Telefonia

5G, l’UE sarebbe pronta a bloccare i fornitori ad alto rischio

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, la Commissione Europea avrebbe elaborato nuove linee guida per l’adozione del 5G che consentono agli Stati membri di limitare o escludere i fornitori considerati ad alto rischio. Nessun divieto specifico, dunque, ma il primo pensiero non può che correre alle società cinesi e in particolar modo a Huawei, fornitore per eccellenza per le reti di quinta generazione.

Il documento – visionato dalla fonte – dovrebbe essere presentato dalla commissaria europea Margrethe Vestager il 29 gennaio. Se la bozza verrà confermata, Bruxelles fornirebbe delle raccomandazioni agli Stati UE per quanto riguarda l’ingresso di operatori di Paesi terzi nel business 5G, raccomandazioni che non sono per niente vincolanti. Ogni Stato dunque deciderà in assoluta autonomia.

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I Paesi dell’Unione Europea dovrebbero valutare il profilo di rischio dei fornitori sia a livello nazionale che comunitario e applicare restrizioni per quelli ad alto rischio. Ai governi verrebbe inoltre richiesto di diversificare i propri fornitori in modo da evitare di dipendere da una sola società e di applicare criteri di giudizio di natura tecnica e non per una corretta valutazione del profilo. I Paesi UE, infine, dovrebbero anche controllare gli operatori di telecomunicazioni, imporre loro di fornire dati dettagliati sul loro approvvigionamento di apparecchiature 5G e descrivere come vengono implementate le misure di sicurezza della rete tecnica di base.

Come già detto, il documento non sembrerebbe bandire nessuna società in particolare ma la mossa si inserisce in un contesto in cui si fanno sempre più insistenti le pressioni sull’Europa da parte degli Stati Uniti che chiedono di vietare l’utilizzo di apparecchiature Huawei, in quanto ritengono che potrebbero essere utilizzate per attività di spionaggio da Pechino.

Da tutto ciò, infine, potrebbero trarre vantaggio i rivali europei di Huawei come la finlandese Nokia e la svedese Ericsson. Senza dimenticare nemmeno le realtà oltreoceano come Cisco e Qualcomm. Questa mossa però potrebbe costare cara all’Europa. Secondo le previsioni di GSMA, ente che raggruppa la maggior parte degli operatori di rete mobile di tutto il mondo, vietare la tecnologia cinese per il 5G comporterebbe per il Vecchio Continente un aumento dei costi pari a 55 miliardi di euro e ritarderebbe il processo di transizione dal 4G al 5G di almeno 18 mesi.

Aggiornamento 30/01/2020 ore 10:12

La Commissione Europea ha approvato le linee guida per l’adozione del 5G che consentono agli Stati membri di limitare o escludere i fornitori considerati ad alto rischio, così come preannunciato. Nessun divieto esplicito per Huawei o ZTE.

Gli Stati membri dovranno attuare entro il 30 aprile 2020 le misure elaborate che comprendono la valutazione del profilo di rischio dei fornitori, l’applicazione di limiti a quelli considerati ad alto rischio e l’elaborazione di strategie per diversificare i distributori.

Huawei ha ben accolto le decisione dell’UE che, in parte, non risponde a quanto richiesto dagli Stati Uniti. Per il colosso cinese, “questo approccio non fazioso e basato sui fatti per la sicurezza del 5G permette all’Europa di avere una rete più sicura e veloce. Continueremo a lavorare con i governi europei e con l’industria per sviluppare standard comuni che rafforzino la sicurezza e l’affidabilità della rete”. 

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