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Apple contro Palm, sfida all’ultimo brevetto

Da qualche tempo Apple e Palm si stanno pizzicando sulla questione dei brevetti. L'ipotesi, tutta da dimostrare, è che Palm abbia violato, con il Pre, la proprietà intellettuale di Apple, sfruttando indebitamente capacità multitouch, brevettate qualche giorno fa.

Engadget ha voluto andare a fondo della faccenda, consultando un avvocato specializzato in brevetti, che ha formulato qualche ipotesi, in attesa di saperne di più sul Pre, che deve ancora uscire.

Apple Contro Palm

Da una parte abbiamo le proprietà di Apple, che riguardano funzioni come la capacità di "percepire" se l'utente vuole scorrere (video) la pagina in una o due dimensioni, o quella per la gestione dello scorrimento a fondo pagina (video). In alcuni casi il Pre fa esattamente le stesse cose dell'iPhone, ma in altri la situazione è meno chiara.

I brevetti Apple, così come li conosciamo, non permettono di affermare che, in tribunale, otterrebbe una vittoria sicura.

Dall'altra parte abbiamo Palm, un'azienda che è sul mercato da anni, è che è in possesso di moltissimi brevetti: si va dall'illuminazione dinamica in funzione della luce ambientale alla gestione veloce della lista dei contatti tramite un tasto, dalla composizione veloce alla possibilità di cambiare comportamento se collegato alla rete elettrica, fino alla gestione di più chiamate allo stesso tempo, in una sola schermata.

I brevetti in possesso di Palm, quindi, le permetterebbero di avanzare pretese su un buon numero delle funzioni presenti sull'iPhone, e anche su tanti altri telefoni. Premere il tasto della chiamata per vedere le ultime chiamate realizzate, per esempio, vi ricorda qualcosa?

Se si arrivasse ad una causa, tutte e due le compagnie rischierebbero grosso: Apple potrebbe perdere la sua gallina dalle uova d'oro, e Palm metterebbe a rischio il telefono sul quale punta per sopravvivere.

Tra i due, però, se si andasse in aula oggi sarebbe Apple ad assumersi i rischi maggiori, anche perché il Pre non è ancora nemmeno sul mercato.

L'ipotesi più credibile è che nei prossimi mesi entrambe le aziende rimaneggeranno i brevetti, per renderli a prova di bomba, e non è da escludere che si arrivi veramente ad una causa, ma non in tempi brevi, come molti hanno prospettato in questi giorni.