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Hawaii, quasi ogni uccello trasmette la malaria aviaria

Uno studio su oltre 4.000 uccelli mostra che il Plasmodium relictum circola in quasi tutti i siti dell’arcipelago, rendendo l’eradicazione complessa.

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Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 12/02/2026 alle 09:10

La notizia in un minuto

  • La malaria aviaria è presente in 63 dei 64 siti campionati nelle Hawaii e praticamente tutte le specie di uccelli forestali possono trasmettere il parassita Plasmodium relictum, rendendo la malattia estremamente difficile da eradicare
  • Le infezioni croniche di lunga durata permettono agli uccelli di rimanere contagiosi per mesi o anni anche con sintomi moderati, rappresentando la principale fonte di trasmissione nell'arcipelago
  • I cambiamenti climatici stanno spingendo le zanzare vettori verso altitudini più elevate, eliminando i rifugi storici delle specie endemiche già devastate dalla malattia con tassi di mortalità fino al 90%

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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La malaria aviaria alle Hawaii si conferma una minaccia pervasiva e difficile da contrastare: un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications il 10 febbraio rivela che praticamente tutte le specie di uccelli forestali dell'arcipelago sono in grado di trasmettere la malattia, mantenendo attiva la circolazione del parassita Plasmodium relictum in quasi ogni habitat frequentato dalle zanzare. Questa capacità di trasmissione diffusa tra specie native e introdotte aiuta a spiegare perché il patogeno, responsabile del drastico declino e dell'estinzione di numerose specie endemiche di fringillidi hawaiiani, risulti così difficile da eradicare nonostante decenni di sforzi di conservazione.

La ricerca, coordinata da Christa M. Seidl dell'Università della California a Santa Cruz e attualmente responsabile della ricerca e controllo delle zanzare presso il Maui Forest Bird Recovery Project dell'Università delle Hawaii a Mānoa, ha rilevato la presenza del parassita malarico in 63 dei 64 siti campionati in tutto l'arcipelago. I ricercatori hanno analizzato campioni ematici di oltre 4.000 uccelli distribuiti tra le isole di Kauaʻi, Oʻahu, Maui e Hawaii Island, combinando i dati di campo con esperimenti di laboratorio per misurare l'efficacia con cui le zanzare domestiche meridionali, principali vettori della malattia, acquisivano l'infezione dopo aver punto gli uccelli.

A differenza di molte malattie infettive che dipendono da poche specie serbatoio per perpetuarsi, la malaria aviaria hawaiiana mostra una dinamica di trasmissione generalista. Anche uccelli con cariche parassitarie molto basse si sono rivelati capaci di infettare le zanzare, il che significa che comunità aviari molto diverse per composizione possono tutte sostenere la circolazione del patogeno. Gli esperimenti hanno dimostrato che uccelli nativi e introdotti presentano livelli di infettività simili, contribuendo entrambi alla diffusione del Plasmodium relictum.

Le infezioni croniche, che possono durare mesi o anni mantenendo gli uccelli contagiosi anche quando appaiono solo lievemente malati, rappresentano la principale modalità di trasmissione nell'arcipelago

Il meccanismo patologico della malaria aviaria comporta l'attacco ai globuli rossi, provocando anemia, insufficienza d'organo, riduzione della sopravvivenza e, in alcune specie particolarmente sensibili, morte. Le conseguenze per le specie endemiche hawaiiane sono state devastanti: studi precedenti hanno documentato che l'ʻiʻiwi, noto anche come fringillide scarlatto, presenta un tasso di mortalità del 90 percento se infettato. L'ʻakikiki, un piccolo fringillide endemico di Kauaʻi, è stato recentemente dichiarato estinto in natura proprio a causa della malattia.

Un aspetto critico emerso dalla ricerca riguarda la persistenza delle infezioni croniche negli uccelli. Durante questa fase prolungata, che può estendersi per mesi o persino anni, gli animali mantengono la capacità di trasmettere il parassita alle zanzare pur manifestando sintomi clinici moderati o assenti. Secondo le stime dei ricercatori, questo stadio infettivo di lunga durata a bassa o moderata intensità rappresenta la principale fonte di trasmissione su scala statale, rendendo il controllo epidemiologico particolarmente complesso.

La situazione è ulteriormente aggravata dai cambiamenti climatici. L'aumento delle temperature consente alle zanzare e al parassita della malaria di colonizzare aree ad altitudini più elevate, che storicamente hanno rappresentato rifugi sicuri per le specie native più vulnerabili. Questo fenomeno sta progressivamente riducendo gli habitat privi di rischio di trasmissione, comprimendo ulteriormente le popolazioni di uccelli endemici già in forte declino.

Come sottolinea Seidl, "la malaria aviaria ha inflitto un tributo devastante agli uccelli forestali nativi delle Hawaii, e questo studio mostra perché la malattia è stata così difficile da contenere. Quando così tante specie di uccelli possono silenziosamente sostenere la trasmissione, le opzioni per proteggere gli uccelli nativi si restringono e il controllo delle zanzare diventa non solo utile, ma essenziale". La ricercatrice aggiunge: "Spesso pensiamo comprensibilmente prima agli uccelli quando parliamo di malaria aviaria, ma il parassita ha bisogno delle zanzare per riprodursi e il nostro lavoro evidenzia quanto sia diventato efficace nell'infettarle attraverso molte specie di uccelli diverse".

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

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