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Miopia nei bambini, la dieta potrebbe fare la differenza

Uno studio su oltre 1.000 bambini indica che gli omega-3 proteggono gli occhi, mentre i grassi saturi aumentano la probabilità di miopia.

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Avatar di Patrizio Coccia

a cura di Patrizio Coccia

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 09/09/2025 alle 12:59

La notizia in un minuto

  • Un nuovo studio su oltre mille bambini cinesi rivela che gli acidi grassi omega-3 presenti negli oli di pesce potrebbero proteggere dallo sviluppo della miopia infantile, mentre i grassi saturi aumentano il rischio
  • La ricerca evidenzia che i bambini con alimentazione ricca di omega-3 mostrano parametri visivi migliori e una lunghezza assiale dell'occhio più contenuta, indicatore chiave della progressione miopica
  • Con previsioni che stimano metà della popolazione mondiale miope entro il 2050, l'alimentazione potrebbe diventare una strategia preventiva fondamentale accanto ai fattori di rischio già noti come schermi e scarsa esposizione alla luce naturale

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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La crescente epidemia di miopia infantile potrebbe avere un nuovo alleato nella dieta quotidiana. Un team di ricercatori ha infatti scoperto che un’alimentazione ricca di acidi grassi omega-3, tipici degli oli di pesce, sembra offrire una protezione naturale contro lo sviluppo del disturbo, mentre un consumo elevato di grassi saturi – come quelli presenti in burro, olio di palma e carni rosse – appare invece collegato a un rischio maggiore.

Il legame tra nutrizione e salute degli occhi

Lo studio, pubblicato sul British Journal of Ophthalmology, ha coinvolto oltre mille bambini cinesi di età compresa tra i 6 e gli 8 anni a Hong Kong. Attraverso questionari compilati con l’aiuto dei genitori, i ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari dei piccoli partecipanti, incrociandole con dati clinici sulla loro vista.

Circa un quarto dei bambini presentava già segni di miopia, ma chi consumava più omega-3 mostrava parametri visivi migliori. In particolare, la lunghezza assiale dell’occhio – indicatore della progressione miopica – risultava più contenuta nei bambini con un’alimentazione ricca di questi nutrienti.

Una minaccia globale in crescita

Entro il 2050, metà della popolazione mondiale potrebbe soffrire di miopia, con l’Asia orientale come epicentro. Hong Kong, dove è stato condotto lo studio, registra infatti una delle prevalenze più elevate.

L’alimentazione potrebbe diventare una strategia preventiva fondamentale contro la miopia infantile

Finora i principali fattori di rischio erano stati identificati nel tempo trascorso davanti agli schermi, nella ridotta esposizione alla luce naturale e nella predisposizione genetica. Questa ricerca apre invece nuove prospettive sul ruolo dell’alimentazione nella prevenzione.

Il meccanismo biologico della protezione

Gli omega-3 sono nutrienti essenziali che il corpo non può produrre da solo e che devono essere assunti con la dieta. Sono già noti per i benefici in condizioni oculari croniche come la degenerazione maculare e la sindrome dell’occhio secco.

Secondo i ricercatori, gli omega-3 potrebbero proteggere dall’insorgenza della miopia aumentando il flusso sanguigno nella coroide, lo strato vascolare che porta ossigeno e nutrienti all’occhio. Ciò aiuterebbe a prevenire l’ipossia sclerale, considerata un fattore chiave nello sviluppo della patologia.

Oltre i risultati: limiti e prospettive future

Pur promettenti, i dati restano osservazionali e non permettono di stabilire un rapporto di causa-effetto. Inoltre, i questionari alimentari riflettono solo una fotografia parziale delle abitudini nutrizionali.

Resta anche da capire se gli stessi effetti protettivi si manifestino in popolazioni diverse, con stili di vita e tassi di miopia meno elevati. L’indagine ha preso in esame 280 voci alimentari suddivise in dieci categorie, ma solo omega-3 e grassi saturi hanno mostrato una correlazione significativa con i parametri visivi, mentre altri nutrienti non hanno evidenziato legami rilevanti.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

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