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Robotica, per la UE è tempo di scrivere le regole

Il parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di elaborare norme che regolamentino il rapporto tra robot ed esseri umani, soprattutto per quanto riguarda le responsabilità dei primi verso i secondi.

Robotica, per la UE è tempo di scrivere le regole

Con 396 voti a favore, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione tramite la quale ha chiesto alla Commissione europea di iniziare a sviluppare norme per disciplinare l'ambito della robotica. Non siamo ancora dinanzi alla stesura dell'equivalente delle famose tre leggi della robotica di Isaac Asimov (non a caso citato nel testo), ma comunque è un primo passo

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L'apertura del documento è assai suggestiva e tira in ballo diversi topoi dell'immaginario comune: "Dal mostro di Frankenstein ideato da Mary Shelley al mito classico di Pigmalione, passando per la storia del Golem di Praga e il robot di Karel Čapek, che ha coniato la parola, gli esseri umani hanno fantasticato sulla possibilità di costruire macchine intelligenti, spesso androidi con caratteristiche umane". Dal canto suo la Commissione non è tenuta a seguire le raccomandazioni del Parlamento, ma in ogni caso, se dovesse decidere di non farlo, dovrà spiegarne i motivi.

Il Parlamento ha avanzato diverse richieste ma quelle chiave, che rendono la richiesta normativa concreta e non astratta sono due: stabilire le responsabilità e istituire un'agenzia per la robotica e l'intelligenza artificiale. Secondo la relazione Delvaux, dal nome dell'eurodeputata relatrice, altre nazioni stanno già operando in tal senso e, visti i recenti sviluppi tecnologici, l'Europa non può permettersi di restare indietro in un ambito così importante per gli sviluppi futuri di tantissimi settori, dall'hi-tech a quello automobilistico.

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L'istituzione dell'agenzia per la robotica e l'intelligenza artificiale ad esempio è vista come fondamentale per fornire ai soggetti pubblici che dovranno operare nel settore le competenze tecniche, etiche e normative necessarie. Concepire strumenti che aiutino ad attribuire le responsabilità invece è fondamentale per sviluppare un quadro normativo completo, senza il quale le auto a guida autonoma di Livello 4 e 5 non potranno mai essere commercializzate.

Ma la visione del Parlamento europeo si spinge ancora più in là, pensando nel medio termine anche a norme per attribuire un vero e proprio status giuridico ai robot, visto che in futuro Intelligenze Artificiali e automi vari saranno sempre più avanzati, al punto di poter essere considerate delle persone (nel senso giuridico del termine) in grado di interagire e prendere decisioni e quindi anche di assumersi responsabilità.

Insomma il panorama tecnologico attuale e dei prossimi anni è in piena evoluzione ed è ora che i legislatori aggiornino il quadro normativo anticipando gli sviluppi anziché inseguirli affannosamente quando ormai è tardi.

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