Spazio

Luna, sciami di robot per estrarre le risorse minerarie

Gli scienziati stanno iniziando a considerare più seriamente la costruzione di basi su corpi celesti come la Luna e, di conseguenza, l’idea dell’estrazione mineraria spaziale sta crescendo in popolarità. Dopotutto per costruire basi sulla Luna sarebbe molto più vantaggioso economicamente estrarre risorse direttamente sul nostro satellite. Per questo un team dell’Università dell’Arizona, guidato da ricercatori del College of Engineering, ha ricevuto 500.000 dollari in finanziamenti della NASA per un nuovo progetto per sviluppare metodi di estrazione spaziale che utilizzano sciami di robot autonomi.

Secondo la Giant Impact Hypothesis, la Terra e la Luna provenivano da un unico corpo celeste comune, quindi gli scienziati si aspettano che le loro composizioni chimiche siano relativamente simili. L’estrazione mineraria sulla superficie lunare potrebbe far emergere i metalli delle terre rare necessari per tecnologie come smartphone e apparecchiature mediche, titanio per l’uso in leghe, metalli preziosi come oro e platino e elio-3 – un isotopo di elio stabile che potrebbe alimentare le centrali nucleari ma è estremamente raro sulla Terra.

Jekan Thanga, professore associato di ingegneria aerospaziale e meccanica, sta adattando una tecnica di architettura di apprendimento neuromorfico, che ha sviluppato nel suo laboratorio, chiamata Human and Explainable Autonomous Robotic System, o HEART. Il sistema non solo addestrerà i robot a lavorare insieme su attività minerarie, di scavo e persino di costruzione, ma consentirà anche ai robot di migliorare le loro capacità di collaborazione nel tempo.

Il team ha in programma di costruire e addestrare i robot qui sulla Terra, in modo che possano esercitarsi. In definitiva, i ricercatori immaginano uno sciame completamente autonomo di robot che non ha bisogno di ricevere istruzioni dalla Terra per estrarre materiali e costruire strutture semplici.