Riforma delle TLC, dall'Unione Europea arriva il primo OK

Dall'Europarlamento è arrivato il primo, fondamentale via libera all'accordo raggiunto lo scorso mese riguardo alla riforma del settore delle telecomunicazioni in Europa, che prevede incentivi e investimenti, soprattutto per quanto riguarda gli operatori specializzati in infrastrutture (wholesale only), sul modello di OpenFiber in Italia. La Commissione Industria ha infatti approvato oggi a larga maggioranza (56 voti a favore, 2 contro e 4 astensioni) il nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, su cui Commissione, Consiglio e lo stesso Parlamento UE avevano già raggiunto un'intesa politica lo scorso 5 giugno.

Il testo approvato oggi dovrà comunque ricevere l'ok finale in seduta plenaria e dai 28 Paesi membri, in modo da entrare in vigore entro la fine dell'anno, ma il primo fondamentale passo è stato compiuto oggi. Le nuove regole hanno lo scopo di incentivare lo sviluppo di reti in fibra ottica ad altissima velocità nonché modelli innovativi di investimento, in particolare quello appunto dei cosiddetti operatori non verticalmente integrati.

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Il Codice prevede per questi ultimi, specializzati nella realizzazione e nello sviluppo di infrastrutture di connettività, un regime differenziato e più favorevole rispetto a quello degli operatori TLC tradizionali, sia proprietari della rete che fornitori di servizi agli utenti finali. L'obiettivo, infatti, è di garantire gli investimenti necessari per fornire la banda larga ad altissima velocità ad altri operatori.

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Nel testo finale approvato dalla commissione industria viene inoltre confermato che gli operatori wholesale only manterranno la loro qualifica e i relativi benefici regolamentari anche qualora dovessero decidere di vendere i propri servizi all'utenza business e alla pubblica amministrazione.

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Tra gli altri capisaldi della riforma si parla anche di licenze d'uso ventennali per le frequenze e di un taglio dei costi per le chiamate internazionali all'interno della UE, con un tetto massimo di 19 centesimi al minuto per le telefonate e di 6 centesimi per gli SMS.

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Per Andrus Anisp, commissario Ue al Mercato unico digitale, le regole sono cruciali per spingere "la competitività dell'Europa, gettando le basi per lo sviluppo del 5G attraverso l'UE", mentre la commissaria al Digitale Mariya Gabriel ha sottolineato i vantaggi che ne deriveranno anche ai cittadini, che otterranno "accesso ai servizi di comunicazione a prezzi accessibili, compreso l'accesso universale a Internet per servizi di e-gov, banca online o videochiamate".

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