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Amazon sotto accusa, per l’antitrust UE abusa di posizione dominante

Bruxell continua la propria avanzata. Dopo aver chiamato in causa Google, Apple e Facebook, è arrivato il turno del gigante dell’e-commerce Amazon. La lotta della Commissione UE contro i colossi tech americani sembra essere solo agli inizi.

Amazon copertina

La Commissione Europea si è scagliata contro l’azienda di Jeff Bezos accusandola di abuso della propria posizione dominante in Francia e Germania, i Paesi europei che Amazon vede come propri mercati principali nel continente.

Nello specifico, l’azienda è accusata di sfruttare impropriamente i dati non pubblici delle aziende che si appoggiano alla piattaforma online per la vendita dei prodotti. Inoltre è sotto indagine la modalità con cui il colosso spinge i propri servizi quali Amazon Prime e Buy Box.

Amazon ovviamente rifiuta ogni genere di accuse e ricorda che attualmente rappresenta “meno dell’1% del mercato al dettaglio globale” e che ci sono rivenditori più grandi in ogni Paese in cui opera. La vicepresidente della Commissione UE, Margrethe Vestager, ha tali dichiarazioni ha risposto che il punto non è “mettere in discussione il successo o le dimensioni di Amazon, ma la distorsione del mercato“.

Il valore del commercio online è raddoppiato in Europa negli ultimi cinque anni, raggiungendo addirittura i 720 miliardi di euro nel 2020” ha continuato la danese. Le azioni di Amazon, secondo le accuse, danneggerebbero il mercato unico UE soprattutto vista la forte crescita delle vendite online causate dalla pandemia.

Come ricorda il sito dell’ANSA, il vero problema riguarda il ruolo che Amazon ricopre: l’azienda “agisce al contempo come venditore di prodotti propri e canale di vendita per altre aziende indipendenti. Amazon ha così accesso a una massiccia quantità di dati non pubblici dei commercianti che usano la sua piattaforma: dal numero di prodotti ordinati e spediti ai ricavi ottenuti, passando per i click degli utenti sui prodotti. Tutte informazioni che confluiscono negli algoritmi di vendita della società di Bezos, che li utilizza per calibrare offerte e strategie di vendita a proprio vantaggio“.

Se le accuse dovessero venire confermate, l’azienda di Seattle potrebbe incorrere in una multa salata che ammonterebbe fino al 10% del proprio fatturato globale.

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