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Recensione Google Pixel e Pixel XL

Il Google Pixel e Pixel XL sono gli smartphone di fascia alta che abbiamo sempre voluto da Google. Eccellenti in tutto, vantano hardware di ultima generazione, un software veloce e rifinito, funzioni esclusive, e una fotocamera ai massimi livelli. Con due piccole mancanze e un prezzo molto alto.

Recensione Google Pixel e Pixel XL

Google Pixel e Pixel XL

 

Eccellenti in tutto, vantano hardware di ultima generazione, un software veloce e rifinito, funzioni esclusive, e una fotocamera ai massimi livelli.

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Introduzione

Con il Google Pixel arriva il tanto atteso telefono di Google, senza doppio marchio. È disponibile in due dimensioni, con alcune funzioni software esclusive che non saranno disponibili su altri smartphone Android. È anche uno smartphone costruito intorno all'Intelligenza Artificiale di Google Assistant, ma non per questo gli mancano caratteristiche hardware di primo livello.

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I telefoni Pixel sono concorrenti non solo di Apple ma anche degli altri produttori Google.

NOTA: questa recensione è l'adattamento di quella pubblicata dai colleghi di Android Central, del nostro stesso gruppo editoriale Purch. La redazione italiana di Tom's Hardware eseguirà test tecnici e benchmark su un Google Pixel non appena possibile, e aggiorneremo questa recensione con i risultati. Per i test sono stati usati due telefoni. Il primo era un Pixel XL, usato per sei giorni in Gran Bretagna e in altri paesi. Il software installato era Android 7.1 Nougat, build NAE63P, con la patch di sicurezza del 5 ottobre 2016. Il secondo smartphone era un Pixel da 5 pollici, in Canada, con la stessa versione del software.

Hardware

Il Pixel è bello da vedere e piacevole da tenere in mano, con una presa piuttosto sicura. Conta su un design unibody in metallo con curve leggere alle estremità, bordi piatti e smussature. La parte posteriore è piana ma lo spessore non è perfettamente uniforme: in alto il Pixel è un pochino più spesso. Non è il più leggero dei telefoni ma è ben bilanciato. Il modello più grande è un po' più scomodo da maneggiare, prevedibilmente, ma da questo punto di vista è migliore del Nexus 6P.

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La parte frontale è spartana, e si potrebbe dire che sembra un iPhone senza tasto home, ma non è che si possa fare qualcosa di molto diverso con un rettangolo di metallo e vetro 2.5D. Si notano somiglianze anche con i prodotti HTC con un tocco di Nexus 6P.

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Il terzo superiore del retro è in vetro, una scelta insolita dovuta forse alla necessità di garantire la trasparenza RF. Senza dubbio si fa notare e potrebbe piacere, ma questa "finestra" tende a graffiarsi facilmente. Qui troviamo anche il sensore di impronte; veloce e preciso, non si attiva facilmente in tasca come su altri smartphone. È relativamente grande e, grazie anche alla posizione, facile da raggiungere. Sempre sotto alla parte di vetro c'è anche l'antenna NFC, da usare per pagamenti e altre operazioni. Notevole il fatto che la nuova fotocamera non sia sporgente rispetto al corpo del telefono - una differenza interessante rispetto all'iPhone 7.

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Sulla destra troviamo il pulsante di attivazione, rifinito con una texture che ricorda l'HTC 10 e il bilanciere del volume. A destra c'è un cassettino per una scheda nanoSIM, in alto la presa jack e sotto la USB-C, affiancata da due griglie per gli altoparlanti. Solo una nasconde davvero uno speaker: il Google Pixel ha audio mono, ma di buona qualità, con una leggera distorsione solo ai livelli più alti.

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Lo schermo è un pannello AMOLED, FullHD per il 5 pollici e 2560x1440 per il 5,5 pollici. La densità è 440 e 534 PPI rispettivamente. È un ottimo schermo, migliore rispetto ai Nexus dell'anno scorso e quasi alla pari con i Samsung. Anche sotto il sole abbiamo potuto usare il Pixel senza problemi. Anche se alcuni (pochi) concorrenti fanno meglio, è uno schermo eccellente.

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All'interno troviamo il Qualcomm Snapdragon 821 abbinato a 4 GB di RAM. Bisognerà scegliere con attenzione il taglio di memoria visto che non c'è lo slot microSD: le opzioni sono 32 o 128 GB, con una differenza di circa 100 dollari, che diventeranno quasi certamente 100 euro. A tal proposito, è interessante il fatto che sia incluso il backup su Google Photo alla massima risoluzione, gratuitamente.

Software

Il Google Pixel nasce con Android 7.1 Nougat, l'ultima versione del sistema operativo e per ora un'esclusiva di questi modelli; gli altri produttori non potranno aggiornare prima di dicembre 2016. La versione 7.1 ha aggiunto funzioni con la modalità notturna (night light), o scorciatoie attivabili con una lunga pressione sul tasto home. Quest'ultima è essenzialmente una versione 2D del 3D Touch proposto da Apple, e permette di passare velocemente a un'area specifica di un'app. Ci sono anche altri aggiustamenti minori. Oltre alle altre novità di Android 7.0, come il doppio schermo, il nuovo sistema di notifica, il risparmio energetico migliorato e così via.

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Ci sono poi gli elementi che caratterizzano il Google Pixel, quali l'interfaccia grafica molto diversa dall'esperienza "stock" che troviamo su Nexus. Google ha reso la sua tavolozza un po' più luminosa, scelto una dominante blu e sviluppato un launcher del tutto nuovo, insieme a nuove icone, nuove applicazioni e nuovi servizi.

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La novità più importante è Google Assistant, un'intelligenza artificiale che accede a tutti i dati del nostro account Google e li unisce con la vasta quantità di informazioni a disposizione dell'azienda (Google Knowledge Graph). In un mondo ideale questo assistente è un "Google Personale", capace di aiutarci in ogni momento. Per il momento però è ancora un prodotto molto acerbo.

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Quando funziona, funziona bene; riesce a gestire domande e richieste in modo efficace ed è velocissimo. Ma spesso e volentieri manca il bersaglio, anche con cose apparentemente semplici come "riproduci l'ultimo album di XYZ", o "mostrami il prossimo spostamento" o "quanto ci vuole per arrivare a benlontanistan?". Quando non riesce a rispondere, se non altro propone una ricerca web che dovrebbe essere utile. L'utilità di Google Assistant, a oggi, resta discutibile. Chi usa più di un account Google, inoltre, può associare Assistant solo a uno di essi.

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Assistant ha un grande potenziale ma serve ancora molto lavoro per raffinarlo, e di certo Google non lo trascurerà.

La velocità è una qualità del Pixel in generale. Grazie all'hardware e a un software molto rifinito tutto è incredibilmente fluido e reattivo, in ogni momento. Così tanto che persino l'iPhone a confronto sembra non tenere il passo, nonostante le soluzioni eccellenti di Apple. Vedremo se queste prestazioni resteranno uguali nel tempo, ma per il momento non esiste uno smartphone Android più veloce.

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Quanto all'estetica, Google ha rimosso l'iconica barra di ricerca e il clima è sempre visibile in alto, se è attivata la localizzazione. Sono stati rivisti anche i pulsanti, e la maggior parte delle icone sono più piccole circolari: non tutte rendono bene in questa nuova forma, ma con i futuri aggiornamenti l'estetica ne guadagnerà senz'altro. Sul Pixel troviamo anche la compatibilità con nuove gesture sul sensore di impronte - una cosa già vista sui prodotti Huawei. Interessante anche l'applicazione di assistenza integrata, per quanto gli utenti più esperti probabilmente non ne avranno bisogno. Notevole anche la selezione dinamica di sfondi, su cui Google ha chiaramente speso molto impegno.

Tanti dettagli grandi piccoli, che tutti insieme rendono il Google Pixel uno smartphone unico. Dove i Nexus erano "Android puro", infatti, i Pixel sono "Google Puro".

Fotografia

Sulla fotocamera del Google Pixel si è già detto e scritto tantissimo, e molti sanno che è strepitoso da questo punto di vista. Usa un sensore da 12 megapixel (pixel da 1,55 micrometri), doppio flash LED, autofocus laser e apertura 2.0. Hardware di alto livello, ma è con il software che Google ha reso questo smartphone migliore per chi ci tiene alla qualità fotografica. Per saperne di più, potete leggere il nostro approfondimento sulla fotocamera del Google Pixel.

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Per la prima volta, dunque, Google ha uno smartphone che può competere con Samsung ed Apple sulla qualità fotografica, pur essendo privo di OIS - la stabilizzazione ottica. Gli scatti sono rapidi, ricchi di dettagli in ogni condizione di luce, e la modalità HDR funziona in modo eccellente. I colori sono vividi ma non troppo saturati, e persino al chiuso e con poca luce, come al ristorante, i risultati sono fantastici.

Ciliegina sulla torta, usare la fotocamera consuma meno batteria che sui Nexus dell'anno scorso. Google ha anche riprogettato l'app Fotocamera, rendendo più facile l'accesso ad alcune modalità secondarie. Quanto ai video, si può registrare in 4K contando su una più che valida stabilizzazione elettronica - che si appoggia al giroscopio. Un dettaglio che è forse quello più impressionante sul Google Pixel.

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Quanto ai difetti, ogni tanto l'autofocus laser sbaglia sulle lunghe distanze. Capita anche con altri smartphone dotati di questa soluzione: succede per esempio se si sta filmando attraverso una finestra, e il telefono mette a fuoco gli aloni sul vetro invece di ciò che accade fuori.

La fotocamera frontale da 8 MP è dotata anch'essa di HDR+ e se la cava piuttosto bene anche con scarsa illuminazione. L'apertura è f/2.4, non la migliore mai vista, ma la funzione lens blur aiuta a compensare sfocando sfondi che altrimenti renderebbero sgradevole l'immagine.

Autonomia

All'interno del Google Pixel abbiamo una batteria da 2.770 mAh, che diventano 3.450 nel caso del modello da 5,5 pollici - nel primo caso è relativamente piccola. Entrambi i telefoni garantiscono senza problemi una giornata intera di funzionamento, con il modello più piccolo che se la cava leggermente meglio nelle giornate più impegnative.

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Con l'XL abbiamo sempre avuto 14-16 ore di uso continuato, con 4,5-5 ore di schermo acceso e uno uso misto di LTE e Wi-Fi. È molto simile a quanto abbiamo ottenuto con il Galaxy S7 lo scorso inverno. Non è una prestazione memorabile per uno smartphone Android di fascia alta, solo nella media.

Abbiamo notato però che con l'uso intenso a volte il Pixel fa meglio dei concorrenti, in particolare per quanto riguarda il consumo della fotocamera o quando la copertura di segnale è scarsa. È da sottolineare che lo abbiamo usato in viaggio, una situazione che mette a dura prova uno smartphone: se avete una vita quotidiana meno movimentata, l'autonomia del Pixel non sarà un problema. Se invece usate tanto lo smartphone, probabilmente una batteria da 2.770 mAh semplicemente non è abbastanza, per quanti sforzi possa fare Google. In tal caso meglio orientarsi sulla variante più grande.

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In ogni caso la ricarica rapida è sempre di aiuto, perché permette di caricare tanto la batteria in poco tempo. A tal proposito, è utile rilevare che c'è una porta USB-C tanto sul telefono quanto sul caricatore, quindi magari vale la pena di prenderne qualcuno in più. Significa anche che le batterie esterne che già possedete saranno inutili a meno di comprare un cavo apposito.

Conclusioni

Questi due smartphone sono pressoché identici a parte la dimensione. Sul modello più grande abbiamo notato un'alterazione dei colori appena maggiore quando si inclina lo schermo. Il modello più piccolo ha una batteria più piccola e di conseguenza dura un po' meno. Chi usa molto il telefono, soprattutto per giocare, dovrebbe orientarsi sul Pixel XL.

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A parte queste differenze i due modelli sono lo stesso telefono. Sono entrambi smartphone eccellenti che possiamo raccomandare senza esitazioni, persino considerando il loro prezzo. Che nel 2016 valga la pena spendere più di 700 euro per un telefono è sicuramente una questione discutibile, ma se c'è un telefono che vale così tanto è sicuramente un Google Pixel - vale anche per il Galaxy S7 o l'iPhone 7.

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Lo chassis è molto bello. Il software, veloce e ben fatto, riceverà aggiornamenti veloci per molto tempo e include alcune funzioni esclusive che aumentano il valore generale. La batteria dura senza problemi un giorno intero anche usandolo intensamente, e la fotocamera è al livello del Galaxy S7, quindi il meglio che ci sia in circolazione.

È inoltre il nuovo telefono "made by Google", con l'ultima versione di Android e tutto quello che ne consegue, a cominciare da Google Assistant - resta da vedere come se la caverà con l'Italiano. L'azienda californiana ha finalmente realizzato il telefono che ci aspettavamo da lei.

Il difetto principale che si potrebbe tirare in causa è il prezzo, in rapporto a un paio di funzioni da top di gamma che qui mancano. Si tratta dell'impermeabilità e della stabilizzazione ottica, presenti tanto sull'iPhone 7 quanto sul Galaxy S7.

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