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Samsung e il pasticcio del Note 7, tutto per battere Apple

Il Galaxy Note è un concorrente dell'iPhone 7 Plus, e Samsung avrebbe tentato di accelerare i tempi per sfruttare un'ipotetica delusione nei consumatori che avrebbe creato il nuovo smartphone Apple. Una corsa che ha però creato più problemi che vantaggi.

Samsung e il pasticcio del Note 7, tutto per battere Apple

Ormai è chiaro a tutti che Samsung ha combinato un bel pasticcio con il Galaxy Note 7, uno smartphone top di gamma delle qualità eccezionali ma piagato da un brutto difetto che ha costretto l'azienda a sospenderne la vendita e a richiamare gli esemplari già venduti - offrendo una sostituzione o un rimborso.

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Sono cose che capitano, certo, ma qualcuno si sarà domandato come abbia fatto un'azienda come Samsung a infilarsi in un ginepraio simile. Ebbene, secondo "fonti informate"

citate da Bloomberg, almeno in parte la frittata nasce dal fatto che Samsung avrebbe voluto approfittare di un iPhone 7 non particolarmente eccitante.

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"All'inizio dell'anno i manager della compagnia sudcoreana hanno cominciato a sentire voci secondo le quali il prossimo iPhone non avrebbe avuto innovazioni di rilievo. Il dispositivo avrebbe avuto un aspetto uguale a quello dei due modelli precedenti", scrivono i reporter di Bloomberg. "Così i massimi dirigenti di Samsung Electronics [...] hanno deciso di accelerare il lancio di un nuovo telefono, convinti che sarebbe piaciuto ai consumatori e che avrebbe sfruttato l'opportunità".

Se Apple non avesse offerto a consumatori nulla di interessante, ci avrebbe pensato certamente Samsung.

Rispettare le scadenze, arrivare sul mercato in agosto, però si è fatto difficile. Tutti i lavoratori coinvolti e i fornitori hanno dovuto rispondere a richieste insolite e gravose - un fornitore in particolare ha detto che Samsung, come cliente, da una parte chiedeva di fare in fretta e dall'altra cambiava idea di continuo su ciò che voleva.

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E anche per questo il Galaxy Note 7 è nato con quel fastidioso difetto della batteria che rischia di farlo esplodere, e che come sappiamo ha costretto Samsung a organizzare una campagna di richiamo mondiale per circa 2,5 milioni di esemplari di Note 7. Un'esperienza che almeno un ingegnere Samsung ha definito "umiliante" in un messaggio con il quale chiedeva di avviare il ritiro e rinunciava al suo bonus. Ritiro che come sappiamo è stato attuato con entusiasmo, e che secondo Bloomberg potrebbe costare a Samsung circa 2 miliardi di dollari.

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Insomma la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi, come recita il proverbio. E tutto per battere il concorrente storico, o approfittare di un suo ipotetico momento di debolezza; nessuno sapeva se l'iPhone 7 sarebbe stato davvero un dispositivo con poche novità oppure no, ma a Seul hanno deciso di rischiare e si sono ritrovati a gestire una bella gatta da pelare - per restare in tema di felini.

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In ogni caso i portavoce di Samsung hanno smentito quanto affermato da Bloomberg, dicendo che "le tempistiche di ogni nuovo prodotto mobile sono determinate dalla divisione Mobile, che si basa sul completamento del processo di sviluppo e sull'avere un prodotto pronto per il mercato". 

Samsung avrebbe anche individuato nella sua sussidiaria SDI, che produce batterie, il punto debole della catena - le note ufficiali dell'azienda comunque parlano di "un fornitore" senza fare nomi.

Il pubblico dimenticherà in poco tempo, come ritengono alcuni, oppure Samsung si è creata un danno d'immagine che ci metterà anni a rimarginarsi? Ovviamente è troppo presto per rispondere a tale domanda, così come non è dato sapere in quanti hanno ordinato un iPhone 7 proprio in virtù del flop di Samsung. Secondo diversi osservatori citati da Bloomberg, in ogni caso, il problema è di grande portata.

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Bloomberg aggiunge che al momento Samsung non ha una guida ufficiale: il patron dell'azienda, Lee Kun-Hee, è assente dal 2014 per motivi di salute. Ma suo figlio Jay Y. Lee non può ufficialmente rilevarlo "perché la cultura coreana impedisce una mossa simile fino a che l'anziano è vivo. Il risultato è che nessuno sembra avere quel tipo di autorità che, per esempio, ha Tim Cook in Apple di prendersi la responsabilità e fare pressione per una soluzione".

Per il momento comunque Samsung non ha gestito male l'emergenza, anzi se la sono cavata piuttosto bene: si sono attivati velocemente per il ritiro e hanno offerto ai consumatori un rimborso completo o un dispositivo nuovo e senza difetti. "Per noi di Samsung è molto importante guadagnare di nuovo la fiducia dei consumatori", ha scritto un portavoce dell'azienda.

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