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Intervista a Federico Pistono, autore del libro "I robot ti ruberanno il lavoro, ma va bene così".

I robot ci ruberanno il lavoro ma ci ridaranno la vita

Comunismo 2.0? Neanche per sogno!

Qualcuno, a questo punto, starà già pensando che Pistono vuole un ritorno al comunismo. Un pensiero facile che però, a detta dell'autore, è sbagliato. "Dobbiamo abbandonare idee come i brevetti e il copyright per passare nell'arco di 20 anni a una società open source in cui l'accesso a ciò che ci serve per vivere è gratuito, libero e disponibile a tutti, non perché c'è un sistema centralizzato comunista, ma perché ognuno di noi, oppure ogni comunità, ha  accesso alle risorse che servono per una vita dignitosa. Il resto si scambierà tra paesi: ci sarà un mercato, ma sarà molto diverso, perché non si dipenderà dall'esterno per il 90% (N.d.R. come avviene oggi per l'Italia), ma magari per solo il 5%".

Insomma meccanizzazione e robotica sono opportunità per creare un ciclo produttivo efficiente, a patto che l'uomo cambi mentalità e anteponga alla propria natura istintiva e distruttrice il bene comune e lo sfruttamento al massimo delle risorse (limitate) presenti sul nostro Pianeta. Oggi la popolazione povera conta miliardi d'individui e troppe persone muoiono per carenza di cibo, soprattutto in tenera età. Una vergogna per una società dello spreco come quella odierna.

Il libro di Federico Pistono

Come fare però a indurre il cambiamento se i governi e i potenti del mondo altro non conoscono che numeri sul PIL (prodotto interno lordo) e non danno davvero il via a una transizione verso un nuovo modo di vivere? "Ritengo che si possa cambiare con la convergenza di due cose", ha affermato Pistono, "la prima è una tecnologia adeguata a permettere la transizione e la seconda è una presa di coscienza e un cambiamento di mentalità, che sono due cose che vanno a braccetto".

"[...] Pensate all'Internet delle cose, dove qualunque oggetto può spedire informazioni sulla rete su quanto vede, sente, su te stesso e chi ti sta intorno. Se non c'è un sistema di coscienza sociale adeguato si crea uno squilibrio enorme. Immaginatevi uno scandalo come quello fatto emergere da Edward Snowden nell'epoca dell'Internet delle cose. Oppure pensate ai chip sottocutanei, che ora sono usati in ambito medico, ma in futuro saranno diffusi come tecnologia in grado di migliorare le nostre capacità. Immaginatevi se quelle tecnologie fossero regolate da software proprietario, con migliaia di brevetti alla spalle e magari una backdoor sfruttabile da servizi segreti, terroristi, da qualche cracker (black hat) o malintenzionato, che sia un singolo, un governo o una multinazionale con accesso al tuo corpo o alla mente. Se non ripensiamo a usare la tecnologia in modo corretto, avremo problemi in futuro".

Sì, un pensiero che in parte o totalmente si può condividere, ma chi dice alle aziende che quanto hanno fatto sinora non va più bene? "È un grosso problema, ma se non vogliono diventare le prossime Kodak che un giorno sono leader di mercato e il giorno dopo sono in bancarotta, devono adattarsi".

I robot di oggi, ma non quelli di domani

"Una delle cose che bisogna fare a livello sociale è la riduzione dell'orario di lavoro, un passaggio che non penso avverrà facilmente a livello politico. Alcune aziende dovrebbero iniziare a imporre una riduzione dell'orario di lavoro internamente così da poter occupare più persone. E se riescono a usare bene la tecnologia possono rimanere competitive sul mercato, tenere stipendi alti e far lavorare di meno. Non è una scelta che molte aziende si sentono di fare perché immediatamente le rende meno competitive degli altri", afferma Pistono.

"Se la scelta dovesse essere fatta a livello legislativo, ci troveremmo davanti a un quadro in cui le aziende di una nazione si adeguano, ma poi subentra un problema di competitività con quelle estere. Quindi il problema è molto complesso, non so come si possa risolvere magicamente ma credo che bisogna ripensare al sistema di brevetti, aprendo le conoscenze e osservando che è possibile ricavarne maggiore beneficio. Prendiamo Google, che malgrado non sia aperta quando vorrei usa Android, che è un sistema aperto basato su Linux, il lavoro della comunità e di altre aziende, offrendo un software non solo valido ma che ora è anche il più diffuso al mondo. Il sistema aperto ha vinto su quello chiuso come quello di Apple, era inevitabile. Per il futuro dovremo spostarci verso la libertà".

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Felicità e misure per la transizione

Nel libro Federico Pistono affronta anche il tema della felicità nella società moderna. Nel capitolo dedicato ci sono diversi raffronti tra reddito e felicità, dove si scopre che superare un certo tetto di reddito mensile non porta maggiore felicità, e allo stesso modo l'aumento del PIL non è sinonimo di felicità personale, forse un fattore che andrebbe maggiormente portato al centro della nostra vita. Pistono mi ha anche parlato della sua idea di "forbice sociale", cioè la differenza tra lo stipendio minimo e massimo, regolamentata per legge.

"Questo aiuterebbe tantissimo l'economia. Oggi abbiamo una forbice di 1000 o più in alcuni casi. Ci sono manager che guadagnano 3/4 milioni quando magari l'ultimo dipendente dell'azienda porta a casa 800 euro. Capisco che chi ha un ruolo di responsabilità o fa di più debba guadagnare maggiormente di chi fa un lavoro meno importante. Però non è possibile che un lavoro sia 1500 volte più importante di chi si spacca la schiena nella catena di montaggio".

La ricerca della felicità

"Facendo sì che tutta la ricerca finanziata con soldi pubblici - università, bandi europei, etc - sia messa in open source, cioè diffusa a tutti, e mettendo una forbice sociale che conti anche i bonus, magari impostata a 20 volte il salario minimo e applicando un tetto simile anche le pensioni, troveremo soldi sufficienti per pagare un sussidio di disoccupazione - o reddito di dignità - per affrontare la transizione".

Il libro dà anche  dei consigli su cosa possiamo fare come singoli individui. Se v'interessa l'argomento potete acquistarlo per prenderne visione, ma per consentirvi di farvi un'idea ho chiesto a Pistono quali sono le cose facili da fare per cercare d'invertire la rotta rispetto al modello socio-economico attuale.

"Una delle cose che si può fare è pensare a ciò che ci rende felici. Tra queste c'è sicuramente passare del tempo con la famiglia o persone care. Un buon modo per farlo e risparmiare soldi è aprire un piccolo orto in giardino, oppure uno spazio che può essere anche il tetto, o addirittura dentro in casa, grazie un orto verticale creato con bottiglie di plastica, oppure con il sistema idroponico, che richiede pochissima acqua e non contempla pesticidi. Così si riduce, almeno in parte, la dipendenza da supermercati, si produce qualcosa in casa e si sta insieme".

Coltura idroponica

"Un'altra cosa che si può fare è pensare se effettivamente servono tre auto in famiglia, e se non è possibile prendere la bici ogni tanto per magari finire con l'accorgersi che l'auto non serve quanto pensiamo. Così la si può vendere e magari quando se ne ha l'esigenza la si affitta per i giorni necessari. Insomma pensare come spendere meglio i soldi e il tempo per essere più felici, anziché rincorre le spese assurde che dobbiamo sostenere. La persona ricca è chi ha un euro in più di quello che gli serve. Se tu guadagni 2000 euro al mese ma ne spendi 2500, sei povero; se ne guadagni 1500 ma te ne servono 1000, sei ricco. Insomma la domanda che dobbiamo porci è: le cose che ho e le cose che faccio mi servono e mi rendono felice? Se la risposta è no, allora si possono tagliare. Inoltre si può sostenere che chi sta già lavorando alla transizione, come chi lavora in progetti open source. Più sosterremo questi progetti, più facile sarà la transizione".

Esplori, non solo chiacchiere ma fatti concreti

Come avrete notato il tema di "società open-source" ricorre spesso nelle parole di Federico Pistono. È qualcosa che l'autore non ha voluto solo esprimere nero su bianco, ma anche con fatti concreti. Per questo ha fondato Esplori (qui il sito web), "il mio progetto a impatto positivo esponenziale" sottolinea Federico. L'obiettivo di Esplori è dare accesso a tutti a strumenti e risorse per imparare qualsiasi cosa, indipendentemente dalla posizione geografica, dalla lingua, o dalla propria situazione economica.

"C'è un grande vuoto, ci sono persone che vogliono imparare cose, in particolare perché il loro lavoro viene eroso dalla meccanizzazione e quindi devono aggiornarsi. Il modo migliore per farlo è tramite una piattaforma video online, per accedere alle conoscenze in qualunque lingua e materia, non solo materie tradizionali ma anche conoscenze pratiche che magari di permettono di costruire qualcosa manualmente. Qualsiasi cosa non coperta dai curricula tradizionali ma che sia utile", afferma Pistono.

Il computer è la porta d'accesso a nuove conoscenze

"Se sei un esperto in qualunque cosa potrai andare su Esplori, aprire il tuo account, creare il tuo corso e condividerlo con chi ti pare e avere gratuitamente gli strumenti per pubblicarlo e tradurlo. Il tuo corso potrai poi decidere se metterlo a pagamento oppure no. Noi forniamo l'ecosistema e cerchiamo di promuovere l'accesso alla conoscenza libera, ma ciò che farai delle tue creazioni sarà una tua scelta", aggiunge Pistono.

Purtroppo Esplori è un progetto nato fuori dall'Italia, con base a New York. Non gli ho nascosto il mio rammarico per questa sua decisione. "L'Italia purtroppo non è ambiente fertile per startup, ci sono pochissime possibilità. Sto cercando di cambiare questo stato di cose con Axelera, una non profit che ho fondato con altri compagni italiani della Singularity University", mi ha confidato Pistono, che comunque con Esplori tiene una porta aperta a tutti. "Abbiamo il team, il network, e siamo in discussione con investitori per il finanziamento della prima fase. Siamo aperti a investitori che hanno capito cosa stiamo facendo, anche italiani".

Adesso Esplori è una startup che conta cinque persone, più di 500 iscritti e tra questi oltre 30 si sono detti pronti a lavorare come volontari, ambasciatori. "Ci vorranno sei mesi di sviluppo per arrivare a un primo stadio, poi ci sono partner in 100 paesi che vogliono usare la piattaforma durante il programma pilota che durerà 3 mesi. A quel punto avremo abbastanza dati e feedback per una alpha privata, a disposizione di chi ha fatto la pre-iscrizione".

Auguro a Federico Pistono e al suo team di portare il progetto Esplori in porto, e consiglio a chi ama le tematiche che sono emerse in questa lunga chiacchierata almeno di dare uno sguardo al canale YouTube di Federico Pistono, se non acquistare "I robot ti ruberanno il lavoro, ma va bene così" su Amazon, iBooks e altre piattaforme come Lulu.com. Il libro è comunque disponibile gratuitamente a questo indirizzo. Chissà, magari vi ritroverete come il sottoscritto a valutare che tante cose che un tempo reputavo importanti ora non lo sono più, e che si può vivere bene anche con meno (all'apparenza).

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