Spazio

Marte, Perseverance è incappato già in oltre 300 vortici di sabbia

Nonostante il rover Perseverance sia atterrato su Marte solo all’inizio di quest’anno, si è già imbattuto in oltre 300 diavoli di polvere – vale a dire i turbini di vento che sollevano la sabbia e si formano all’improvviso per poi svanire altrettanto repentinamente. Il documento che discute questi risultati, scritto da Brian Jackson della Boise State University, è disponibile su arXiv. I dati utilizzati in tale analisi sono stati raccolti da una suite di strumenti sul rover noto come Mars Environmental Dynamics Analyzer (MEDA). Questa suite include di tutto, dai sensori di umidità e vento ai sensori ottici di temperatura e polvere del suolo.

Questa non è però la prima volta che i diavoli di polvere sono stati visti su Marte: le missioni Viking li hanno notati per la prima volta nel 1970, e sono stati visibili anche dallo spazio per anni da altri satelliti in orbita. Mai però prima d’ora così tanti sensori messi a punto a terra sono stati in grado di raccogliere una miriade di dati sui fenomeni.

Anche altri rover hanno sperimentato diavoli di polvere, ma il cratere Jezero, il sito di atterraggio di Perseverance, sembra avere un’alta presenza di diavoli di polvere.

Credits: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Le previsioni meteorologiche hanno suggerito che questa cosa si sarebbe potuta verificare ed effettivamente i dati di Perseverance sembrano confermare la cosa. Ciò che le previsioni non si aspettavano era il numero di diavoli di polvere che non coinvolgevano polvere. Solo circa il 20% dei 309 vortici ha infatti attenuato la luce intorno al rover di oltre il 2%.

Un sensore di “insolazione” (cioè il rilevamento della luce) è stato utilizzato per stimare quanta polvere c’era nell’aria durante gli eventi. Anche con un assorbimento di polvere relativamente limitato, gli scienziati ritengono che i diavoli di polvere siano uno dei fattori più significativi che contribuiscono alla quantità di polvere che galleggia intorno all’atmosfera di Marte.

La polvere marziana è nota per la sua instabilità e tossicità e potrebbe rivelarsi un pericolo problematico da affrontare quando iniziano le missioni di esplorazione con equipaggio. Questa conferma dei modelli meteorologici con i dati di Perseverance è un passo positivo verso una vera comprensione dei modelli meteorologici marziani. Ma potrebbe anche significare che il cratere Jezero non è un posto particolarmente adatto per le prime missioni umane.