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Robot subacquei cooperativi, WiMUST è ricerca italiana

Missione in Portogallo per i robot subacquei del progetto europeo WiMUST, frutto della ricerca italiana. Validato l'algoritmo di navigazione, che consente ai robot di localizzarsi tramite un meccanismo di trasmissione acustica che sfrutta i clock atomici per la stima delle distanze.

Robot subacquei cooperativi, WiMUST è ricerca italiana

I dati raccolti sono tutti da analizzare, ma intanto possiamo dire che i robot subacquei del progetto europeo WiMUST hanno fatto un buon lavoro. Da una prima stima qualitativa, infatti, gli esperti del progetto sono soddisfatti: i robot hanno mantenuto la formazione e hanno ultimato la missione.

WiMUSTOra i dati raccolti a Sines, in Portogallo, durante il secondo esperimento di integrazione che si è svolto dal 17 al 21 luglio scorsi, dovranno essere processati e questo richiederà del tempo.

Il secondo wet test ha visto impegnati tutti i partner del Progetto europeo di Robotica subacquea WiMUST, che è supportato da Horizon2020, diretto da ISME, Centro Interuniversitario di Sistemi Integrati per l'Ambiente Marino, e coordinato da Giovanni Indiveri dell'Università del Salento

In questo test per la prima volta abbiamo utilizzato due catamarani autonomi equipaggiati con sparker sismici: questo è stato molto stimolante per noi. Durante l'intensa settimana di integrazione è stato inoltre validato l'algoritmo di navigazione dei robot sub. Si tratta di un algoritmo relativamente complesso che consente ai robot di localizzarsi tramite un meccanismo di trasmissione acustica che sfrutta i clock atomici per la stima delle distanze. Da una prima stima qualitativa possiamo dire che tutto è andato bene, perché i robot hanno mantenuto la formazione e portato a termine la missione. Ora c'è l'analisi quantitativa da fare per verificare le prestazioni di dettaglio. Ci lavoreremo nelle prossime settimane, spiega il Coordinatore Giovanni Indiveri.

Il team di WiMUST in Portogallo
Il team di WiMUST in Portogallo

La missione di WiMUST è sviluppare sistemi avanzati di controllo cooperativo, per consentire ad un gran numero di robot marini di interagire attraverso la condivisione di informazioni, come un vero e proprio team. Si lavora, infatti, per ottenere un sistema alternativo di acquisizione geofisica in cui ogni streamer sarà trainato da un robot subacqueo piuttosto che da navi. I robot potranno essere più vicini al fondale e ci si aspetta, di conseguenza, una migliore qualità del segnale; inoltre si punta a disaccoppiare la sorgente acustica dai ricevitori permettendo di cambiare la forma dell'antenna acustica ottimizzando quindi le caratteristiche dei rilevamenti.  

Il progetto

WiMUST, è supportato nell'ambito di Horizon2020 e coinvolge Università, Enti di Ricerca e aziende da sei Paesi d'Europa (Portogallo, UK, Francia, Germania, Italia e Olanda). Il coordinatore del progetto è il professor  Giovanni Indiveri, docente di  Robotics e Fondamenti di Automatica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università del Salento. 

La caratteristica fondamentale di WiMUST consiste nell'uso di una squadra di robot marini autonomi cooperanti, in grado di ottimizzare la qualità dei dati di rilevamento e variare la geometria della formazione per l'esplorazione.  Le tecniche fino ad ora utilizzate per l'esplorazione geotecnica e geofisica dei fondali, prevedono l'utilizzo di una nave che rimorchia una sorgente acustica, in grado di generare un suono che penetra la colonna d'acqua illuminando il fondale. Il segnale di ritorno è acquisito da gruppi di ricevitori (idrofoni) montati lungo cavi (streamer) a loro volta trainati in superficie dalla nave. L'insieme degli streamer formano un'antenna acustica di geometria prestabilita. 

Partnership

Il progetto riunisce un gruppo di istituti di ricerca, società di rilevamento geofisico e alcune PMI con una comprovata esperienza in sistemi autonomi, comunicazioni, reti di controllo cooperativo e di navigazione, progettazione e fabbricazione di robot marini.  Oltre all' ISME, Centro Interuniversitario di Sistemi Integrati per l'Ambiente Marino, al quale afferiscono diverse Università Italiane (Università del Salento, Pisa, Genova e Cassino del Lazio Meridionale sono le Università di ISME che collaborano con WiMUST), sono coinvolti: IST Istituto Superiore Tecnico di Lisbona, CINTAL Centro di Investigazione Tecnologica di Algrave in Portogallo; l' Università di Hertfordshire in Gran Bretagna, e poi le aziende EvoLogics (Germania), Graal tech (Italia), CGG (Francia), Geo Marine Survey Sistems (Olanda) e Geosurveys (Portogallo). 


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