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Recensione Meizu Pro 6 Plus

Il Meizu Pro 6 Plus è un smartphone dalle buone qualità generali proposto a un prezzo ragionevole. Fatica però a distinguersi dai concorrenti e ha qualche piccolo difetto.

Recensione Meizu Pro 6 Plus

Meizu Pro 6 Plus

 

Il Meizu Pro 6 Plus è un valido smartphone Android da 5,7 pollici, maneggevole, potente, adatto per tutti gli utenti e per tutte le situazioni.

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Meizu è uno dei più importanti marchi asiatici quando si tratta di smartphone, ma non è ancora particolarmente conosciuto in Italia. Similmente a case come Huawei, Honor o Xiaomi, cerca di proporre prodotti di buona qualità a prezzi competitivi. Il Meizu Pro 6 Plus, oggetto di questa prova, è uno smartphone che in effetti fa un'ottima prima impressione e convince anche dopo averlo usato per un po'.

Estetica

Il design del Meizu Pro 6 Plus (P6P da qui in avanti) non è particolarmente ricercato, e come spesso accade c'è una certa somiglianza con modelli famosi. Non che sia privo di una sua personalità, ma oggigiorno è difficile innovare un oggetto come lo smartphone, che a conti fatti è soprattutto uno schermo più o meno grande. Fatta questa doverosa premessa, il P6P è un oggetto splendido per quanto riguarda il design industriale.

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Frontalmente Meizu ha scelto di posizionare un unico tasto Home, che integra il lettore di impronte digitali. Il software Flyme sfrutta questo elemento anche come interfaccia di navigazione, e per questo sono assenti i tasti capacitivi Back e Multitasking, così come quelli a schermo tipici di Android.

Il corpo del Meizu 6 Pro è completamente in vetro e alluminio, con le classiche linee in plastica per la trasparenza RF. L'assemblaggio è fatto molto bene e il telefono sembra davvero molto resistente, ma non si può parlare della raffinatezza che troviamo in un GS8 o un iPhone.

A destra troviamo il pulsante di attivazione e quello del volume (in plastica), a sinistra il cassettino per la SIM, e sotto la presa jack, USB-C e la griglia per il singolo altoparlante. Posteriormente la fotocamera da 21 MP è leggermente sbalzata, prevedibile dato il corpo molto sottile. Il Meizu Pro 6 Plus risulta anche molto compatto e leggero (147.7 x 70.8 x 7.3 mm, 160 grammi) con il suo schermo da 5,7 pollici (16:9).

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Il Meizu Pro 6 Plus è sicuramente bello da vedere e piacevole da maneggiare, grazie anche a una finitura leggermente satinata che garantisce una buona presa. Un po' meno sicuro il sensore di impronte digitali: più di una volta abbiamo dovuto fare due o tre tentativi per farlo funzionare bene. È un po' più lento rispetto ad altri modelli, e probabilmente anche l'abitudine a "fare in fretta" ci ha creato qualche difficoltà; tenendo premuto il dito un po' più a lungo, infatti, nella maggior parte dei casi va tutto bene.

Schermo e Audio

Il pannello da 5,7 pollici è un Super AMOLED con risoluzione 1440x2560, la cui qualità salta subito all'occhio non appena si accende il telefono. Colori brillanti (e regolabili a proprio gusto) che non perdono di naturalezza, un nero profondo e un contrasto incredibile. Anche la visibilità all'esterno è notevole, e nell'insieme questo smartphone ha poco da invidiare ai top di gamma più famosi. Un Samsung GS8 (o anche GS7) ha una luminosità massima maggiore ed è più piacevole da usare all'esterno, ma il P6P se la cava molto bene. Forse a qualcuno interessa che la polarizzazione è circolare, quindi si vede bene anche tenendo il telefono in orizzontale e guardandolo con occhiali da sole polarizzati. 

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È presente anche la funzione Force Touch, che è la versione Meizu del 3D Touch su iPhone. Premendo con forza sul pannello si apre un menu contestuale specifico, se l'applicazione è compatibile. Interessante, ma è davvero utilizzabile solo con le applicazioni della stessa Meizu. È anche possibile impostare la funzione always on per avere sempre visibile data e ora.

Quanto all'audio, il P6P ha un solo altoparlante posizionato nel bordo inferiore. Il volume massimo è discreto, adatto per guardarsi un video o parlare in vivavoce - a tal proposito, anche i microfoni si comportano piuttosto bene. La qualità invece è appena sufficiente, ma questo vale per la stragrande maggioranza degli smartphone.

Prestazioni e autonomia

La piattaforma hardware del Meizu Pro 6 Plus è tra le migliori in commercio. Al centro di tutto troviamo il SoC Samsung Exynos 8890 (4 Core Mongoose a 2 GHz + 4 Core-A53 a 1,5 Ghz, GPU Mali T880 MP10. La versione da 128 GB è leggermente più potente). È lo stesso processore del GS7, molto simile all'Exynos 8895 del Galaxy S8, così tanto che non vale la pena di soffermarsi sulle differenze. È perfettamente in grado di affrontare qualsiasi compito senza mostrare il minimo cedimento. A bordo sono presenti 4 GB di RAM e 64 GB di storage (esiste anche da 128 GB). Non c'è lo slot per microSD.

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Grazie anche a un software particolarmente leggero, il Meizu Pro 6 Plus è praticamente perfetto dal punto di vista delle prestazioni. Sempre veloce, sempre reattivo. Se c'è qualche problema, raro, è dovuto al software e lo vedremo più avanti.

La batteria da 3.400 mAh è piuttosto grande come capacità e anche per questo ci saremmo aspettati di più. Con un modello di utilizzo molto intenso invece in un paio di occasioni questo smartphone non è arrivato nemmeno alle 18:00, dopo essere stato scollegato intorno alle 05:30. Se siete persone che usano tanto il telefono, dunque, forse è il caso di tenere in borsa il cavo e approfittare per ricaricarlo, quando è possibile - o ricorrere a una batteria portatile.

Ho provato telefoni che se la sono cavata meglio, con una batteria più piccola. Ma in generale questo Meizu Pro 6 Plus non va malaccio. Come sempre, va ricordato che parliamo di uno scenario di utilizzo davvero molto intenso: tre account di posta sempre sincronizzati, Bluetooth e Wi-Fi sempre accessi, Facebook, Instagram, Twitter, Slack e Skype sempre attivi. E durante il giorno ci sta qualche minuto di gaming, streaming video (YouTube, Netflix) e Streaming Audio. È un quadro davvero pesante per qualsiasi smartphone, e la maggior parte delle persone potrà usare questo smartphone almeno un giorno e mezzo senza problemi.  

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L'autonomia dovrebbe migliorare molto con la Flyme 6, che non abbiamo testato perché è ancora in beta. Se possibile torneremo su questo aspetto in futuro.

Software

Insieme al design, l'interfaccia Flyme è forse l'aspetto più interessante di questo Meizu P6P. Ci troviamo di fronte a un sistema decisamente pulito ed elegante; come altri produttori cinesi anche Meizu ha fatto tesoro degli insegnamenti di Apple, rimuovendo il drawer ma non solo.

La Flyme è presente in versione 5.2.7 nel nostro esemplare. Al momento è possibile aggiornare manualmente a Flyme 6 beta, mentre per la versione stabile c'è da aspettare ancora un pochino. La procedura manuale non è complessa ma rientra senz'altro nelle "cose per esperti", dunque per questa recensione abbiamo preferito valutare lo smartphone con il software che effettivamente tutti potranno usare.

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Abbiamo icone semplici, dalle linee precise e ben organizzate, con un impatto che è decisamente bello da vedere. Possiamo affermare che Flyme è tra le più belle personalizzazioni di Android in circolazione - anche se naturalmente è una questione di gusti personali. Il passaggio da una schermata all'altra è sempre estremamente fluido, e il sistema di controllo realizzato da Meizu è molto piacevole. Le animazioni arricchiscono con efficacia tutto l'insieme.

La Flyme infatti usa quasi esclusivamente il sensore di impronte, che è anche un pulsante cliccabile. Click per tornare all'homepage principale, scorrimento orizzontale per tornare indietro. Per avviare il multitasking invece si passa il dito dal basso verso l'alto (si parte dalla cornice fuori dallo schermo).

Presenti anche molti piccoli miglioramenti per le notifiche, la batteria o il display always on e altro. Tutto piuttosto comodo e intuitivo, mentre potrebbe risultare sconcertante l'assenza di Google Play e relativi servizi. A bordo della Flyme troviamo infatti solo il negozio "Hot Apps", ma niente paura: basta cercare "Google" e poi "cerca in altri shop" per trovare i Google Play Services, nonché il Play Store e le altre applicazioni Google che vi interessano. Questione di pochi minuti, dopodiché potrete usare il telefono come qualsiasi altro smartphone Android.

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Ci vorrà forse un po' per abituarsi se venite da altre marche, ma niente che non si possa imparare. Tra le funzioni extra, è anche possibile assegnare a una certa impronta una funzione speciale, per esempio la modalità Ospite o quella Privacy - quest'ultima da usare per metterci applicazioni, contatti e altro che volete tenere lontano da occhi indiscreti.

Meizu ha aggiunto alcune funzioni di sicurezza specifiche, compresi analisi delle reti Wi-Fi e antivirus. Ci sono anche controlli di sicurezza aggiuntivi che si attivano, per esempio, quando si usano applicazioni particolarmente delicate come Paypal. Sempre con le app compatibili, è possibile usare la funzione multiwindow.

Un dettaglio che non mi è piaciuto: la barra di ricerca in home costituisce un blocco unico con l'orologio e il datario. Non si può togliere la sola barra (cosa che faccio con tutti i telefoni che prova) senza levare anche l'ora. Non sarà la fine del mondo, ma se siete come me vi darà fastidio. Vale la pena ricordare poi la Flyme di Meizu ha un buon numero di appassionati al mondo e una comunità piuttosto attiva. Ne esistono anche versioni per altri smartphone, compresi Samsung Galaxy S7, OnePlus 3T e Nexus 6P. Se avete un modello compatibile, dunque, potrete provare questa interfaccia anche senza prendere uno smartphone Meizu.

Fotocamera

Il Meizu P6P monta un sensore da 12 Mpx (Sony IMX386, 1/2,9", pixel da 1,25 micrometri) con apertura f/2.0 e stabilizzazione ottica a quattro assi. L'applicazione predefinita è semplicissima e gestisce le impostazioni piuttosto bene. È disponibile la modalità Manuale, Slow Motion, GIF. C'è anche la modalità Refocus che permette di modificare la messa a fuoco in un secondo momento, ma ci vorrà qualche secondo per scattare quindi è poco adatta ai soggetti in movimento.

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Specifiche alla mano, è una fotocamera notevole sotto i 500 euro. Mantiene le promesse ma non al 100%: il P6P infatti è capace di generare belle immagini quando c'è tanta luce e più che rispettabile anche di sera (diciamo al tramonto). Se la luce non è ideale però il rumore si nota. C'è infatti qualche problema di troppo con gli alti ISO: in manuale si può arrivare a 800, ma già a 400 c'è più grana di quanto sia lecito aspettarsi. Alzando ancora non può che andare peggio. È un problema comune a molti altri smartphone e ci saremmo aspettati di meglio. Se non altro non si perdono molti dettagli, il che è sicuramente un buon compromesso.

Discreta la riproduzione dei colori, anzi più che discreta. Ma l'HDR automatico è assente, quindi dovrete capire quando serve a attivarlo manualmente. L'effetto su questo smartphone però non è mai esagerato, come capita su altri modelli, e il risultato non risulta quasi mai innaturale.

Interessante invece il flash a 10 LED posizionato sotto l'ottica posteriore e a forma di anello. Si tratta di un flash bitonale che aiuta a mantenere i colori naturali, ed è abbastanza efficace. In ogni caso non è molto diverso da altri flash bitonali che usano solo due LED; l'estetica del telefono però ci guadagna.

Conclusioni

Nel momento in cui scriviamo queste righe il Meizu Pro 6 Plus si trova a 480-500 euro, qualcosa meno presso alcuni rivenditori. In cambio di tale cifra avrete uno schermo da 5,7 pollici con tecnologia OLED, di buona qualità. Prestazioni di alto livello, design in alluminio e un software ben fatto, sebbene con qualche bug, molto diverso da quello a cui siamo abituati. Si parte da 64 GB di memoria, che è un quantitativo piuttosto generoso.

Le capacità fotografiche sono buone nella maggior parte delle condizioni, mentre l'autonomia è nella media. 

In termini assoluti questo smartphone è un prodotto valido e difficilmente ci si pente di averlo comprato. Ovviamente si trova però nella fascia di prezzo più complicata, con molti smartphone concorrenti.

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