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Nuove scoperte sui buchi neri e le stelle di neutroni

Gli astrofisici hanno fatto una nuova scoperta, infatti affermano di aver effettuato le prime rilevazioni sulle  onde d’urto prodotte dalla fusione tra stelle di neutroni e buchi neri.

I buchi neri sono punti nello spazio con campi gravitazionali così intensi che nemmeno la luce può sfuggire. Si formano quando una stella muore e collassa su se stessa. Le stelle di neutroni, invece, si formano in modo simile. Cioè esse sono i resti collassati, ed estremamente densi, di stelle morte e sono per lo più composti da neutroni ammassati. Susan Scott, astrofisica dell’Australian National University e coautrice del nuovo studio, ha affermato che gli astrofisici stanno compiendo ripetute misurazioni e ricerche per comprendere come queste stelle siano state attratte dai buchi neri così tanto da fondersi con essi. Le nuove scoperte sono pubblicate oggi su Astrophysical Journal Letters e potete leggerle a questo link.

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I ricercatori hanno rilevato due diversi segnali nel gennaio del 2020, appurando che erano distanti rispettivamente novecento milioni e un miliardo di anni luce dalla terra. Gli scienziati hanno a disposizione una tecnologia sempre più sofisticata che, a oggi, conta diverse basi nel mondo. Uno dei rivelatori più importanti è Virgo, dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego), che si trova in Italia, a Cascina, in provincia di Pisa. L’altro è, invece, Advanced Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), che si trovano a Livingston in Luisiana.

Come riporta l’ANSA, Giovanni Losurdo, coordinatore internazionale di Virgo e ricercatore dell’Infn si è espresso in merito a questa nuova scoperta, dichiarando che Ligo e Virgo continuano a svelare eventi catastrofici mai osservati finora, contribuendo a far luce su un paesaggio cosmico finora inesplorato. Ora stiamo aggiornando i rivelatori con l’obiettivo di guardare ancora più lontano nel cosmo, per una comprensione più profonda dell’universo in cui viviamo”.

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Sulla base dei due recenti rilevamenti, il team di ricerca stima che una di queste fusioni buco nero-stella di neutroni avvenga circa una volta al mese entro un miliardo di anni luce dalla Terra.