image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Il “segreto” del suolo che raddoppia la ricrescita forestale Il “segreto” del suolo che raddoppia la ricrescita fores...
Immagine di Cancro al pancreas, un anticorpo risveglia il sistema immunitario Cancro al pancreas, un anticorpo risveglia il sistema immuni...

Stella o pianeta? Il confine si fa sottile

Un pianeta vagante osservato mentre ingoia enormi quantità di materia rivela sorprendenti somiglianze tra stelle e pianeti nella loro formazione

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 03/10/2025 alle 08:35

La notizia in un minuto

  • Il pianeta vagabondo Cha 1107-7626 sta divorando materia a un ritmo di 6 miliardi di tonnellate al secondo, un comportamento tipico delle stelle che mette in discussione le teorie sulla formazione planetaria
  • Questo oggetto celeste, situato a 620 anni luce dalla Terra, ha accelerato di dieci volte il suo tasso di crescita mantenendo questo ritmo per due mesi consecutivi, suggerendo meccanismi formativi simili a quelli stellari
  • La scoperta implica che stelle e pianeti vagabondi potrebbero formarsi attraverso processi identici, rivoluzionando la comprensione astronomica e rendendo sempre più sfumato il confine tra queste categorie di oggetti celesti

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Nel vasto e misterioso universo che ci circonda, i confini tra ciò che consideriamo stelle e pianeti stanno diventando sempre più sfumati, grazie a una scoperta che ha lasciato senza parole la comunità astronomica internazionale. Un oggetto celeste particolare, classificato come pianeta vagabondo, è stato osservato mentre divora materia a un ritmo così impressionante da rivaleggiare con quello delle stelle, mettendo in discussione le nostre certezze sui processi di formazione planetaria. La quantità di gas e polveri che questo corpo celeste riesce ad assorbire ogni secondo equivale a circa 6 miliardi di tonnellate, un fenomeno che ha costretto gli scienziati a ripensare radicalmente le teorie sulla nascita dei corpi celesti.

Un gigante solitario che sfida le teorie consolidate

Cha 1107-7626, questo il nome tecnico dell'oggetto in questione, si trova a circa 620 anni luce dalla Terra e rappresenta quello che gli astronomi definiscono un pianeta vagabondo o "rogue planet". Si tratta di enormi sfere di gas che fluttuano liberamente nello spazio, senza essere legate gravitazionalmente a una stella madre, come invece accade per i pianeti del nostro sistema solare. Questi oggetti celesti potrebbero essere incredibilmente numerosi nella nostra galassia, superando persino il numero delle stelle che riusciamo ad osservare.

Il team di ricerca guidato da Víctor Almendros-Abad dell'Osservatorio Astronomico di Palermo ha documentato un comportamento del tutto inaspettato. Utilizzando il Very Large Telescope dell'European Southern Observatory in Cile, gli scienziati hanno registrato come questo pianeta vagabondo abbia improvvisamente accelerato il suo tasso di crescita di quasi dieci volte rispetto ai valori precedentemente osservati, mantenendo questo ritmo frenetico per ben due mesi consecutivi.

Una scoperta che riscrive i libri di astronomia

La prima volta che Cha 1107-7626 attirò l'attenzione degli astronomi risale al 2008, quando venne individuato un disco planetario primitivo in formazione attorno a questo corpo celeste. Tuttavia, le osservazioni sistematiche sono iniziate solo nell'aprile di quest'anno, quando il comportamento dell'oggetto ha subito una trasformazione drammatica. A giugno, il pianeta ha iniziato a consumare materia a un ritmo che fino a quel momento era stato osservato esclusivamente nelle stelle, incluso il nostro Sole, che però possiede una massa superiore di oltre cento volte.

Il confine tra stelle e pianeti si assottiglia sempre di più

Questa accelerazione nel processo di accrescimento suggerisce che meccanismi simili a quelli stellari siano all'opera anche nei pianeti vagabondi. Gli scienziati ipotizzano che campi magnetici intensi incanalino il materiale attraverso corridoi ristretti, permettendo l'assorbimento di gas e polveri dall'ambiente circostante. Tuttavia, resta ancora un mistero il motivo per cui questo fenomeno si sia intensificato così drasticamente e improvvisamente.

Implicazioni per la comprensione dell'universo

Le osservazioni di Almendros-Abad e del suo team stanno rivoluzionando la nostra comprensione dei processi formativi nell'universo. "Questo ci dimostra che il processo che forma le stelle è molto probabilmente lo stesso che forma questi oggetti", spiega il ricercatore principale. La scoperta implica che quando gli astronomi studiano la formazione stellare, devono necessariamente includere nei loro modelli anche questi pianeti vagabondi, precedentemente considerati casi isolati o anomalie cosmiche.

Il mistero dei pianeti vagabondi riguarda principalmente la loro origine: si formano come pianeti normali in orbita attorno a una stella per poi essere espulsi nello spazio, oppure nascono direttamente come corpi indipendenti, seguendo processi simili a quelli stellari? Le nuove evidenze sembrano propendere per la seconda ipotesi, suggerendo una continuità nei meccanismi formativi che attraversa diverse categorie di oggetti celesti. Come sottolinea Almendros-Abad, "ogni volta che osserviamo questi pianeti vagabondi, ci rendiamo conto che non sappiamo davvero dove sia la differenza tra stelle e pianeti".

La ricerca di quella che il team italiano definisce la "Stele di Rosetta" per distinguere tra diversi scenari formativi rimane una delle sfide più affascinanti dell'astronomia moderna. Mentre continuiamo a scrutare l'universo con strumenti sempre più sofisticati, scoperte come questa ci ricordano quanto ancora ci sia da imparare sui meccanismi che governano la nascita e l'evoluzione dei corpi celesti, sfidando le nostre categorie consolidate e aprendo nuove frontiere nella comprensione del cosmo.

Fonte dell'articolo: www.newscientist.com

Le notizie più lette

#1
RTX 5070 Ti al capolinea, pesa la strategia di NVIDIA

Hardware

RTX 5070 Ti al capolinea, pesa la strategia di NVIDIA

#2
Se l'IA è una bolla, questo è quello che rischiamo davvero
7

Hardware

Se l'IA è una bolla, questo è quello che rischiamo davvero

#3
Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa significa
4

Business

Adesso Amazon ha un cloud europeo "sovrano". Ecco cosa significa

#4
TV Micro LED RGB: cambia tutto o non cambia niente?
8

Hardware

TV Micro LED RGB: cambia tutto o non cambia niente?

#5
Ad Apple non frega nulla che iPhone Air non stia piacendo a nessuno

Editoriale

Ad Apple non frega nulla che iPhone Air non stia piacendo a nessuno

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca quadrati

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Cancro al pancreas, un anticorpo risveglia il sistema immunitario

Scienze

Cancro al pancreas, un anticorpo risveglia il sistema immunitario

Di Antonello Buzzi
Il “segreto” del suolo che raddoppia la ricrescita forestale

Scienze

Il “segreto” del suolo che raddoppia la ricrescita forestale

Di Antonello Buzzi
La deforestazione aumenta l’interesse delle zanzare per l’uomo

Scienze

La deforestazione aumenta l’interesse delle zanzare per l’uomo

Di Antonello Buzzi
I display OLED elastici fanno un passo avanti decisivo

Scienze

I display OLED elastici fanno un passo avanti decisivo

Di Antonello Buzzi
Alzheimer, attenzione ai picchi di zucchero dopo i pasti

Scienze

Alzheimer, attenzione ai picchi di zucchero dopo i pasti

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.