Recensione Kingdom Come: Deliverance, il mondo 600 anni fa

Il mondo nel quindicesimo secolo

Il mondo nel quindicesimo secolo

Kingdom Come: Deliverance

 

Il medioevo e il mondo degli RPG si fondono grazie a Warhorse Studios, che ci catapulta nel 1403 alla ricerca di una personalissima vendetta. Kingdom Come: Deliverance è disponibile su PC, PlayStation 4 e Xbox One. Abbiamo svolto la nostra prova su PC.

Kingdom Come Logo

Dopo anni di fatiche Kingdom Come: Deliverance è finalmente disponibile su PC, PlayStation 4 e Xbox One. Un RPG dalle meccaniche profonde, ambientato in un contesto storico reale riprodotto con estrema cura e dedizione. Immergetevi nella Boemia del 1403 e nella nostra recensione, per scoprire cosa pensiamo di questo titolo.

Manie di protagonismo

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L'unico erede al trono, il figlio di Darth Vader, il prescelto... Solitamente nei videogiochi siamo abituati ad essere i protagonisti assoluti della storia, ma in Kingdom Come: Deliverance non è così. In Kingdom Come siamo dei fabbri, anzi, a dirla tutta siamo dei semplici apprendisti, nostro padre è quello veramente bravo.

La nostra vita scorre semplice: ci alziamo presto, mangiamo e cominciamo subito a lavorare, dando una mano a nostro padre, uno dei migliori fabbri del regno, che ha deciso di ritirarsi a vita privata limitandosi a ferrare cavalli e forgiare chiodi. Oggi però dobbiamo aiutarlo a fabbricare una spada per il nostro lord, evento più unico che raro. La noiosa quotidianità della vita sta stretta al protagonista Henry, che però non immagina nemmeno da quale tragico evento sarà presto scossa.

Attenzione: se non volete nemmeno il minimo spoiler sulla storia, saltate la prossima sezione.

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Un misterioso esercito attacca il suo villaggio, seminando caos, morte e distruzione. Seppur in maniera gloriosa, nostro padre e nostra madre periscono in battaglia sotto ai nostri occhi, lasciandoci come unica opzione quella di fuggire a gambe levate, cercando di avvertire i villaggi vicini dell'imminente pericolo. Questo in sostanza è l'incipt di Kingdom Come: Deliverance, che vedrà presto Henry prendere servizio come guardia cittadina sotto un lord, nella speranza di riuscire un giorno a vendicarsi per l'ingiusta morte dei genitori.

L'RPG di Warhorse ci mette tra le mani una storia estremamente personale, carica di sentimenti e situazioni contrastanti, che ci esalta in una scena per poi ricordarci di essere solo "della plebe" in quella successiva, mentre passo dopo passo cerchiamo di avvicinarci al nostro personalissimo obiettivo.

Anno Domini 1403

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Oltre che le schermate di caricamento, anche lo stile dei menù di gioco è in perfetto tema con l'ambientazione medievale.

Parte del successo della campagna di crowdfounding di Kingdom Come: Deliverance è da attriburisi all'ambientazione di questo RPG. Ci troviamo nella Boemia del 1403, ricostruita mattone su mattone in maniera incredibilmente accurata. L'araldica, le armi, le strutture, i personaggi e persino la colonna sonora cercano di essere il più storicamente accurate possibile. L'immersione che deriva dal giocare a Kingdom Come è praticamente totale, grazie a un'accurata ricerca storica e una ricostruzione fedele delle ambientazioni e delle atmosfere del tempo. 

Sarà possibile trovare guardie che fanno la ronda, forti, villaggi e cittadine di ogni tipo e dimensione, lavoratori intenti a svolgere la loro professione e tanto altro. In questo senso ci troviamo di fronte ad un'opera unica per livello di fedeltà nel suo genere: un perfetto RPG medievale, dove chiunque appassionato di storia potrà immergersi tra le vicende che hanno scosso il Regno di Boemia con protagonista Sigismondo di Lussemburgo, re di Ungheria e Croazia e Venceslao IV, erede di Carlo IV.


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Appassionati di storia? Kingdom Come: Deliverance è disponibile su PlayStation, Xbox e PC. Potete acquistarlo con un piccolo sconto tramite le offerte di Amazon.

La spada e lo scudo

Kingdom Come: Deliverance non è sicuramente l'RPG che farà felice chi ama assegnare punti e scegliere abilità dai menù. Scordatevi un sistema di potenziamento come quello di The Witcher 3, in Kingdom Come il realismo è parte dominante anche - e soprattutto - del sistema di combattimento, delle abilità e degli equipaggiamenti.

Ogni arma ha un suo peso, pregi e difetti, e un metodo d'uso. Scegliere di combattere con un'arma a due mani è molto diverso dall'imbracciare mazza e scudo, per non parlare del tiro con l'arco: senza molta pratica sarà possibile sbagliare anche il tiro apparentemente più semplice.

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Andiamo però con ordine, partendo dagli equipaggiamenti: il funzionamento delle armature incide sia sull'agilità del personaggio che sulla sua resistenza ai colpi. Un'armatura che protegge le spalle alla perfezione non vi darà alcun vantaggio se i nemici punteranno al  basso ventre, e indossare un'armatura a placche sopra a una camicia di lino non è certo la mossa più furba per difendersi dagli attacchi nemici. Se i cavalieri nel medioevo vestivano a strati, un motivo c'era, e quel motivo è ben saldo nella filosofia di Kingdom Come. Non sempre un'armatura pesante è la scelta più adatta al giocatore, che può anche decidere di utilizzare qualcosa di più leggero, ma che offra maggiore copertura.

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Imparerete molto presto a odiare quest'uomo.

Le armi funzionano con lo stesso realismo delle armature: attaccare un nemico corazzato con una spada, solitamente, è un metodo efficace per farsi ammazzare. Di contro mazze ed asce hanno sì meno combo, ma sono molto più funzionali per sfondare anche il più bardato dei nemici. Il sistema di combattimento si basa sulla possibilità di portare gli attacchi da 6 direzioni diverse (affondo incluso) cercando di mantenere un ritmo nelle proprie azioni: è possibile concatenare gli attacchi, eseguire finte per cercare di trarre il nemico in inganno o incalzare l'avversario con una serie di colpi rapidi volti a portarlo allo stremo delle forze. Di contro la nostra tattica può anche essere quella di cercare una schivata o un blocco, che se eseguito con perfetto tempismo ci darà una finestra d'opportunità molto ampia per sferrare un contrattacco letale.

Il combattimento di Kingdom Come non è assolutamente per tutti, e risulta inizialmente molto macchinoso e faticoso da assimilare, ma una volta preso il ritmo riesce a regalare incredibili soddisfazioni e un'esperienza di spada e scudo che non ha eguali nel mondo degli RPG. Deliverance potrebbe essere tranquillamente un buon simulatore di scherma medievale se integrato con qualche componente VR.

Un mondo vivo

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Il mondo di Kingdom Come, oltre ad essere incredibilmente accurato, è anche sorprendentemente vivo. La routine quotidiana degli NPC si mischia con le avventure del giocatore, e ogni azione porta a una reazione diversa. L'esempio più semplice è il lavarsi: dopo ore sotto la pioggia, combattimenti e scazzottate, puzzerete da far schifo, e un nobile che parlerà con voi sarà certo più propenso alla gentilezza se avrete cura di farvi un bagno prima di approcciarlo.

Questo è solo uno degli esempi di "vitalità" di Deliverance, che riesce a rendere credibile tutta la sua ambietanzione, dando modo al protagonista Henry di affrontare ogni missione a suo modo - o meglio, quello del giocatore - senza problemi. Basti pensare che nelle prime ore di gioco saremo costretti a fuggire da un castello, tra le opzioni potremo decidere di rubare un'armatura completa per non dare nell'occhio, dopo aver corrotto la guardia del portone per uscire, oppure... Decidere di saltare in pieno giorno nel fossato, correre come pazzi in mezzo al villaggio, stendere una guardia a pugni e correre fino all'obiettivo.

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Kingdom Come: Deliverance non prende per mano il giocatore, lasciando che intuisca da solo come migliorare le proprie abilità, come affrontare le missioni e come comportarsi. Ad esempio arrivare tardi a un appuntamento con un personaggio non lo farà reagire certo positivamente, ma non ci sarà un timer a dirvi di affrettarvi, solo il vostro buon senso. In questo RPG è fondamentale rendersi conto di essere solamente uno dei tanti, e che il protagonista pur avendo una sua storia e i suoi obiettivi, incrocia quelli di molti altri personaggi.

Se volete sentirvi l'eletto, l'eroe prescelto, o comunque qualcuno in grado di compiere imprese sovraumane, questo allora non è il titolo che fa per voi. L'abilità di Herny è praticamente pari a quella del giocatore, in termini combattivi, di deduzione di approccio ai problemi. Non è per tutti, ma se vi piace, non potrete più farne a meno.

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