste (che figurano ovunque pur rivestendo un ruolo marginale) non c'è molto altro sul menù. I boss dal canto loro stupiscono per mole e presenza scenica, ma si contano sulle dita di una mano.

In definitiva, un prodotto a dir poco problematico, eppure stranamente godibile nel suo essere lunatico e scostante, quasi a farne un tratto distintivo. Abbiamo apprezzato il buon livello di difficoltà, che obbliga a tenere un basso profilo anche alle difficoltà minori, un po' meno le barre vita buttate al macero a causa di collisioni non sempre accurate, e non ci sono affatto dispiaciuti il pixelloso motore grafico, ricco di dettagli ed effetti speciali nonostante la presentazione minimale (ovattata dal filtro in stile tubo catodico) e i disturbanti effetti sonori che hanno accompagnato ogni nostro passo; qualche rallentamento nelle situazioni più concitate.

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Regia sgangherata a parte, Garage patisce un level design poco leggibile, troppo buio perché si riesca alle volte a discernere i passaggi incassati nelle pareti o tra un elemento dello scenario e l'altro; senza una mappa, una torcia o un'icona a schermo che guidi il giocatore è facile perdersi, persino in un corridoio (ok, è voluto, ma non posso perdere ore a cercare una porta invisibile). E poi c'è la durata dell'avventura, limitata a una manciata di ore, perlomeno rigiocabile grazie ai 3 livelli di difficoltà. L'epilogo sembra puntare a un sequel, occasione che ci auguriamo gli autori sfruttino per rivedere le proprie priorità e dare al brand una degna identità. Per ora si spera in un aggiornamento che reintroduca il capitolo 10 e accorci i frequenti caricamenti.

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