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Apple frena perché non riesce più a stupirci ed emozionarci

I conti di Apple hanno registrato una battuta di arresto, per la prima volta da 13 anni. La Mela è sempre un'azienda estremamente redditizia ma il problema evidentemente è di aspettativa e di prospettiva. L'azienda creata da Steve Jobs non riesce più a stupirci ed emozionarci?

Come interpretare la battuta di arresto di Apple? Anche se i numeri sono pur sempre di tutto rispetto – un fatturato di 50,6 miliardi e un utile netto di 10,5 miliardi – colpisce la reazione dei mercati, con la perdita di più del 7 per cento delle azioni nel trading after-hours. La Mela è sempre un'azienda estremamente redditizia ma il problema evidentemente è di aspettativa e di prospettiva. È venuta meno la forza trainante del modello iPhone, uno dei prodotti di consumo di maggior successo della storia tecnologica. Allo stato dei fatti e delle indiscrezioni sui prodotti futuri, viene facile pensare che, almeno nello stretto periodo, potrebbe essere un precedente quasi impossibile da replicare.

mela biancaneve

La reazione negativa dei mercati si basa proprio sui conti di iPhone: nei primi tre mesi del 2016 se ne sono venduti 51 milioni, contro i 61 dello stesso trimestre dell'anno scorso. Anche se le vendite sono state comunque imponenti, sono quei 10 milioni di pezzi in meno ad allarmare l'economia e rallentare le magnifiche sorti e progressive di un colosso finora infrangibile.

Apple è alla ricerca spasmodica di una nuova killer application, del prodotto che potrà fare la differenza così come a suo tempo fece iPhone. Finora non ci è riuscita, né con iPad (le cui vendite hanno raggiunto il picco nel 2013), né con il suo watch (non sono mai stati forniti numeri ufficiali, il che non fa presumere un esito soddisfacente). Ci riusciranno con l'Apple Car, ove mai davvero l'automobile morsicata si trasformerà in realtà?

La percezione più diffusa, come si evince anche dai commenti dei lettori all'articolo scritto stamane da Manolo De Agostini, è che il mercato sia ormai saturo e che il prodotto smartphone abbia raggiunto una maturità quasi assoluta. Non saranno certo una manciata di pixel in più per la fotocamera, una batteria meno esile o la scomparsa del tasto home e del jack per le cuffie a fare la differenza. La crisi comunque morde, anche in Cina, e sono sempre meno i consumatori che hanno risorse sufficienti e voglia di cambiare telefono ogni anno.

Diciamola con semplicità. Da un po' di tempo Apple ha smesso di stupirci ed emozionarci. Speriamo riprenda a farlo al più presto.