Una semplice crema idratante applicata quotidianamente sulla pelle dei neonati potrebbe rivelarsi uno strumento efficace nella prevenzione dell'eczema, ma solo per una specifica categoria di bambini. Una ricerca dell'Università di Nottingham ha infatti dimostrato che i benefici di questa pratica preventiva dipendono strettamente dalla predisposizione genetica del piccolo paziente. Lo studio, condotto su oltre 1.200 famiglie statunitensi, apre nuove prospettive nella comprensione dell’interazione tra fattori ambientali e genetici nello sviluppo di questa comune condizione dermatologica.
La dermatite atopica: un nemico precoce
L'eczema, o dermatite atopica, è una delle più diffuse malattie infiammatorie cutanee dell'infanzia. Si manifesta con prurito intenso, secchezza della pelle e vescicole che possono sanguinare. Spesso compare nei primi mesi di vita, attenuandosi con l’età, ma la sua natura cronica e i sintomi debilitanti rendono cruciale individuare strategie preventive efficaci.
Il team guidato da Hywel Williams ha preso in esame neonati tra 0 e 8 settimane privi di segni di eczema al momento dell’arruolamento. Un aspetto chiave riguardava il profilo familiare: metà dei bambini aveva almeno un parente stretto con la patologia, indicatore di un alto rischio genetico.
L’esperimento: crema contro placebo
I genitori sono stati divisi in due gruppi. Al primo è stata data la possibilità di scegliere tra cinque creme idratanti da banco, da applicare quotidianamente su tutto il corpo del neonato, alternandole liberamente. Il gruppo di controllo, invece, ha ricevuto indicazioni di evitare l’uso di idratanti, salvo in caso di pelle eccessivamente secca. Nonostante ciò, oltre la metà di questi genitori ha comunque applicato creme almeno una volta a settimana, segno dell’istinto naturale di protezione verso la pelle dei bambini.
Dopo due anni, i dati clinici mostravano una riduzione dell’incidenza di eczema dal 43% al 36% nei bambini del gruppo “crema quotidiana”. Michael Cork dell’Università di Sheffield ha definito questo calo del 7% “sostanziale”. Tuttavia, l’analisi genetica ha rivelato che il beneficio era limitato ai bambini senza precedenti familiari di eczema, confermando l’inefficacia dell’approccio nei soggetti geneticamente predisposti.
Perché funziona solo in alcuni casi
Nei neonati a basso rischio, l’eczema è spesso innescato da fattori ambientali, come inquinamento e sostanze irritanti. Le creme idratanti riempiono gli spazi tra le cellule della pelle, formando una barriera che ostacola la penetrazione di questi agenti. Nei bambini ad alto rischio genetico, invece, i processi infiammatori sono già attivi a livello sistemico, rendendo inefficace la protezione superficiale.
Lo studio non ha monitorato con precisione come i genitori alternassero le diverse creme, impedendo di individuare quale formulazione fosse la più efficace. Inoltre, resta da verificare se i risultati siano replicabili in contesti con diversi livelli di esposizione a fattori scatenanti. Come sottolinea Carsten Flohr del King’s College di Londra, la ricerca apre la strada a strategie preventive personalizzate, basate sul profilo genetico del singolo bambino.