Tom's Hardware Italia Tom's Hardware
Apple

Amazon ed Apple scroccone, sfruttano Wikipedia

Tutti abbiamo usato Wikipedia. Magari solo di tanto in tanto, oppure ogni giorno a scuola o sul lavoro, l'enciclopedia online creata da Jimmy Wales è uno strumento prezioso per la maggior parte di noi. Eppure pochi, pochissimi, mostrano riconoscimento facendo una donazione, anche piccola, di tanto in tanto.

Funziona così dopotutto, e probabilmente non c'è nulla di male. Se però le informazioni di Wikipedia finiscono per impreziosire un prodotto commerciale, allora forse non è fuori luogo parlare di sfruttamento. Che è precisamente il termine scelto da Lisa Gruwell (Chief Revenue Officer, Wikipedia) a proposito di Apple e Amazon. La loro colpa? Usano le informazioni prese da Wikipedia per far funzionare gli assistenti personali Siri e Alexa, ma non versano un centesimo.

"Sarebbe carino se le corporations che usano (le informazioni) restituissero qualcosa", ha affermato di recente Katherine Maher (Wikimedia executive director). Gruwell aggiunge che integrare Wikpedia in Alexa o Siri non costituisce una collaborazione formale con le rispettive aziende. Ciò non toglie che resta una relazione a senso unico. Le informazioni sono liberamente disponibili. Sono "come l'ambiente", spiega Gruwell, "È lì per essere usato, ma non per essere sfruttato".

Né Apple né Amazon stanno violando alcuna regola. D'altra parte però usano Wikipedia per creare un valore che, si stima, non farà che crescere enormemente nei prossimi anni. Allo stesso tempo, suggerisce Gruwell, gli assistenti vocali rendono difficile capire che le informazioni arrivano da Wikipedia. E così le persone potrebbero non sentirsi incoraggiati a fare una donazione.

Depositphotos 140981724 l 2015
Immagine: grinvalds / Depositphotos

Gruwell ha poi offerto una breve panoramica sulle fonti di Wikipedia. I singoli utenti rappresentano la voce più importante: sei milioni di persone che hanno donato, in media, 10 dollari a testa. Le donazioni delle grandi aziende rappresentano circa il 4% del totale delle donazioni (ma potrebbero averne fatte di più in forma anonima). Le prime quattro sono Google, Humble Bundle, Craiglist Foundation e Cards Against Humanity. Apple compare, insieme a Google e Microsoft, con il programma matching gifts, un sistema con cui l'azienda sostiene le donazioni dei dipendenti; non è una donazione diretta, ma Amazon non compare nemmeno qui.