Android

Android 6.0: torna la cifratura totale del dispositivo, ma con delle eccezioni

Con Android 5.0 Google aveva imposto la cifratura totale del dispositivo (FDE, Full Disk Encryption), allineandosi alla scelta fatta da Apple con iOS 8 un anno prima. Una decisione atta a garantire la sicurezza dei dati degli utenti presenti sui terminali, che però si scontrava con un netto calo delle prestazioni di archiviazione.

android marshmallow

Google fu così costretta a fare un passo indietro, eliminando la richiesta d'impostare di default la Full Disk Encryption, relegandola quindi a una soluzione opzionale. Con l'arrivo di Android 6.0 l'obbligatorietà della codifica dei dati ritorna, con un paio di eccezioni.

Secondo quanto riportato da Arstechnica, i nuovi dispositivi con Marshmallow e che offrono prestazioni in crittografia AES sopra i 50 MiB al secondo devono supportare obbligatoriamente la codifica della partizione dati utente privata (/data) e quella pubblica (/sdcard).

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Le nuove regole non riguardano smartphone e tablet arrivati sul mercato con vecchie versioni di Android e che sono stati aggiornati Mashmallow successivamente. Non si applica inoltre ai dispositivi che non rispettano i requisiti minimi prestazionali in crittografia. Esentati anche i dispositivi senza lock screen – come i prodotti Android Wear – distribuiti con Android 6.0.

Da una parte si può quindi vedere come Google voglia effettivamente implementare la Full Disk Encryption e renderla uno standard, ma allo stesso tempo è chiaro che questa misura non potrà essere implementata su tutti i dispositivi, lasciando scoperte centinaia di milioni di utenti per parecchio tempo ancora.

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