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Recensione Sony Xperia XZ

‎Il nuovo smartphone di fascia alta di Sony di fine 2016 è il modello di cui il produttore nipponico avrebbe avuto bisogno 6 mesi fa, grazie ad alcuni degli aggiornamenti più importanti degli ultimi anni per un Xperia. Ma sarà abbastanza?‎

Recensione Sony Xperia XZ

Sony Xperia XZ

Il Sony Xperia XZ rappresenta un grande ritorno per il produttore nipponico, con ottime prestazioni in tutti i settori e grandi miglioramenti per la fotocamera principale. Restano però alcuni limiti che lo rendono adatto più che altro ai fan del brand.

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Più le cose cambiano più rimangono le stesse. Con l'abbandono della linea Xperia Z e l'adozione della nuova famiglia Xperia X, Sony sembrava apparentemente aver perso interesse per la corsa alle specifiche tipica degli smartphone top gamma. Eppure, meno di sei mesi dopo ecco un nuovo modello di fascia alta.Il nome scelto ci dice molto della natura del telefono, che si pone in continuità con gli Xperia X e X Performance introdotti quest'anno, ma con riferimenti anche alla vecchia serie Z, in particolare per quanto riguarda lo schermo più grande, una batteria più capiente e alcuni aggiornamenti molto importanti per la fotocamera, tra cui, per la prima volta in uno smartphone Sony, l'introduzione di un sistema di stabilizzazione hardware.

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‎Questo è il telefono di cui Sony avrebbe avuto bisogno sei mesi fa, e senza dubbio un dispositivo più completo del troppo costoso X Performance. Ma dalla primavera scorsa la concorrenza nel segmento high-end non si è attenuata e Xperia XZ dovrà affrontare come già il suo predecessore un gruppo di agguerriti competitor. Lo smartphone Sony più interessante degli ultimi due anni sarà quindi all'altezza della sfida? Vediamolo assieme.

Hardware

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Come tutti i più recenti smartphone Sony, anche Xperia XZ è fondamentalmente un enorme rettangolo, ma a differenza dei precedenti modelli questa volta l'equilibrio è più spostato verso l'ergonomia. Il comfort nasce dalla composizione della scocca che, come quella del modello precedente, è realizzata con un mix di parti in policarbonato e metallo, il cui equilibrio però è diverso da quello dei modelli precedenti, donandogli una maggiore sensazione di equilibrio.

In ogni caso la mano entra principalmente in contatto col policarbonato, una soluzione che sembra essere meno premium rispetto all'Xperia Z5 dell'anno scorso, con la sua cornice in alluminio. Così alla fine la sensazione è che Sony abbia fatto un passo avanti per l'ergonomia e due indietro per il design, prendendo alcune decisioni più sulla base del contenimento dei costi che dell'estetica.

Sul fianco destro troviamo una collezione di pulsanti, per l'accensione, la regolazione del volume e l'attivazione della fotocamera. Il fianco superiore e quello inferiore sono piatti, col primo che ospita un jack audio da 3.5 mm e il secondo una porta USB-C. Xperia XZ è uno smartphone molto grande, con cornici frontali superiori e inferiori molto ingombranti e uno spessore di 8.1 mm che lo fa sembrare un po' goffo rispetto ad altri competitor, soprattutto se si tiene presente che ha una diagonale di 5,2 pollici. Xperia XZ non è brutto di per sé ma è difficile entusiasmarsi per uno smartphone dal design anonimo, con l'eccezione di qualche tocco. È solido, non esaltante.

Del display invece non ci si può proprio lamentare. Si tratta di un LCD con tecnologia Triluminos, in grado di offrire la stessa qualità di qualsiasi altro smartphone top gamma Android. Forse il Galaxy S7 ed altri competitor possono contare su una densità di pixel superiore, ma da qualsiasi altro punto di vista lo schermo è al top. Il pannello non ha evidenziato distorsioni significative al massimo angolo di visione ed è dotato del software X-Reality che migliora contrasto e dettagli quando si visualizzano foto e video.  Come abbiamo sempre detto, con questa diagonale una risoluzione 1080p è perfetta e non fa rimpiangere la maggior densità degli schermi di altri modelli.

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Per quanto riguarda l'audio, Sony continua a utilizzare una coppia di altoparlanti stereo con emissione frontale, che offre un ottimo volume ma manca un po' di pienezza sui bassi, a differenza ad esempio del top gamma di HTC. Il comparto audio serba comunque altri assi nella manica, come ad esempio la capacità di effettuare un upsampling dei file compressi, aumentandone la qualità.

All'interno il Sony racchiude una piattaforma hardware allineata a quella della concorrenza, con un SoC Snapdragon 820, 3 GB di RAM e 32 GB di spazio dedicato allo storage, mentre la batteria da 2900 mAh costituisce un utile aggiornamento rispetto al precedente modello da 2620 mAh, assicurando sempre un'ottima autonomia. Gli unici problemi li abbiamo infatti riscontrati durante il setup iniziale, quando è stato necessario scaricare tantissimi dati tramite connessione LTE per aggiornare tutte le app. Anche la GPU Adreno 530 ha impressionato positivamente, gestendo con facilità i giochi a 1080p.

Le maggiori novità riguardano però soprattutto la fotocamera che per la prima volta offre uno stabilizzatore ottico a 5 assi che, secondo Sony, nessun competitor può vantare. Ad esso si abbina un sensore Sony Exmor RS da 23 Mpixel, un autofocus laser e un nuovo sensore colore. Il tutto assicura prestazioni equivalenti a quelle dello Xperia X in situazioni di forte illuminazione ambientale, ma molto superiori in caso di poca luce.

Il Sony Xperia XZ inoltre può vantare anche l'impermeabilità della scocca, una soluzione tipica dei prodotti Sony ma che quasi nessun competitor può offrire.  Si tratta indubbiamente di un valore aggiunto che contribuisce a differenziare i prodotti dell'azienda nipponica e fa stare tranquilli gli utenti nei pressi di una piscina o sotto una pioggia torrenziale.

Software

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Durante l'ultimo anno Sony ha diminuito il grado di personalizzazione di Android, focalizzandosi più che altro su alcune app e servizi differenzianti, e lasciando invece intatto il cuore dell'interfaccia Material di Android e questa tendenza è proseguita anche nel nuovo Xperia XZ, che riprende lo stesso approccio dell'Xperia X. Le principali differenze si concentrano così unicamente attorno alla particolare lock screen, al launcher e a un pugno di app proprietarie, tra cui quella in stile Material del meteo.

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Una delle principali novità è la possibilità di richiamare Google Now sulla home screen, dividendo la schermata in due in senso verticale tramite uno slide da sinistra verso il centro. Per il resto ci sono solo alcuni piccoli tocchi su quella che resta essenzialmente una versione vanilla di Android. Particolari come pulsanti personalizzati per le impostazioni veloci, il launcher con i consigli su app e download e la funzione Stamina che va ad affiancarsi a quella Doze per consentire di risparmiare la batteria limitando i dati in background e la potenza di calcolo quando l'autonomia è troppo bassa.

A parte le solite cose come le app Sony per foto e musica, si segnala soltanto un News Reader in grado di notificare l'utente in caso di aggiornamenti e Sony What's New, che consente di restare semrpe aggiornato sulle novità inerenti alle app e ad altro ancora. ‎Tutte queste app si situano all'interno di un più ampio ecosistema Sony, ma l'integrazione tra le applicazioni precaricate e i servizi proprietari è gestito in modo tale da non risultare una distrazione se non si desidera utilizzarli.‎  Nell'utilizzo quotidiano dunque non molto è cambiato rispetto a quanto offerto a maggio dall'Xperia X. L'unica novità è la funzione Smart Cleaner che serve per ottimizzare lo smartphone, eliminando vecchi file e liberando memoria per le app più utilizzate, sulla falsariga di quanto già offerto da competitor come HTC o Samsung.

Fotocamera

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La fotocamera è presente sugli smartphone Sony da sempre, tuttavia l'azienda nipponica non è rimasta al passo coi tempi ultimamente, non integrando sui propri prodotti soluzioni come la stabilizzazione ottica o l'autofocus laser, veri trend di mercato che hanno giocato un ruolo importante in alcuni dei migliori camera phone di questa generazione. Finalmente però Sony ha messo fine a questo atteggiamento, integrando nell'Xperia XZ uno stabilizzatore a 5 assi mutuato dalla gamma di videocamere HandyCam, un sensore per la gamma colore e un autofocus laser.

Sony continua a utilizzare un sensore Exmor RS da 23megapixel e un obiettivo con apertura focale f/2.0. Come impostazione standard inoltre Experia XZ effettua un downsample delle immagini catturate a 8 Mpixel. Durante le nostre prove siamo passati più volte da 8 a 23 Mpixel, decidendo alla fine di impostare la fotocamera su quest'ultimo valore, così da avere più spazio di manovra per zoomare mantenendo al contempo un buon livello di dettaglio.

L'adozione dello stabilizzatore ha poi apportato diversi vantaggi alla fotocamera Sony, in particolare quando si scattano immagini in ambienti chiusi o comunque in condizioni di scarsa illuminazione ambientale. Normalmente la maggior parte degli scatti catturati in modalità Superior Auto sono davvero sorprendenti ma non mancano alcune controindicazioni.

Prima di tutto sembra più facile di quanto avremmo voluto ottenere immagini mosse quando c'è davvero poca luce e il sistema di stabilizzazione Sony sembra più sensibile ai movimenti delle mani rispetto agli equivalenti di Samsung o LG. Occasionalmente inoltre il sensore della gamma colore sbaglia in maniera vistosa, conferendo alle scene all'aperto un innaturale alone verde o azzurro, confusione che può emergere anche nella modalità Superior Auto.

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L'altro difetto riguarda l'eccesso di aumento di contrasto applicato via software alle immagini catturate dal sensore da 23 Mpixel per migliorarne la nitidezza, fino a rendere certe volte le immagini del tutto innaturali, senza contare che quelli che sembrano ottimi dettagli si trasformano in rumore non appena si inizia a zoomare su una foto.

L'app fotocamera Sony non è molto cambiata rispetto a quella dello Xperia X. Uno slider sulla destra consente di passare da una modalità all'altra, anche se per la maggior parte del tempo molto probabilmente preferirete impostare su Auto+. Per un controllo più fine comunque è disponibile la modalità Manuale che consente di settare a proprio piacimento praticamente tutti i parametri disponibili, scegliendo il tipo di scena, il valore ISO, attivando l'HDR o il tracciamento degli oggetti e impostando i tempi di esposizione.

Il sistema di stabilizzazione Sony dà comunque il meglio di sé nella cattura dei filmati, contribuendo a realizzare video a 1080p/60 FPS sempre fluidi anche in scarse condizioni di luce con pochissimo rumore. Nell'insieme dunque si tratta del miglior camera phone realizzato fino ad oggi da Sony, ma a nostro avviso non raggiunge comunque gli standard garantiti da Apple o Samsung. Sony ci va comunque molto vicina e la situazione potrebbe migliorare ulteriormente con qualche aggiornamento del software.

La nuova fotocamera frontale da 13 Mpixel fa un ottimo lavoro in piena luce o anche in ambienti chiusi ma la qualità degrada rapidamente quando ci si trova in luoghi più bui. Nell'insieme non si comporta male ma non raggiunge nemmeno i livelli ad esempio della fotocamera frontale dell'HTC 10.

Autonomia

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Il Sony Xperia XZ è uno smartphone con una solida autonomia di un giorno, ma niente di più a meno che non lo utilizziate davvero con molta parsimonia. Del resto si tratta di un risultato nella media per uno smartphone con una batteria di questa capacità abbinata a uno Snapdragon 820 e a un display da 5.2 pollici.

‎Durante il nostro periodo di utilizzo ci siamo sempre attestati attorno alle 12/14 ore di autonomia quotidiana in modalità 4G-LTE, prima che Xperia XZ entrasse in modalità Stamina con carica residua di circa il 30%, che si traduceva solitamente in altre 3 ore di autonomia. Un risultato di tutto rispetto per uno smartphone Android.

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‎Come già accennato, la modalità Stamina della batteria è utile per offrire ulteriore autonomia quando la batteria è ormai quasi scarica e Sony include due modalità, Stamina e Super Stamina, che variano tra loro per il numero di attività in background che si preferisce tagliare in nome di una maggior durata della batteria. Vi è un sensibile decremento delle prestazioni però quando questa modalità è attiva, quindi probabilmente non è qualcosa che prenderete l'abitudine di utilizzare. In ogni caso, quand'è il momento di ricaricare il dispositivo, grazie alla tecnologia QuickCharge 3.0 non resterete a lungo sotto il 50%.

Nell'insieme siamo soddisfatti delle prestazioni della batteria offerte dal Sony Xperia XZ. Forse qualcuno proveniente da un precedente smartphone Xperia con autonomia davvero fenomenale potrebbe restare deluso, ma per la maggior parte degli utenti andrà benissimo.

Verdetto

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Sony è tornata quasi in perfetta forma. Xperia XZ è un solido dispositivo che fa bene un sacco di cose, uno smartphone capace di ripristinare la fiducia dei fan Sony. Il suo più grande peccato probabilmente è quello di sembrare un po' insignificante ma se si guarda oltre il suo aspetto monolitico ci sono molte cose positive.

Sony ignora il trend dei display 2K scegliendo invece un ottimo pannello 1080p, col vantaggio di migliorare l'autonomia. Le prestazioni sono buone in tutti i contesti d'uso e il software Sony è sobrio e ben bilanciato per quanto riguarda l'equilibrio tra personalizzazione e fluidità d'uso. Finalmente inoltre c'è stato un consistente salto in avanti per quanto riguarda la qualità della fotocamera, con importanti novità hardware che si traducono quasi sempre in fotografie migliori.

Il problema per Sony, come del resto per molti altri produttori di smartphone Android based è l'exploit di Samsung. La fotocamera è ottima ma non è la migliore, lo stesso si può dire per lo schermo, la qualità costruttiva e la batteria. Per questi motivi l'appeal del Sony Xperia XZ è limitato agli appassionati del brand nipponico. Se siete tra questi, o se non avete preferenze per altri marchi, lo troverete un ottimo smartphone.

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