Recensione Oculus Go, la realtà virtuale per tutti

Oculus Go

 

Visore di Realtà Virtuale stand alone, facile da usare, adatto a tutti e con un prezzo contenuto.

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Abbiamo pubblicato le nostre prime impressioni su Oculus Go il giorno della presentazione, a questo link. Le impressioni iniziali sono state molto positive, ma abbiamo continuato a usare il visore Oculus tutti i giorni, per due settimane, e ora possiamo condividere con voi un'idea molto più approfondita. In questo articolo prendiamo spunto anche dai commenti che i lettori hanno scritto sotto il primo articolo, per dare delle risposte a tutti i dubbi emersi.

Cos'è Oculus Go: è un visore di realtà virtuale stand alone, che permette di accedere ai mondi virtuali senza necessità dello smartphone o di un PC.

Comfort d'uso

Ribadiamo prima di tutto le medesime impressioni avute dopo solo qualche ora d'uso. Oculus Go è molto comodo da usare, il peso è tranquillamente sopportabile anche dopo un paio d'ore. Le cinghie elastiche permettono di posizionarlo sulla testa molto velocemente e in maniera confortevole.

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La forma è pensata per mantenere il naso fuori dalla struttura, cosicché il respiro caldo non appanni le lenti. Infatti non è mai successo, almeno non per via del naso. In un paio di occasioni, con l'uso di applicativi che richiedono una buona sopportazione della VR, ci è capitato di ritrovare le lenti appannate per via dell'innalzamento della temperatura corporea (basta veramente poco). Dunque il problema dell'appannamento non è del tutto risolto. Un sistema di ventilazione a basso regime, magari attivabile a piacimento, sarebbe la soluzione più semplice da implementare per migliorare il comfort, anche quello della persona stessa. Dopotutto si tratta sempre di un casco che ci espone a un'esperienza inusuale, e un po' d'aria fresca farebbe solo bene in alcune occasioni.

Malgrado queste spiacevoli e isolate situazioni, in tutti gli altri casi l'esperienza è stata totalmente positiva.

Prestazioni

All'interno del visore è presente un SoC Qualcomm Snapdragon 821, un prodotto top di gamma di un paio di generazioni di smartphone fa.

Alcuni lettori hanno fatto notare come questa scelta renda, in qualche modo, Oculus Go un prodotto già obsoleto. Ebbene, non è così. Il motivo è molto semplice: tutte le applicazioni sono fatte per offrire il meglio su questa piattaforma. Sarebbe come dire che le attuali Xbox e Playstation 4 sono prodotti obsoleti solo perché hanno hardware di qualche anno fa.

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Tutti i giochi e le esperienze provate non hanno mai dato segni di difficoltà, almeno una volta caricati. Infatti sono i tempi di caricamento di alcune applicazioni a essere, di tanto in tanto, fastidiosi. Intendiamoci, nell'ipotesi peggiore si tratta di attendere una decina di secondi, lasso di tempo in cui non vedrete quasi nulla e non avrete alcuna sensazione di quello che stia succedendo, con il lecito dubbio che qualcosa sia andato storto. Ma in realtà dovrete solo attendere qualche secondo in più.

Qualità delle immagini, refresh e immersione

La qualità delle immagini è discreta, paragonabile a quella offerta da altri dispositivi di realtà virtuale oggi in commercio, dal Gear VR a Oculus Rift e Vive. Perciò non possiamo dire che sia un difetto, e nemmeno un pregio. Più che sufficiente per un'esperienza VR soddisfacente, ma è uno dei parametri che dovrà subire maggiori margini di miglioramento nelle applicazioni future.

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La frequenza di aggiornamento si pone, in alcuni casi, tra i difetti. Oculus Go può arrivare a una velocità massima di 72 Hz, e in molti casi sarà 60 Hz. Quando l'esperienza o applicazione usata è poco movimentata, non si sente la necessità di niente di più. Non appena però si prova qualche applicazione più impegnativa, come un simulatore di volo, allora sentirete la mancanza di un'immagine più stabile - con conseguente motion sickness che vi provocherà un po' di nausea.

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Per quanto riguarda l'immersione nello spazio virtuale, non ci sono dati ufficiali, e probabilmente è lecito dire che la quantità di gradi che copre la visuale sono compresi tra i 101° del Gear VR e i 110° del Rift. Provando tutti i visori, non è semplice verificare questa differenza ad occhio, ma possiamo dirvi che non si nota, appunto, una grande differenza. Ancora una volta, questa caratteristica non si può considerare né un pregio né un difetto, bensì uno standard di mercato.

Permane inoltre una leggera distorsione al limitare del campo visivo data dalla curvatura delle lenti.

Interazioni nel mondo virtuale

Il modo in cui s'interagisce nel mondo virtuale è la principale differenza tra Oculus Go, Gear VR, e tutti gli altri visori, Windows Mixed Reality inclusi. Il tracking principale viene fatto dalla testa, e il controller aggiuntivo non è altro che un puntatore. In altre parole, non viene rilevata la posizione del controller nello spazio, ma solo la sua posizione su due assi. Questo significa che tutte le applicazioni che vi mostrano il posizionamento del controller nello spazio non fanno altro che simularne il movimento.

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Probabilmente, con alcune esperienze avrete la sensazione che non sia così, poiché al vostro ampio movimento nello spazio, nel mondo virtuale il controller cambierà posizione. Ma se poi proverete a muovere solo il polso, vi renderete conto che l'effetto sarà il medesimo.

Ad esempio, in un gioco di Ping Pong, potrete muovere la racchetta spostando il braccio a destra e sinistra, per un colpo dritto, rovescio e tutti gli effetti che vorrete. Lo stesso effetto lo otterrete tenendo il braccio fermo e muovendo solo il polso. Tuttavia, vi assicuriamo che effettuare un movimento completo è quello che vi restituisce l'esperienza migliore, e quindi la maggior parte delle volte agirete come se il controller si muovesse realmente su tutti gli assi nello spazio.

Rift, Vive e i visori di Windows Mixed Reality sono invece in grado di rilevare il posizionamento reale su tre dimensioni, così come il posizionamento stesso del visore (e quindi della vostra testa, o di tutti voi stessi se meglio preferite).

Quanto offerto da Oculus Go, nonostante si possa definire un'esperienza virtuale non del tutto completa, in realtà è come se lo fosse, poiché le applicazioni disponibili per questo tipo di VR restituiscono un'esperienza molto soddisfacente. Ricordatevi inoltre che potrete usare il visore comodamente seduti in poltrona, e senza necessità di dedicargli uno spazio specifico nella vostra abitazione.

Applicazioni disponibili

Le applicazioni disponibili sono più di mille nel momento in cui scriviamo. Gear VR e gli altri visori possono contare su un parco applicazioni superiore, ma secondo Oculus i programmatori che hanno sviluppato per Gear VR potranno portare, facilmente, le loro App anche su Oculus.

Leggi anche: Tobii e Microsoft, nuovo standard per l'eye-tracking?

La quantità di applicazioni gratuite per Oculus Go è tuttavia molto incoraggiante, poiché avrete un sacco di esperienze "incluse nel pacchetto", senza dover mettere subito mano al portafogli per provare qualcosa.

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In tutto questo articolo abbiamo usato più volte la parola esperienze, anziché applicazioni o giochi. Il fatto è che la maggior parte dei titoli non è composta da giochi impegnativi come quelli che si possono avere su un normale PC, e consideriamo che anche per le controparti Vive e Rift i titoli impegnativi si contano sulle dita di una mano.

Come alcuni lettori più appassionati fanno notare, la vera Realtà Virtuale è un'altra cosa, così come entrata nell'immaginario comune. Ma l'attuale Realtà Virtuale è questa, e quindi un mix di esperienze in grado di estraniarci dalla realtà per inserirci, per qualche decina di minuti, in un universo alternativo. E nonostante le limitazioni, ci riesce. Tanto con Rift e Vive, quanto con Go e Gear VR.

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Visori più immersivi e universi più dettagli arriveranno sicuramente, ma non c'è nulla oggi che offra esperienze radicalmente diverse. Di conseguenza sarebbe sbagliato dire che Oculus Go, oggetto di questa recensione, sia meglio o peggio degli altri quanto, appunto, a esperienza.

Autonomia

L'autonomia di Oculus Go è, definitivamente, un difetto. Usando un gioco arriverete a circa 1 ora e 15 minuti di autonomia reale, o poco più, mentre se guardate un film potrete puntare alle due ore scarse. Ci siamo trovati più volte a togliere il visore per metterlo in carica, ma senza la stanchezza o la voglia di smettere di usarlo.

Se da una parte riconosciamo che dopo un'ora e mezza d'uso del visore sia consigliabile riposare gli occhi, vorremmo essere noi a farlo volontariamente, e non costretti dalla necessità di ricaricare la batteria. Soprattutto perché ci vogliono almeno un paio d'ore per una ricarica completa. Come conseguenza riuscivamo a usare il visore una volta al giorno durante la settimana, e due o tre volte durante il weekend.

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Il giudizio finale è che l'autonomia è solo discreta, e ci piacerebbe che una seconda versione punti almeno al doppio della durata, che permetta di sostituire la batteria o che, quantomeno, offra la ricarica veloce.

Verdetto

Oculus Go è il visore di Realtà Virtuale stand alone più facile da usare ed economico del momento, ed è l'ideale per chiunque voglia provare la realtà virtuale. I vantaggi rispetto gli altri prodotti sono indubbi, così come le limitazioni, ma la sua forza sono il prezzo e la facilità e immediatezza d'uso. Nonché la possibilità di usarlo ovunque vorrete, anche in treno o in areo, cosa che non si può dire di tutti gli altri prodotti.

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Oculus Go vs. Gear VR

A meno che non abbiate già uno smartphone Samsung compatibile con Gear VR, non ha senso preferire quest'ultimo rispetto a Oculus Go. Prima di tutto per una questione di prezzo, poiché nonostante Gear VR costi meno di un centinaio di euro (se non addirittura gratuito), il prezzo da considerare è quello dello smartphone compatibile, ben superiore a quello dell'Oculus Go.

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Inoltre il visore Oculus è più immediato da usare, e non scaricherà la batteria del vostro smartphone, oltre ad essere più leggero e confortevole da indossare. Queste caratteristiche lo rendono idoneo a un uso a casa tanto quanto in movimento.

Anche Gear VR si può usare fuori casa, ma appunto il suo legame allo smartphone richiede dei compromessi, come ad esempio la necessità di dover ricaricare la batteria dopo averlo usato.

Oculus Go vs. Rift / Vive / Windows Mixed Reality

Sono prodotti sonstanzialmente diversi. Rift, HTC Vive e i visori Windows Mixed Reality permettono di muoversi nello spazio (chi più, chi meno), e accedere a esperienze più immersive. Di contro costano molto di più (fino a tre volte il costo di Oculus Go), senza contare il prezzo del PC. Se già avete un computer, spazio e soldi da investire, e volete la miglior esperienza VR oggi disponibile, lasciate perdere Oculus Go. In caso contrario,la risposta è scontata.

Oculus Go vs. Google Cardboard

Cardboard è una bellissima invenzione, ma è idoneo solo per i curiosi che vogliono avere un assaggio di cosa significa VR. Con Cardboard, o qualsiasi visore economico che funziona con lo smartphone, l'interazione è minima, e le applicazioni disponibili sono poche e poco più che delle veloci esperienze. Se volete un prodotto che vi invogli a usarlo, non è Cardboard la risposta.

Oculus Go vs. PS VR

Non abbiamo citato PS VR fino a questo momento. Dopotutto si tratta di un visore di Realtà Virtuale, ma il suo legame a Playstation lo rende un prodotto totalmente a parte e difficilmente confrontabile con qualsiasi altro. Il prezzo è circa il doppio rispetto a quello di Oculus Go, ma l'esperienza che è in grado di offrire è molto più vicina a Rift e Vive, piuttosto che a Go e Gear VR. Se avete una Playstation, e siete dei giocatori appassionati, allora è PS VR che dovreste considerare.

Domande dei lettori

Posso vedere il monitor del PC?

Attualmente l'applicazione Big Screen, in beta, permette di fare lo streaming dei contenuti del PC. Proveremo più approfonditamente l'applicazione nei prossimi giorni.

Ha le App Android?

No, ha un suo store con le sue App. Tramite questo link si possono vedere le applicazioni ed esperienze disponibili:

Può essere un buon prodotto per la visione di film?

Dipende dalle proprie priorità. Se si cerca un grande schermo, allora la risposta è positiva, poiché l'effetto che si ha, ad esempio con l'applicazione di Netflix, è di essere in una stanza con davanti a se un grande schermo di un proiettore, o addirittura si ha la sensazione di essere in una sala cinematografica. L'immagine non sarà però nitida, poiché si noteranno i pixel che la compongono. Quindi se l'obiettivo è l'elevata qualità dell'immagine, allora la risposta è negativa.

Chi porta gli occhiali può usarlo?

Si, nella confezione è presente anche una mascherina che aumenta lo spessore e permette di indossarli con gli occhiali.

Si può regolare la distanza tra le lenti?

No.

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