Particolarità tecniche, funzioni speciali e software

Il sensore d'immagine CMOS Exmor R full-frame 35 mm, il medesimo dell'α9 ma con filtro passa-basso anti-aliasing (AA), vanta una risoluzione di 24,2 Mpixel, la retroilluminazione e un design delle micro-lenti con chip gapless per sensibilità e gamma dinamica superiori. Il front-end LSI consente di raggiungere una velocità di lettura dei dati due volte maggiore rispetto alle mirrorless della generazione precedente.

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La gamma dinamica raggiunge i 15 EV alle basse sensibilità. La migliore riproduzione dei dettagli e la maggiore riduzione del rumore in aree specifiche permettono di ridurre il rumore e di mantenere, nel complesso, un senso di risoluzione elevata. Anche la riproduzione dei colori è stata migliorata significativamente. L'α7 III supporta l'uscita RAW a 14 bit, anche per lo scatto continuo e per scatti silenziosi.

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Il processore d'immagine è l'ultima versione del noto Bionz X

Anche questa fotocamera è dotata del sistema di stabilizzazione dell'immagine Steady Shot a 5 assi già presente sull'α7R III. Oltre ai movimenti di beccheggio e imbardata frequenti utilizzando i teleobiettivi, questo sistema rileva e compensa in modo efficace le vibrazioni sugli assi X e Y nello scatto dei primi piani, oltre al rollio che si verifica nelle fotografie e i filmati di notte. I sensori giroscopici di precisione rilevano anche i minimi movimenti della fotocamera in grado di causare il mosso, con un'efficacia reale di 5 f/stop sulla velocità dell'otturatore:

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In aggiunta, è compatibile con gli obiettivi serie A tramite un adattatore di montaggio, oltre che con gli obiettivi con attacco E.

Gli esempi seguenti mostrano alcuni scatti, estratti da sequenze più ampie, che permettono di valutare l'efficacia di questo stabilizzatore d'immagine:

Stabilizzatore disattivato (a sinistra) e attivato nel modo auto (a destra), crop 1:1 dell'immagine, zoom Sony FE F3,5-5,6 OSS 28-70mm fornito in dotazione alla focale di circa 50 mm

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1/30 sec.
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1/15 sec.
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1/8 sec.
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1/4 sec.

Efficacia dello stabilizzatore all'altezza delle aspettative! Abbiamo scattato anche ad 1/3 di secondo a mano libera e l'immagine non era sostanzialmente mossa, quindi possiamo confermare quanto dichiarato dal costruttore: l'efficacia reale è compresa fra 4 e 5 f/stop.

L'α7 III consente il trasferimento dei file su smartphone, tablet, computer o server FTP tramite Wi-Fi, ma include anche Bluetooth e NFC:

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Il controllo a distanza One touch trasforma lo smartphone o tablet in un mirino/telecomando. La condivisione One touch trasferisce le foto e i video al proprio dispositivo per la condivisione sui social network. Basta installare l'app PlayMemories Mobile tramite Wi-Fi sul dispositivo Android con NFC e avvicinare il dispositivo alla fotocamera per stabilire una connessione. Se lo smartphone non dispone di NFC, basta usare il codice QR per associare i dispositivi.

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L'applicazione PlayMemories Home può essere utilizzata su un PC per organizzare su una mappa le foto importate nel computer.

Funzioni speciali e software

L'α7 III è dotata di un sistema anti-flickering per minimizzare l'effetto di sfarfallio sulle foto, un sistema introdotto per la prima volta da Canon con la EOS 7D Mark II. Lo sfarfallio provocato da luci fluorescenti e altre sorgenti artificiali viene rilevato automaticamente e i tempi dell'otturatore vengono regolati di conseguenza. Ciò consente di eliminare le anomalie di esposizione e cromatiche che possono interessare la parte alta e bassa delle immagini scattate con velocità dell'otturatore elevate, oltre alle incoerenze di esposizione e dei colori tra gli scatti continui.

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Sempre riguardo agli scatti continui, le immagini possono essere visualizzate in gruppi, eliminate o protette con un'unica operazione. Ciò facilita non poco la gestione di sequenze di molte immagini, tipiche nell'utilizzo della fotografia naturalistica e sportiva. Inoltre, grazie a una maggiore capacità di raffica e alla compatibilità con i supporti UHS-II, la fotocamera semplifica notevolmente la scrittura dei dati sulle schede di memoria. Il pulsante Fn e quello del menu consentono di modificare le impostazioni subito dopo lo scatto continuo, mentre la scrittura dei dati è in corso.

Il software Imaging Edge, più sofisticato rispetto al già noto Playmemories, moltiplica le potenzialità creative dell'intero processo di scatto, dalla pre-elaborazione alla post-elaborazione.

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Imaging Edge offre tre applicazioni per PC scaricabili gratuitamente - Remote, Viewer ed Edit - che supportano la cattura d'immagini in remoto con visualizzazione live su PC e lo sviluppo RAW

Qui il link per il download.

Un'altra suite software disponibile gratuitamente per il download è Capture One Express, nella versione per Sony. Si tratta di un software di editing delle immagini gratuito che offre un convertitore RAW di fascia alta, la gestione semplice dei file immagine e strumenti di editing potenti.

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Qui il link per il download.

A pagamento è disponibile Capture One Pro (per Sony) per disporre di ancora più strumenti di editing e della funzione di scatto con PC connesso.

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Prestazioni

Rumore agli alti ISO in JPEG

Potete scaricare le foto di test in formato originale da questo link.

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ISO 3200 - 6400
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ISO 12800 -25600
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ISO 51200 - 102400
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ISO 204800

Visualizzando le immagini ridimensionate alla risoluzione del monitor, il rumore inizia ad essere visibile a 6400 ISO, ma diciamo che sino a 12800 ISO può essere ritenuto sotto controllo. Da questo valore in poi inizia a crescere in maniera evidente, ma a 51200 ISO la camera è ancora utilizzabile con risultati più che discreti. Oltre si inizia a percepire una sensibile perdita del dettaglio e una variazione di tinta e il valore massimo di 204800 è da usare in caso di necessità.

Interessante il confronto con l'α7R III:

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ISO 25600, α7 III a sinistra e α7R III a destra
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ISO 51200, α7 III a sinistra e α7R III a destra

Il risultato è evidente a vantaggio dell'α7 III. Come prevedibile, il sensore meno denso (24 Mpixel contro 42 Mixel) ha la meglio in quanto i fotositi, essendo più grandi, sono più efficienti e quindi catturano più luce massimizzando il rapporto S/N.

Anche su questo modello è possibile variare l'entità della riduzione del rumore agli alti ISO:

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Da sinistra, variazioni ottenute cambiando l'entità d'intervento del riduttore di rumore agli alti ISO (disattivato, basso, normale) a 25600 ISO

Il file in formato RAW (ARW per Sony) è visualizzabile solo da alcuni browser come anteprima a 1616 x 1080 pixel rispetto all'originale da 6024 x 4024 pixel. Lo stesso file che in JPEG pesava, ad esempio, 17,7 MB, in ARW raggiunge 47 MB, che comunque - a parità di immagine - sono poco più della metà rispetto all'α7R III!

Prestazioni (autofocus)

Il sistema di messa a fuoco automatica 4D ottimizzato di cui è dotata l'α7 III rappresenta, come per le altre Sony α di ultima generazione (sia mirrorless che reflex) il vero punto di forza di questa fotocamera. Quasi identico a quello adottato dal modello punta α9, è di tipo ibrido (rilevamento di contrasto e di fase assieme), vanta 693 punti AF a rilevamento di fase sul piano focale, cui si aggiungono 425 punti AF a rilevamento di contrasto. Questo sistema AF copre circa il 93% dell'inquadratura, garantendo una messa a fuoco e un tracking affidabili anche per i soggetti più difficili da catturare.

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Sulla nuova Sony α7 III l'area di MAF può essere ampia (693 punti - AF a rilevamento di fase, 425 punti - AF a rilevamento di contrasto), a zona, centrale, spot flessibile (S/M/L), spot flessibile allargato, blocco AF (ampio / zona / centrale / spot flessibile (S /M/L)

Anche la risposta e il tracking AF sono stati notevolmente migliorati, con una velocità di messa a fuoco e di tracking di circa due volte rispetto all'alpha 7 II, grazie alla più rapida lettura del sensore immagine. Ciò consente di catturare movimenti complessi e imprevedibili con una precisione e un'accuratezza di gran lunga maggiori.

Ben 4 pagine del MENU sono dedicate alle impostazioni dell'AF:

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In questo nuovo modello è disponibile anche la già nota funzionalità Eye AF, già vista sull'α7R III, perfino in modalità AF-C, estremamente utile per le situazioni in cui il soggetto si sta girando, sta guardando verso il basso o è coperto in altro modo. Funziona anche quando la fotocamera viene usata con obiettivi ad attacco A di Sony tramite l'adattatore LA-EA3 opzionale.

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Ulteriori miglioramenti nella flessibilità della messa a fuoco includono l'aggiunta di un multi-selettore o "joystick" a 8 direzioni per lo spostamento rapido dei punti di messa a fuoco, l'aggiunta della funzionalità di messa a fuoco touch, la disponibilità AF nella modalità di zoom della messa a fuoco, un pulsante di attivazione AF, la possibilità di microregolazione dell'AF e molto altro.

La risposta dell'autofocus è pressoché istantanea, come prevedibile, anche se nel momento in cui si preme il tasto dell'otturatore si osserva in certe condizioni il fenomeno del focus hunting (il che accade probabilmente quando l'algoritmo del sistema di MAF da priorità ai punti a rilevamento di contrasto rispetto a quelli di fase).

Per testare le capacità del sistema in modalità tracking, abbiamo impostato la macchina nel modo di scatto continuo con la MAF continua e la sensibilità AF sul valore standard, riportando nella seguente tabella i risultati ottenuti secondo l'area AF selezionata. Come soggetto abbiamo scelto una persona in corsa verso la fotocamera.

N.B. Per gli scatti è stato utilizzato l'obiettivo Sony FE F3,5-5,6 OSS da 28-70mm

Movimento soggetto Burst rate Area AF Numero di scatti totale Numero di immagini perfettamente a fuoco Percentuale d'immagini a fuoco sul totale
Rettilineo lento verso la fotocamera Basso Punto centrale 41 38 93%
Zig zag lento con soggetto che arriva all'estremo del campo inquadrato Medio Ampia 26 21 84%
Zig zag Medio Ampia 51 51 100%
Totalmente irregolare Medio Ampia, modo tracking agganciato sul soggetto 75 74 99%

Il sistema AF 4D dell'α7 III si riconferma uno dei migliori in assoluto, forse addirittura il migliore (ovviamente assieme a quello della sorella α9) in modalità tracking, purché l'obiettivo lo assecondi nel migliore dei modi.

Il sistema esposimetrico si basa su un sensore CMOS Exmor R a 1200 zone e ha una sensibilità da -3 a +20 EV equivalente a ISO 100 con obiettivo f/2.0 montato. Prevede le seguenti letture:

  • Multipla
  • Centro
  • Spot
  • Media schermo intero
  • Highlight

Ovviamente si può decidere se la misurazione spot deve essere al centro del fotogramma o collegata al punto di MAF.  

Per il controllo della dinamica si fa uso del noto DRO (Dynamic Range Optimizer) Sony settabile su 5 posizioni, la cui efficacia è già stata comprovata su altri modelli della Casa.

Non manca l'HDR, anche in questo caso con possibilità d'impostazione totalmente automatica o manuale fino a ± 6 EV.

Obiettivi

Abbiamo provato l'α7 III con due obiettivi, il Sony FE F3,5-5,6 OSS 28-70mm, fornito in kit con la macchina stessa, e lo Zeiss Sonnar T* FE 55 mm F1,8 ZA.

Il primo è uno zoom standard caratterizzato da una gamma di lunghezze focali compresa fra 28 mm e 70 mm, la scelta ideale per gli scatti di tutti i giorni: paesaggi, istantanee, street photography.

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Il Sony FE F3,5-5,6 OSS 28-70mm è privo di qualsiasi interruttore sul barilotto, tutto si aziona dalla macchina, come ad esempio l'attivazione dello stabilizzatore ottico SteadyShot di cui è dotato

Di luminosità non particolarmente elevata, questo zoom dal design leggero (295 gr.) e compatto offre un ottimo livello costruttivo, considerando il prezzo di listino 550 euro (acquistato non in kit), struttura resistente a polvere e umidità, diaframma a 7 lamelle arrotondate.

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Lo schema ottico prevede tre elementi asferici ed un elemento ED

Il secondo è un obiettivo standard da 55 mm caratterizzato dalla leggendaria qualità del marchio ZEISS, prodotto e calibrato appositamente per i prodotti imaging di Sony. L'apertura massima di f/1.8 consente di scattare a mano libera anche in condizioni di luce scarsa e di ottenere un bokeh di sicuro effetto. Il rivestimento antiriflesso T* offre un rendering e un contrasto inappuntabili.

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Questo obiettivo è resistente a polvere ed umidità

Lo schema ottico prevede 7 elementi in 5 gruppi, fra cui tre lenti asferiche. L'apertura circolare a 9 lamelle permette effetti di sfocatura di sicuro effetto.

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L'unico appunto che ci sentiamo di muovere è il prezzo molto elevato. Pur considerando il prestigio del marchio Zeiss, la costruzione in metallo impermeabile, l'utilizzo di tre elementi asferici, 1.100 euro per un obiettivo standard sono davvero tanti.

In termini di prestazioni, abbiamo messo a confronto lo zoom Sony con il focale fissa Zeiss a 55 mm per valutarne la nitidezza, sia a tutta apertura che a f/8:

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Sony FE F3,5-5,6 OSS 28-70mm a sinistra, Zeiss Sonnar T* FE 55 mm F1,8 ZA e destra, f/4, centro, crop 1:1

Come si vede chiaramente, la nitidezza dello Zeiss è visibilmente superiore a quella dello zoom Sony: un risultato scontato.

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Sony FE F3,5-5,6 OSS 28-70mm a sinistra, Zeiss Sonnar T* FE 55 mm F1,8 ZA e destra, f/4, bordo, crop 1:1

Al bordo le differenze sono ancora più consistenti: lo zoom Sony rivela la sua natura economica nelle prestazioni ottiche a tutta apertura.

Chiudendo invece a f/8:

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Sony FE F3,5-5,6 OSS 28-70mm a sinistra, Zeiss Sonnar T* FE 55 mm F1,8 ZA e destra, f/8, centro, crop 1:1

Chiudendo il diaframma lo zoom Sony recupera tantissimo e ottiene risultati confrontabili con il Zeiss a focale fissa al centro del fotogramma.

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Notevole miglioramento del Sony a f/8 rispetto a tutta apertura, tuttavia non raggiunge le prestazioni dello Zeiss che risulta comunque sempre più nitido.

Inoltre, abbiamo notato che il Sony tende a soffrire un po' di flare e ghosting, un comportamento comune ad altre ottiche prodotte dal costruttore giapponese, a meno che si vada sulla serie G Master o Zeiss:

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Il Sony FE F3,5-5,6 OSS 28-70mm presenta qualche bagliore sui punti luce e delle inter-riflessioni evidenti
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