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Apple fa il record, ma è come Messi: costretta a stupire

Apple ha annunciato i risultati finanziari del primo trimestre, composto da 13 settimane, dell'anno fiscale 2013 che si è concluso il 29 dicembre 2012. L'azienda ha annunciato un fatturato trimestrale record di 54,5 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale anch'esso record di 13,07 miliardi di dollari, pari a 13,81 dollari per azione diluita. Questi risultati si raffrontano con quelli dello stesso trimestre dell'anno passato, composto da 14 settimane, in cui l'azienda aveva registrato un fatturato di 46,3 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 13,06 miliardi di dollari, pari a 13,87 dollari per azione diluita.

Apple ha venduto il numero record di 47,8 milioni di iPhone durante il trimestre, rispetto ai 37 milioni dello stesso trimestre di un anno fa. Un dato che comunque va in controtendenza rispetto alle indiscrezioni circolate nelle scorse settimane (qui e qui), e che l'azienda ha sostanzialmente bollato come parole al vento, precisando che la filiera produttiva è complessa e un solo dato, estrapolato magari senza conoscere pienamente il contesto, non serve a decifrare se le cose vadano bene o male.

Sono stati invece 22,9 milioni gli iPad venduti nel trimestre, rispetto ai 15,4 milioni dell'anno passato. L'azienda non ha fatto distinzioni tra i modelli, ma si è limitata a dire che i consumatori amano l'iPad di quarta generazione e l'iPad mini è un enorme successo.
Flessione per i Mac, fermi a 4,1 milioni di unità rispetto ai 5,2 milioni dello stesso periodo del 2011. Secondo l'azienda il calo è figlio di diversi fattori, tra cui la cannibalizzazione interna perpetrata dagli iPad e il ritardo nella distribuzione dei nuovi iMac, arrivati a dicembre e in quantità non elevate.

Apple ha venduto 12,7 milioni di iPod durante il trimestre, in calo sul dato dell'anno passato (15,4 milioni). Il modello Touch rimane il più popolare, con una quota superiore al 50% delle vendite rispetto agli altri modelli. Sono state invece oltre 2 milioni le Apple TV commercializzate, con un incremento del 60% sul primo trimestre fiscale 2011. Secondo l'azienda questa rimane un'area di interesse e Apple potrà fare molto per questo settore.

I dispositivi iOS venduti dal debutto a oggi hanno superato quota 500 milioni. Le vendite su iTunes hanno raggiunto la cifra di 2,1 miliardi di dollari, anche grazie all'espansione in nuovi paesi. Per quanto riguarda l'App Store, i dati non sono diversi da quelli comunicati a inizio gennaio. Sono invece 250 milioni gli account iCloud e oltre 2 miliardi i messaggi scambiati ogni giorno con iMessage.

Bene anche i negozi, con un fatturato di 6,4 miliardi e un'espansione che ha visto l'apertura di 11 nuovi store – quattro in Cina. In totale Apple ha registrato 123 milioni di visitatori durante il trimestre, contro i 110 milioni dell'anno passato. Il Consiglio di Amministrazione Apple ha dichiarato un dividendo cash di 2,65 dollari per azione ordinaria. Il dividendo è pagabile il 14 febbraio 2013 agli azionisti che risultano alla chiusura delle attività l'11 febbraio 2013.

"Siamo entusiasti del fatturato record di oltre 54 miliardi di dollari e della vendita di oltre 75 milioni di dispositivi iOS in un solo trimestre", ha affermato Tim Cook, amministratore delegato di Apple. "Siamo molto fiduciosi nella nostra pipeline di prodotti, perché continuiamo a puntare sull'innovazione e sulla produzione dei migliori prodotti al mondo". E con 137,1 miliardi di dollari di liquidità, un dato in crescita di 16 miliardi rispetto al trimestre precedente, Apple può certamente investire per assicurarsi un futuro da protagonista.

A fronte di questi ottimi dati, il titolo Apple ha perso fino al 10% nelle contrattazioni after hours, toccando quota 462,50 dollari, ben distante dal picco di oltre 705 dollari del 21 settembre scorso. In poche parole Apple ha perso circa 50 miliardi di capitalizzazione di mercato, una somma quasi equivalente a quella di Hewlett-Packard e Dell messe insieme.

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A non piacere alla Borsa sono diversi aspetti, dal margine lordo del 38,6% che si è contratto rispetto al 44,7% registrato nello stesso trimestre di un anno fa, al numero di iPhone venduti (sotto le attese pari a circa 50 milioni) fino ad arrivare all'utile per azione in calo su base annua e alle previsioni per il secondo trimestre fiscale, non esaltanti.

A tal proposito, Apple si attende un fatturato fra i 41 miliardi di dollari e i 43 miliardi di dollari, un margine lordo fra il 37,5% e il 38,5% e spese operative fra 3,8 miliardi e 3,9 miliardi di dollari. A Wall Street si aspettavano una stima di fatturato pari a circa 45 miliardi di dollari, e anche questo ha inciso sull'andamento degli scambi.

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In molti si staranno chiedendo se le attese dei mercati su Apple non siano troppo elevate, e un certo qual senso è sicuramente così. In parte crediamo che il titolo – decisamente sovrapprezzato in passato – debba necessariamente ritrovare una sua dimensione. Poi c'è chiaramente il contesto economico e la concorrenza di tante aziende che hanno recuperato terreno o, a seconda dei punti di vista, superato la casa di Cupertino.

Malgrado tutto Apple è in grado di fare questi risultati, che non abbiamo remore a definire incredibili. E allora cosa succede? Per anni Apple è stata vista come il Leo Messi della tecnologia, un'azienda capace di stupire, creare nuovi mercati miliardari e battere ogni previsione trimestre dopo trimestre. È andata così per diverso tempo e in molti si sono fatti la "bocca buona", alzando sempre di più l'asticella delle aspettative. È proprio quello che accade a Leo Messi, quasi costretto a segnare due goal a partita, altrimenti ci si chiede se abbia giocato. È il destino dei campioni e anche una stortura di quella corrida chiamata Borsa.