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Android: alcuni banner pubblicitari prosciugherebbero batteria e dati mobili

Alcuni utenti Android hanno lamentato un consumo spropositato dei dati mobili e della batteria. La causa di questo problema potrebbe essere legata ad una pubblicità ingannevole celata dai banner presenti nelle app

Alcune app Android scaricate dal Play Store potrebbero, attraverso banner pubblicitari e video promozionali nascosti, prosciugare la batteria del vostro smartphone e consumare una quantità sconsiderata di dati mobili. La notizia arriva dall’esperienza diretta di Julien, uno sviluppatore indipendente che nel corso della sua attività, ha prodotto e lanciato una celebre app audio scaricabile dal Play Store.

Nonostante i milioni di download e le molteplici recensioni positive, da un po’ di tempo è solito ricevere alcuni feed da parte di utenti che lamentano un consumo sconsiderato della batteria e dei dati mobili su Android quando l’applicazione è attiva. Il consumo dei dati può essere motivato dal fatto che alcuni utenti utilizzino l’app anche quando lo smartphone non è connesso ad una rete Wi-Fi ma, in questo caso specifico, può dipendere anche dalla presenza di video promozionali nascosti.

Photo credit - aelice/depositphotos.com

L’app di Julien non è la sola ad essere incappata in un sistema di pubblicità ingannevole che, abbastanza frequentemente, veicola forzatamente l’utente verso la fruizione di video promozionali nascosti. L’utente a sua insaputa si ritrova a fare i conti con il surriscaldamento dello smartphone Android ed un consumo spropositato di dati e batteria. Non solo, i video nascosti causerebbero un rallentamento non indifferente delle normali operazione svolte su smartphone.

Dopo numerose lamentele, gli sviluppatori di app hanno deciso di cercare una motivazione ai feedback negativi degli utenti e, affidandosi ad una società che si occupa di sicurezza informatica, sono riusciti a risalire alla fonte del problema. I video, stando agli ultimi rapporti, provengono da un’azienda sussidiaria di Aniview: OutStream Media, società israeliana con base a New York. Come spesso accade in queste occasioni, Aniview ha prontamente negato qualsiasi coinvolgimento, affermando che dietro quella che può essere considerata una vera e propria truffa, ci sia una terza azienda coinvolta di cui non si conosce il nome.

Ecco, nel particolare, come funziona lo schema: Julien vende un banner pubblicitario all’interno della sua app, dietro questo banner viene nascosto da terzi un video promozionale di cui l’utente non conosce neppure l’esistenza. I video, in costante autoplaying, pur non essendo visualizzati, generano traffico come se ci fossero utenti a fare da spettatori per l’intera durata. Julien viene quindi pagato per il banner pubblicitario mentre, i truffatori, sono in grado di generare entrate nettamente superiori, inserendo annunci più redditizi.

Aniview e OutStream Media, sono stati identificati da Media Protect come parte dell’astuto disegno dopo aver raccolto e analizzato prove video, codici e altre informazioni durante un’indagine. Ad Aniview è stata fornita anche una copia del codice utilizzato per produrre banner e video ingannevoli. Questo tipo di pratica, putroppo, è molto comune e genera, illegalmente, miliardi di dollari l’anno oltre che danneggiare l’utente finale e gli sviluppatori di app.

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