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Restarter, la risposta al consumismo hi-tech usa e getta

Sono sempre più diffusi anche in Italia i Restarter, gruppi di persone che si incontrano dal vivo per mettere in comune conoscenze tecniche e provare a riparare elettrodomestici e altri dispositivi hi-tech malfunzionanti, anziché buttarli. Solo una moda o nuova tendenza?

Restarter, la risposta al consumismo hi-tech usa e getta

Si chiamano restarter e sono un vero e proprio movimento che dall'Inghilterra si sta diffondendo anche qui da noi. L'obiettivo è di combattere il consumismo dell'usa e getta attraverso incontri dal vivo in cui i partecipanti mettono in comune conoscenze tecniche nel tentativo di riparare prodotti hi-tech e semplici elettrodomestici malfunzionanti anziché buttarli

direttamente come siamo abituati a fare. Tutto in forma gratuita e volontaria.

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Il progetto originale nasce a Londra ma in Italia sono già cinque i gruppi attivi a Milano, Torino, Firenze, Aosta e Langhe-Roero, in provincia di Cuneo. I partecipanti si contattato attraverso Facebook ma poi si incontrano durante i Restart Party, vere e proprie feste a tema, ospitate in sale messe a disposizione da un'infinità di associazioni.

Benché ancora poco visibili sul territorio, soprattutto in Italia, il progetto Restart fa parte di un movimento molto più grande, di portata europea ma anche mondiale, che cresce certamente al ritmo della crisi che rende sempre più insostenibile la corsa a ricomprare, ma che risponde anche a una visione più ampia, anticonsumistica e green (perché diminuire i rifiuti tecnologici e recuperare quelli malfunzionanti significa inquinare molto meno). Se da noi i gruppi al momento sono ancora esigui, altrove in Europa la tendenza è molto più affermata. Pensiamo ad esempio ai Repair Cafè, nati nel 2009 in Olanda e ora diffusissimi in tutto il Nord Europa.

obsolescenza programmata italia c

In Svezia si va addirittura oltre, grazie a una legge di recente approvazione, che garantisce agevolazioni fiscali per chi ripara e ricicla elettrodomestici, abiti e calzature invece di buttarli nella spazzatura. Segni di questa mentalità inoltre si trovano anche al di fuori del Vecchio Continente, magari in forme differenti e più autonome, ma altrettanto forti, come ha raccontato ad esempio l'ex ingegnere di Google che ha costruito un iPhone 6s acquistando tutto il necessario dalla miriade di rivenditori e piccoli negozi presenti nella città cinese di Shenzen.

Leggi anche: Obsolescenza programmata, siamo costretti ad arrenderci?

Insomma, al di fuori delle nostre abitudini dettate dalla pigrizia e da una certa resistenza all'impegno e alla novità, c'è tutto un movimento che punta al risparmio intelligente anziché al consumo ottuso e che in alcuni casi sta diventando anche politico, sfidando il consumismo attraverso la richiesta ai legislatori di approvare leggi contro l'obsolescenza programmata e l'obbligo per i produttori di reintrodurre nei manuali d'uso le istruzioni per alcuni elementari interventi di riparazione, come avveniva fino a una trentina di anni fa. In alcune nazioni come Francia e Germania ci sono già alcune leggi sull'argomento. Non da noi invece, dove indovinate un po'? Sono impantanate da anni in Parlamento.


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